Google+

Matrimonio gay (il diavolo fa le pentole ma non i coperchi)

Il Cristianesimo non ha una sharia, come invece l’islam od altre espressioni religiose.

In molti paesi musulmani, come è noto,  l’ordinamento sociale e l’assetto istituzionale stesso si fondano sull’ etica religiosa. La ragione per cui non è concepibile un matrimonio tra persone dello stesso sesso è da ricercare nei divieti stabiliti dal Corano, come del resto accade per la legittimità della poligamia o per il divieto di consumare alcolici.

Il Cristianesimo ha sempre rivendicato la sua autonomia dal potere temporale, autonomia che si è istituzionalizzata con la Rivoluzione Gregoriana (Papa Gregorio VII 1075-1122); qui si fonda lo statuto dello Stato moderno,  che determina le regole sociali in piena autonomia; qui, si può dire, viene sancita la nascita, o l’emancipazione,  della Politica.

Certamente l’influsso del Cristianesimo sulla vita degli uomini e delle donne rendeva possibile un’educazione di pensiero che definiva la fisionomia, il contenuto e il significato di quello che chiamiamo bene comune, riflettendosi anche nei diritti, doveri e divieti previsti nelle Leggi.

Questa educazione del pensiero, sviluppatasi nella tradizione cristiana, trova il suo fondamento nella capacità della Ragione di sottomettersi alla realtà per comprenderne la natura e lo scopo, fino a concepire la possibilità di una rivelazione divina, nel solco della tradizione filosofica greca e della storia ebraica, seppure nella forma imprevedibile e inaspettata dell’ Incarnazione.

Per questo, più che di religione, si può, o si deve, parlare di Avvenimento cristiano, sul cui tronco fioriscono, come boccioli dalla gemma, la Fede in Dio e la libertà di accogliere l’intervento della Grazia, come espressioni pienamente umane e ragionevoli, oltre che compiutamente pertinenti agli ambiti in cui si esercita la responsabilità e l’azione delle persone (amore, lavoro, politica, giustizia, arte, scienza…)

Nell’ambito di questa educazione, la legge statuale si fonda sulla Ragione, non già sulla Fede.

L’ evoluzione culturale della nostra storia ha progressivamente perseguito l’obiettivo di un divorzio della Ragione dalla realtà,  fino a definire la realtà stessa un pensiero (“non esistono i fatti, esistono solo  le interpretazioni”)  e non più una  cosa,  un oggetto, res appunto.

Il pensiero, attraversata la crisi dei sistemi ideologici, è divenuto, come si dice oggi,  “liquido”, vale a dire disperso nell’autonomia individuale.

Sul piano del diritto questa tendenza ha assunto il nome di“diritti insaziabili” : “ lo spazio morale (e quindi sociale- ndr)  dei diritti sia illimitato, dunque indefinitamente espandibile; deve presupporre che la superficie occupata da ciascun diritto, allinterno dello spazio morale, sia pensata come sempre precisamente limitata; deve presupporre inoltre  che nessuna delle superfici- diritti abbia mai punti di intersezione con le altre, talché lampliamento delluna possa avvenire a detrimento per le altre. 

(Anna Pintore)

Eccoci dunque al matrimonio dei Gay.

Più che il merito etico della questione (che peraltro ci sembra aver già chiarito sopra),  ci interessa qui quello politico.

La Politica moderna ha costruito lo Stato di diritto e  lo Stato sociale (welfare);  lo Stato di diritto è inteso  oggi puramente e semplicemente come contenitore di ogni possibile diritto.

La Politica, pertanto, si assume l’onere di rendere effettivamente possibile il godimento di ogni diritto rivendicato agendo sulla  spesa sociale (a tutt’oggi l’unico diritto senza “oneri per lo Stato” è quello della libertà di educazione).

Il problema è che la spesa sociale, tanto più oggi, non può essere elastica – è la lezione che ci viene dalla crisi economica – tanto quanto lo è l’espansione dei diritti.

Il diritto, infatti,  ha un costo, come si è visto per i “diritti” acquisiti nella nostra storia recente (divorzio, aborto ecc.) e come avverrà se verranno accolte le richieste dei soggetti gay  (benefici fiscali equiparati a quelli delle coppie eterosessuali, reversibilità della pensione ecc.)

