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Le opere nate dalle creative alterazioni mentali di Antonio Ligabue

marzo 12, 2013 Mariapia Bruno

«Ligabue è un randagio della cultura, un artista libero dentro che, alla vulnerabilità emotiva congenita, ha unito grandi tragedie personali vissute nell’infanzia e nell’adolescenza». Sono queste con cui il curatore Maurizio Vanni nel suo saggio descrive l’artista protagonista della mostra Antonio Ligabue. Istinto, genialità e follia, aperta presso il Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art, fino al 9 giugno 2013. «Un artista coerente, – continua Vanni – fedele solo a se stesso, capace di interagire con il flusso continuo, irregolare e talvolta estremo delle emozioni che sentiva dentro di sé, senza doverle controllare. La sua lucida alterazione mentale lo porta a violare ogni schema, ad andare oltre ogni consuetudine, ad assecondare in modo attivo le sue nevrosi».

È uno stile davvero istintivo e incontrollato quello dell’artista novecentesco che ci viene raccontato dalle circa 80 opere esposte, realizzate con diverse tecniche espressive, dal tradizionale olio su tela, ai disegni, alle grafiche e alle sculture. Sono opere che suscitano varie domande nella mente dello spettatore che si chiede se tutto quello che ha di fronte è segno di un estro reale, concreto, o di un estro che da vita a un prodotto geniale solo quando guidato dall’alterazione mentale.

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