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Omofobia. Sicuri che sia stato approvato un subemendamento «salvavescovi»?

settembre 20, 2013 Redazione

Ieri è stata approvata alla Camera la legge sull’omofobia. La discussione in aula, come vi abbiamo raccontato, è stata molto accesa. In particolare, il clima si è surriscaldato quando è stato approvato un subemendamento presentato da Gregorio Gitti di Scelta Civica. Il subemendamento ha provocato le ire di Sel e M5S che hanno pesantemente attaccato il deputato Ivan Scalfarotto, padre della proposta di legge. Tanto che poi, la legge è passata coi voti di Pd e Sc, ma solo con l’astensione dei grillini e dei vendoliani, che hanno bollato la modifica col nome di «salvavescovi».

Cosa prevede il subemendamento? Prevede che «ai sensi della presente legge, non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purché non istighino all’odio o alla violenza, né le condotte conformi al diritto vigente», «ovvero assunte all’interno di organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto, relative all’attuazione dei princìpi e dei valori di rilevanza costituzionale che connotano tali organizzazioni».

Un giro di parole che sembra lasciare intendere che, in certi ambiti, il reato di omofobia non sia perseguibile (e, infatti, proprio per questa ragione le associazioni della galassia Lgbt hanno parlato di tradimento della legge). Una scelta di compromesso, all’apparenza. Ma ora leggete cosa ha scritto oggi su il sito ilpost.it Ivan Scalfarotto, che ha voluto spiegare, con una serie di domande e risposte, il significato del suo operato. In particolare, per quanto riguarda il tanto contestato subemendamento, il deputato del Pd scrive:

«E il sub-emendamento Gitti che ha provocato tante polemiche?
Il sub-emendamento Gitti in realtà è molto meno preoccupante di come sia stato descritto. Basta leggerlo. Vi si dice che non costituiscono atti di discriminazione le condotte delle organizzazioni di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto a queste condizioni:
a. se sono conformi al diritto vigente
b. se sono assunte all’interno (non all’esterno) dell’organizzazione
c. se si riferiscono all’attuazione di principi e di valori di rilevanza costituzionale
Tutto questo solo “ai fini della presente legge”. Questo vuol dire che se vi è un’altra norma che stabilisce un divieto di discriminazione (per esempio: norme sul divieto di discriminazione sul lavoro), queste non vengono sanate da questo emendamento. Si tratta solo di una scriminante ai fini della legge penale, non di una scusante di carattere generale».

Il punto interessante è il punto “b.” quando specifica la differenza tra «interno» ed «esterno». Sarebbe interessante capire, nel concreto, cosa significhi. Volgarizzando: se sono in parrocchia posso leggere il catechismo, ma quando esco devo tacere, altrimenti rischio l’accusa di omofobia? Ci aiutino a capirlo i deputati di Scelta Civica.

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11 Commenti

  1. Italo Sgrò scrive:

    Non mi sembra che la norma dica così. Le ipotesi scriminanti sono tre: la prima è “la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purché non istighino all’odio o alla violenza” (e quindi dentro o fuori che sia); la seconda è “le condotte conformi al diritto vigente” (questa peraltro mi sembra una tautologia) e la terza: “le opinioni assunte all’interno di organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto, relative all’attuazione dei princìpi e dei valori di rilevanza costituzionale che connotano tali organizzazioni”. Quest’ultima sarebbe già ricompresa nella prima ed è evidentemente rafforzativa.
    L’avverbio “ovvero” nelle proposizioni giuridiche non indica esplicazione (non è in altri termini sinonimo di “cioè”), ma indica disgiunzione (è sinonimo di “oppure”, quindi siamo di fronte a un elenco di ipotesi).

    Resta comunque il fatto che si entra in un terreno scivolosissimo, dove le delazioni e le interpretazioni soggettive dei magistrati rischiano di avere ampio margine, condizionate da un clima esageratamente sbilanciato sul versante omosessualista.

  2. Italo Sgrò scrive:

    Non mi sembra che la norma dica così. Le ipotesi scriminanti sono tre: la prima è “la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purché non istighino all’odio o alla violenza” (e quindi dentro o fuori che sia); la seconda è “le condotte conformi al diritto vigente” (questa peraltro mi sembra una tautologia) e la terza: “le opinioni assunte all’interno di organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto, relative all’attuazione dei princìpi e dei valori di rilevanza costituzionale che connotano tali organizzazioni”. Quest’ultima sarebbe già ricompresa nella prima ed è evidentemente rafforzativa.
    L’avverbio “ovvero” nelle proposizioni giuridiche non indica esplicazione (non è in altri termini sinonimo di “cioè”), ma indica disgiunzione (è sinonimo di “oppure”, quindi siamo di fronte a un elenco di ipotesi).
    Resta comunque il fatto che si entra in un terreno scivolosissimo, dove le delazioni e le interpretazioni soggettive dei magistrati rischiano di avere ampio margine, condizionate da un clima esageratamente sbilanciato sul versante omosessualista.