Dunque, espandendo i diritti aumentano i costi, ed essendo non indefinitamente espandibile la spesa sociale arriviamo al credit crunch dei diritti-spesa.

Che fare?

Si potrebbe dire: fermiamo l’espansione dei diritti. Posizione che verrebbe bollata come fascista.

L’alternativa è la riduzione  dello Stato sociale, per non dire la riduzione  dello Stato, tout court.

Ciò implicherebbe  una società che si ricompone in confraternite, associazioni, ordini, compagnie, ciascuna con un proprio statuto e con capacità proprie di assicurazione sociale.

Allo Stato toccherebbe il ruolo di difensore della sicurezza sociale  e di giudice, in caso di controversie tra i membri di ciascuna micro socialità.

Ecco dunque che, perseguendo la via dei diritti insaziabili, la Politica distrugge ciò che ha costruito, il suo stesso Potere; di più, la giustificazione su cui fonda  legittimamente il suo Potere.

Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.

Nel caso specifico della sentenza della Corte Suprema statunitense, il giudice Scalia (uno dei quattro che si sono opposti ai cinque che hanno dichiarato incostituzionale la legge federale Defense of marriage act) ha fatto osservare, motivando il suo dissenso, che il caso in questione riguarda, sotto molti aspetti, l’esercizio del potere: “ Il potere del nostro popolo di governare se stesso e il potere di questa Corte di pronunciarsi in materia di legge. La sentenza di oggi aumenta questultimo, con la prevedibile conseguenza di diminuire il primo.  Noi non abbiamo il potere di decidere su questo caso. Anche se lo facessimo, non abbiamo il potere costituzionale di invalidare questa legge democraticamente adottata. Gli errori della Corte su entrambe le questioni scaturiscono dalla medesima radice malata: una concezione esasperata del ruolo di questa istituzione in America.

Concludendo: sarà l’irrazionalità di quel che sta avvenendo dentro e tra i poteri a portare l’organismo della  convivenza umana ad un ulteriore  abisso di insensatezza, rendendo ancor più dura e difficile la vita delle persone.

Il Potere accuserà i cristiani di arretratezza, oscurantismo, corruzione, attribuirà loro la responsabilità di ogni disastro, non diversamente da quel che fece Nerone quando li incolpò del famoso incendio.

In tutto questo, i cristiani saranno chiamati ad essere, più di quanto lo siano oggi, testimoni dell’avvenimento della resurrezione di Cristo,  e perciò amanti della ragione, della vita e degli uomini, instancabilmente fedeli a quel dono di Grazia che, da sempre, li fa sperare contro ogni speranza.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.

5 Commenti

  1. sissi scrive:

    La decisione è stata strategica,attutendo i colpi dello scandalo del datagate, ancora tutto da svelare..
    La Francia, poi, si è già giocata la carta, ma ha un’economia in caduta libera. Hollande è il Presidente meno amato degli ultimi anni di storia francese.
    In Italia è ora che affrontiamo le vere questioni delle persone: la dignità dei disabili, considerati alla stregua di mancati aborti (che s’accontentino di campare invece che pretendere diritti); dei giovani, cui ci basta dire: l’Italia fa schifo andate all’estero; degli anziani, costretti a rubare per mangiare; di chi perde il lavoro. Ogni persona che s’ammazza perchè gravata da insostenibli problemi economici (che capitano addosso anche se non si cercano) o perchè è sola è di una tristezza incomparabile.Fateci caso che anche il fenomeno del femminicidio è compiuto da uomini che sono rimasti soli e senza lavoro. No giustififoc nessuno ma qui

