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Mostra – A Milano Leonardo da Vinci strizza l’occhio ad Expo

aprile 20, 2015 Mariapia Bruno

16 ID 156. Leonardo da Vinci Ritratto di dama (La Belle Ferronnière) LOUVRECome numero di opere non sarà come quella dell’ambiziosa mostra su Da Vinci organizzata dalla National Gallery di Londra del 2012, ma la retrospettiva dedicata a Leonardo, appena inaugurata presso il Palazzo Reale di Milano (promossa e organizzata da Comune di Milano, Palazzo Reale e SKIRA Editore) farà senza dubbio parlare di sé. In primis perché, bella o brutta, con Expo alle porte, ogni iniziativa Milanese avrà una marcia in più. In secondo luogo, perché Leonardo superstar è nella lista degli artisti che “tirano”, che smuovono le masse, insieme a Van Gogh, Caravaggio e Vermeer. Ma andiamo al sodo e mettiamo su carta quello che si può vedere fino al prossimo 19 luglio nel cuore di Milano. Fanno da capofila il San Gerolamo della Pinacoteca Vaticana, la Madonna Dreyfus della National Gallery of Art di Washington, la Scapiliata della Galleria Nazionale di Parma, il Ritratto di musico dell’Ambrosiana e i masterpieces del Museo del Louvre: la Belle Ferronière, la piccola Annunciazione, il San Giovanni Battista. Doppia ciliegina sarebbero state le due Vergini delle Rocce, della National Gallery e del Louvre, che se le godranno i turisti che andranno a Londra e Parigi.

Saint Jean-BaptistePer gli appassionati e i pazienti, ovvero quelli che gustano davvero le teche presentanti disegni e bozzetti, non basta quasi l’orario di visita: sono almeno cento i disegni autografi del genio italiano. In più, il Codice Trivulziano 2162, ovvero il Libretto d’appunti autografo di Leonardo, conservato presso la Biblioteca Trivulziana del Castello Sforzesco, può essere “virtualmente” sfogliato presso una postazione touchscreen, progetto di digitalizzazione finanziato da Bank of America. Accompagnano questa retrospettiva didattica un buon numero di opere d’arte – dipinti, disegni, manoscritti, sculture, codici, incunaboli e cinquecentine – provenienti dai maggiori Musei e Biblioteche del mondo e da collezioni private, tra cui opere di Antonello da Messina, Botticelli, Filippino Lippi, Paolo Uccello, Ghirlandaio, Verrocchio, Lorenzo di Credi, Francesco di Giorgio Martini, Bonaccorso Ghiberti, Bramante e di altri trattatisti anonimi dei secoli XV e XVI. Da vedere per saperne parlare all’aperitivo.

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1 Commenti

  1. Ravecca Massimo scrive:

    Esiste una piccola possibilità, ma non nulla, che la principale opera di Leonardo in mostra, non sia a Milano ma a Torino: La Sindone. I geni tendono ad operare in modo simile e ad avere un volto somigliante. Se la Sindone è “autentica”, allora è un “autoritratto” di nostro Signore Gesù, paragonabile ai capolavori del Rinascimento. Se non è lo è, ed è fatta da mani d’uomo, potrebbe essere un ritratto veritiero di Gesù (volto) eseguito da Leonardo da Vinci dove ne sarebbe il prototipo. L’autoritratto di Leonardo somiglia al volto sindonico. Ritraendo se stesso avrebbe ottenuto il volto del Salvatore. L’immagine della ferita al costato della Sindone ingrandita ricorda il guerriero centrale urlante della Battaglia di Anghiari di Leonardo. E il volto di profilo presente nell’immagine delle ferite ai piedi, sarebbe il ritratto dell’autore, come si usava nei quadri rinascimentali, ove l’artista si inseriva nelle opere che realizzava. Come nell’Adorazione dei Magi dove Leonardo si ritrasse sulla destra mentre si allontanava da Firenze per andare a Milano. Le mani apparentemente di lunghezza diversa dell’uomo sindonico, ricordano quelle anormalmente lunghe delle Dama con l’ermellino di Leonardo. In entrambi i casi il volto sindonico sarebbe veritiero riguardo Gesù di Nazaret. Cfr. Ebook. Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo. Grazie.

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