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  3. Francesco scrive:

    Secondo me con questa legge si vuole mettere il bavaglio alle persone che non sono d’accordo sull’ipotesi mai provata che gay si nasce, quando invece esisto studi documentati che dimostrano come molte persone hanno modificato le loro tendenze sessuali sviluppando la propria eterosessualità. Tra poco, dopo l’approvazione di questa legge chi manifesterà il proprio pensiero se le opinioni espresse non saranno concordanti con quelle delle organizzazioni omosessuali si rischia di andare in galera… mi sembra assurdo. Se io stesso scrivessi questo commento dopo l’entrata in vigore di tale legge poteri essere arrestato perché dichiarato omofobo anche se non lo sono e non ho nulla contro i gay… assurdo. Allora cosa ne sarà di tutte quelle perone che hanno desideri omosessuali ma che però desiderano per loro stessi una vita “tradizionale”, se questi si presentano da uno psicoterapeuta non potranno ricevere nessun tipo di aiuto, anzi… per assurdo… lo psicologo dovrebbe addirittura denunciarli e questi dovrebbero andare in galera perché visto che provano desideri omosessuali si rifiutano di vivere secondo tali pulsioni. E come la mettiamo con gli omosessuali che combattono contro tali pulsioni, che loro stessi provano, perché contrari alla propria morale e ai propri valori religiosi… già questi vengono derisi, e quindi sono i veri discriminati dagli stessi gay, perché gli viene detto che sono bigotti e retrogradi e omofobi perché cattolici… ma in Italia cè o non cè la libertà di appartenere e professare una religione? C’è o non cè la libertà di esprimere il proprio pensiero, tra l’altro previsto dalla stessa costituzione? Quindi se i diritti di appartenere a una religione e di espressione di pensieri e opinioni sono diritti costituzionali, questa legge è o non è anti-costituzionale? Cosa viene prima la Costituzione o la legge ordinaria? se proprio dobbiamo parlare di diritto… Ma qui è in gioco ben altro ossia la libertà individuale di una persona con sentimenti omosessuali di decidere di poter avere aiuto per, quantomeno, provare, tentare, a cambiare la propria tendenza sessuale o essere aiutato a restare, perché no, in castità se egli non vuole praticare l’omosessualità in quanto contraria ai propri valori personali, senza essere deriso dagli altri omosessuali. Infatti, secondo me, oggi come oggi sono proprio loro i veri discriminati, definiti omofobi dagli stessi omosessuali (e quindi allora punibili… in linea di principio giuridico… con tale legge proprio perché non vogliono avere tali attrazioni sessuali) e discriminati anche dal resto della società perché, anche a causa di questa legge, non possono ricevere nessun tipo di aiuto. Praticamente hanno solo un unica scelta, anche se non la vogliono. Questa è mancanza di libertà, ancora peggio della discriminazione, per quanto la discriminazione sia gravissima e deve essere punita penalmente. Nessuna di queste persone vietano a un omosessuale di vivere secondo i desideri omosessuali che prova ma a loro viene vietato, di fatto, ogni tipo di comprensione e di aiuto, anzi tra poco, con questa legge, saranno anche perseguibili penalmente perché non vogliono vivere una vita avendo rapporti omosessuali ma magari desiderano vivere una vita tradizionale formando la loro famiglia naturale (perché siamo arrivati al punto che quando parliamo di famiglia dobbiamo anche specificare se è naturale, cioè uomo e donna o meno…). Personalmente non ho veramente nulla contro gli omosessuali, io sono eterosessuale, ma questa legge, almeno fatta in questo modo, mi pare che non sia una legge per tutelare chi vive tranquillamente la propria omosessualità ma mi sembra di più una legge contro chi semplicemente la pensa diversamente, ma sinceramente a me personalmente mi tocca poco, perché se mi viene vietato per legge di dire la mia opinione, visto che non credo che si nasca gay, tra l’altro molte persone sono diventate da etero a gay e anche viceversa, ovviamente preferisco non dire la mia opinione per non andare in galera, probabilmente è questo quello che vogliono chi sta dietro a questa legge, lo stesso Papa ha parlato dell’esistenza della lobby gay, anche se viene calpestato un mio diritto costituzionale fondamentale, ma chi ci rimette e sarà realmente colpito sono proprio gli omosessuali che non vogliono vivere secondo tali desideri sessuali ma vorrebbero cambiare. Spero di aver dato uno spunto di riflessione a chi è addetto a votare tale legge nelle sedi opportune e di non aver offeso nessun omosessuale che di dichiara orgogliosamente gay e se così fosse me ne dispiace, perché a me (in generale) non mi piace offendere nessuno ma rispetto tutti. F.to Francesco.

  4. mike scrive:

    le possibilità interpretative sono 2:
    – puoi parlare se ti dichiari, ad esempio, appartenente alla chiesa cattolica o ad una qualunque “organizzazione” che non riconosce i diritti agli omosessuali. se fosse così la libertà di espressione sarebbe salva.
    – puoi parlare solo all’interno della tua “organizzazione” (in chiesa, in oratorio o al limite in una casa privata dove “sò tutti de loro”) ma come esci da lì è meglio che taci. se fosse così cambierebbe poco o nulla. al limite ad esempio se stai in un oratorio, sei parte di 10 persone in cui una è omosessuale, e una delle altre 9 critica i gay in quel caso forse non potrebbe accadere nulla. forse. comunque se così fosse sarebbe una mezza (diciamo 3/4) fregatura per la libertà di pensiero.
    propendo per la prima ipotesi dando per scontato che i parlamentari che hanno accettato, e votato, l’emendamento sappiano cosa hanno fatto. il dubbio però un po’ ce l’ho.