  2. Bifocale scrive:

    Articolo che rientra nel ben noto e collaudato filone apocalittico-catastrofista che paventa chissà quali disastri se arrivassimo all’uguaglianza matrimoniale. Ma basta guardare all’estero per vedere che si tratta di spauracchi irrazionali messi in giro ad arte per cercare di aizzare la maggioranza eterosessuale contro i pari diritti di una minoranza, un (vile) giochino messo in atto molte volte nel corso della storia. Le esperienze degli Stati nei quali quali il matrimonio tra le coppie dello stesso sesso è già realtà (Paesi Bassi, Sud Africa, Canada, Belgio, Spagna, Norvegia, Svezia eccetera) dimostrano che non vi sono state conseguenze nefaste nè sullo Stato sociale e neanche più in generale sul benessere generale delle famiglie. In queste nazioni non è crollato il cielo, non è finita la civilità, nonostante gli isterismi delle vigilie non sono arrivati sciami di bibliche cavallette a spazzare via tutto. In questi Paesi le famiglie tradizionali continuano tranquillamente la propria esistenza, continuano (se vogliono) a far figli, vivono la loro vita come sempre hanno fatto. E usano la ragione per capire che dividere la società in cittadini di serie A e di serie B è una cosa sbagliata. La convinenza tra le varie tipologie di famiglie è già realtà in tutte quelle nazioni nelle quali la rigidità mentale dei vari integralismi religiosi (più o meno camufatti) non è riuscita a sconfiggere la ragione e la giustezza del concetto di uguaglianza tra tutti gli esseri umani.

    • giovanna scrive:

      Bifocale o come ti chiami, il tuo discorso è basato sul nulla.
      Certo a te importa poco che delle domme vengano usate per produrre figli, che gli stessi fligli possano essere venduti col beneplacito della legge, che in tutti questi paesi aumentino gli aborti, il disagio psichico, i suicidi, l’alcolismo…pinzillacchere in fondo..

      • Bifocale scrive:

        Giovanna se sei in grado dimostrare che aborti, disagio psichico, suicidi e alcolismo sono aumentati in quei Paesi a seguito dell’uguaglianza matrimoniale fallo con qualche dato, non semplicemente buttandola lì, a casaccio. A me peraltro pare che sia plausibile esattamente il contrario, ovvero che vi sia maggior disagio psichico, rischio di alcolismo e maggiore tendenze al suicidio in quei paesi dove parte della popolazione viene considerata inferiore, meritevole di meno diritti, discriminata e spinta ai margini della società.

        • giovanna scrive:

          Ci sono fior di dati, pubblicati su Tempi più volte, che dicono che nei paesi che citi tu la società è allo sbando in quanto a solidarietà , salute psichica, numero di aborti, gravidanze di minorenni, abbandono scolastico, eutanasia per malati, anziani e bambini, in proporzioni variabili a seconda dei paesi citati….. ma se a te non sembra plausibile….che discutiamo a fare?
          E’ un po’ difficile, ma ti consiglio lo stesso di provare a leggere l’articolo su Tempi “loveislove”, spiega benissimo da dove nasce il risentimento degli omosessuali che non accettano la loro condizione e tu , Carlo, sei un esempio lampante.
          Non troverai mai l’amore dove lo stai cercando ora.
          (perché non provi a saltare in blocco tutti gli articoli sui gay e dedicarti invece agli articoli con i discorsi di papa Francesco? secondo me, saresti più contento, come io sono più contenta quando leggo cose vere )

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Un nome importante e un'eredità pesante, ma la Zaskar fa onore a entrambi e può essere considerata un riferimento per quella nuova classe di bici che reinterpretano il cross country

Rivoluzione in casa Corvette. L’ottava generazione della sportiva americana potrà contare sulla collocazione centrale anziché anteriore del motore e adotterà un V8 da almeno 650 cv. La nuova scocca dovrebbe restare fedele all’alluminio.

È la prima Bentley della storia alimentata a gasolio, oltre che la più “economica” a listino. Sotto il cofano della hyperSUV inglese pulsa il V8 4.0 TDI di derivazione Audi SQ7, forte di 435 cv e 900 Nm di coppia. Scatta da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi.

Quali sono, quanto costano, come sono fatti, in che misure sono disponibili e che prestazioni promettono i migliori pneumatici invernali sul mercato; ecco una guida completa.

È la variante sovralimentata della nota GTC 4 Lusso, con la quale condivide le quattro ruote sterzanti. Le 4WD del modello originale cedono il posto alla trazione posteriore. Mutua da California T e 488 GTB il V8 3.9 biturbo, proposto nello step da 610 cv.

banner Mailup
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana