Google+

Ti ho rivisto in tv

marzo 18, 2012 Marina Corradi

Vent’anni fa avevo un amico a cui volevo bene. Veniva a casa nostra a mangiare, quando il primo dei figli stava ancora in seggiolone. Era acuto, ironico, simpatico. Giocava a mostrarsi un po’ bastardo – cosa che, io ne ero certa, non era. E quanto si rideva insieme a lui, e come in quel ridere la realtà mi pareva più buona e accettabile di quanto non la trovassi io, quando ero sola.

Con quell’amico ho poi litigato per delle cose in fondo da poco, ma dicendocene abbastanza da trovare impossibile decentemente tornare indietro, e chiederci scusa. Non lo vedo più da anni. Lui ha fatto carriera, è diventato importante. Talvolta la sera, girando col telecomando da un canale all’altro, lo incrocio. Toh, eccolo, mi dico, e resto ad ascoltare; per poco però, perché senza che io voglia ammetterlo mi duole l’averlo perso, mentre avevo creduto che fosse uno di quei pochi su cui davvero contare. Poi, mi sbalordisce un suo apparente cambiamento: da giovane giocava a sembrare un bastardo, ma adesso, a ascoltarlo, diresti che lo è diventato davvero. E mi domando che cosa possa averlo così cambiato. Il successo? Un tempo ci rideva sopra. I soldi? Non mi sembrava che li amasse tanto. Il potere? Quello, certo, può essere qualcosa che ti inebria, e finisce col controllarti. Oppure, che sia stato un dolore? Ma in realtà non capisco, che cosa possa essere successo al mio amico. Forse poi lui, se avesse letto i pezzi che ho scritto da vent’anni in qua, potrebbe dirmi: ma anche tu sei cambiata, tanto che quasi non ti riconosco. Scherzavamo, ridevamo insieme: mi sembri così seria, oggi. Troppo. Sei invecchiata.

Eppure perché questa sera mi viene l’assurdo desiderio di telefonargli e di dirgli ciao, vieni a cena da noi, domani? Sai, Pietro, quello che stava in seggiolone, ora ha 19 anni, e poi ti devo presentare gli altri due, che tu non hai mai visto. Chissà perché proprio stasera mi prende la cocciuta voglia di ricomporre questo lungo silenzio, e di averlo di nuovo con noi a tavola, e di tirare tardi a contarcela su. Ma capirebbe lui cosa voglio, se lo chiamassi? Non ho il suo numero; e, mi dico, certo una segretaria mi fermerebbe: «Che nome ha detto? Riferisco al dottore e poi eventualmente la faccio richiamare».Via, andiamo, è sciocco, mi dico, irritata con me stessa. Perché mi prende poi, dopo vent’anni, quest’urgenza di ritrovare un amico perduto? La strana voglia di poter dire, quasi con prepotenza, che quell’amicizia non era da poco, e non è finita nel nulla. Che non è un frammento di vita lasciato indietro, un equivoco, o uno sbaglio. Mi era, ci era caro davvero, quel ragazzo, con la sua faccia da soldato di ventura. È perché invecchio, che non sopporto che niente, di ciò che mi è stato caro, vada perduto? Come se ogni cosa, e anche ogni errore, non potesse alla fine che inchinarsi davanti al destino in cui io credo: che è la misericordia di un Dio paziente, e buono.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.

Commenti Facebook

1 Commenti

  1. Burton Depaolo scrive:

    I simply want to tell you that I’m new to blogging and really enjoyed this web site. Very likely I’m going to bookmark your blog . You certainly come with tremendous well written articles. Bless you for sharing with us your website.

L’Osservatore Romano

L'Osservatore Romano

Tempi Motori – a cura di Red Live

Dal 2 al 7 settembre l'appuntamento per tutti gli appassionati Harley è in Austria, sul lago di Faaker See

Vintage ma con qualcosa in più, BMW R nineT e Honda CB1100 offrono due punti di vista differenti sul tema delle moto classiche. Più sportiva la BMW, più comoda la Honda

Viene realizzata ai giorni nostri, ma è quanto di più simile a una Granturismo degli Anni ’50. Adotta un 2.0 Alfa Romeo a carburatori da 170 cv e raffinate sospensioni push-rod. Telaio tubolare e carrozzeria in alluminio aiutano a contenere il peso in 820 kg

La nuova vettura da competizione della Casa della Régie mutua dalla sportiva Nissan GT-R il V6 3.8 da oltre 500 cv, collocato centralmente. La monoscocca in carbonio è made in Dallara. Cambio sequenziale a 7 marce e sospensioni regolabili. Per aspiranti professionisti

Speciale Nuovo San Gerardo