  5. hommelibre scrive:

    Da quello che ho capito non solo non si può dire scherzosamente dire: “ueh ricchiò”, ma non si può nemmeno affermare che, a mio pare, è nell’incontro tra l’uomo e la donna e nell’osmosi tra i due misteri che l’essere umano si completa ed emenda la sua limitatezza. Sarà reato anche fare queste dichiarazioni se non all’interno di un’organizzazione riconosciuta? E se lo dico fuori dalla sede di partito, è reato? E cos’è questo? Il mondo a misura di gay?

  6. Giulio Dante Guerra scrive:

    La sera del 4 novembre 1966, al TG3 regionale della Toscana, Riccardo Marasco “celebrò” il ventesimo anniversario dell’alluvione che aveva devastato la sua città – ed anche altre città toscane, come Pisa – cantando un suo riarrangiamento-parodia della “guerra di Piero” di Fabrizio de André, dedicato all’alluvione. Prima di iniziare a cantare, Marasco avvertì le famiglie che nella canzone c’erano “le parolacce”. Fra queste, “buchaioli” e “finocchi”. La canzone, sia detto per inciso, è una bella testimonianza di come noi toscani siamo capaci di ridere anche delle nostre disgrazie. Con questa legge, quando fra tre anni ci sarà il cinquantenario dell’alluvione, nessuna TV oserà invitare Marasco; e, addirittura, se lui, da vero anticonformista come è sempre stato, andrà a cantarla in un locale pubblico di Firenze, rischierà, per quelle due “parolacce”, d’essere arrestato per “omofobia”, e, magari, il proprietario del locale denunciato per “favoreggiamento”…
    Chi vivrà vedrà.

  7. Francesco scrive:

    Con questa legge, fatta in questo modo, nessuno potrà esprimere il proprio pensiero in merito l’omosessualità se tale espressione va contro le ideologie delle associazioni gay (LOBBY GAY). E’ giusto che chi insulta e offende volutamente una persona per le sue tendenze omosessuali sia punita, anche severamente se è il caso, ma non è giusto non poter esprimere in nessun caso la propria opinione in ogni caso, anche se non offensiva né istigatrice alla violenza, perché con questa legge dire qualsiasi cosa contro le ideologie delle associazioni gay può essere facilmente usata e strumentalizzata come omofoba. A questo punto chiedo alle associazioni gay cosa si può dire che non sia omofobo? Infatti per loro tutto ciò che va contro le loro idee, anche le più assurde come la convinzione che molti gay hanno dicendo che l’omosessualità è voluta dalla natura perché non tutti devono potersi riprodurre perché ci sarebbe la sovrappopolazione del pianeta (sembra assurdo ma è vero molti gay giustificando la naturalezza dell’omosessualità in questo modo), il solo dire che non si è d’accordo con tali assurde affermazioni è omofobia, cioè si viene processati penalmente in tribunale. Capite l’assurdità? Bisogna sottomettersi a ogni cosa che le associazioni gay dicono e sostengono senza alcuna prova scientifica. Per la cronaca: la F.A.O. e l’ONU hanno da poco detto che è falsa ogni tesi che il cibo non basta per tutta la popolazione mondiale in quanto si produce il doppio di quello che si consuma (giusto per informazione…). Mi sembra il caso che a questo punto le associazioni gay ci dicano almeno una sola cosa che si può dire che non sia omofobia… perché per loro tutto, proprio tutto, è omofobia. Se verrà approvata tale legge speriamo che la Corte Costituzionale voglia intervenire per renderla incostituzionale perché l’art. 21 della Costituzione prevede e sancisce la libera espressione delle proprie opinioni, ovviamente non devono essere offensive, volutamente offensive, perché se per dire la verità poi qualcuno si offende non deve mica essere reato, come ad esempio dire che tutte le ricerche fatte per provare la naturalezza dell’omosessualità sono fallite non è insultare, come anche dire che molte persone che erano gay oggi hanno sviluppato la loro eterosessualità è vero, il web è pieno di testimonianze dei così detti “ex-gay”. E queste persone allora… gli ex.gay che testimoniano la loro vita dicendo che non hanno più desideri omosessuali ma eterosessuali, facendo tale testimonianza della loro vita faranno reato di omofobia? Insomma, in questo paese non si può più dire la verità sull’omosessualità? Se tale legge verrà approvata succederà che i gay potranno dire tutte le cattiverie che vogliono sulla famiglia naturale e sulla Chiesa cattolica, mentre le famiglie non possono dire nulla contrario all’omosessualità. E ancora peggio: con tale legge diventerà anche reato dire che siamo contrari alla adozione di bambini alle coppie dello stesso sesso… è omofobia!!!

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