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La Nuova Ferrara: David Hume, l’ufficio facce e il maschicidio (ma fino a un certo punto)

gennaio 28, 2013

La Nuova Ferrara letta da Antonio Gurrado
Anno 25 – N° 25 – Sabato 26 gennaio 2013
Direttore: Paolo Boldrini
Titolo: Delitto, la moglie ha un complice
Tipologia: Berliner
Periodicità: Quotidiano
Prezzo: € 1,20
Pagine: 64
Pubblicità: 56% (cinquantasei per cento!)
Costo di ogni pagina: 1,87 centesimi

 

Giallo ferrarese: lei prende la pistola e spara a lui uccidendolo. Saranno contente le vestali del femminicidio ma non c’è da preoccuparsi in quanto ecco spuntare, adeguatamente sbandierato nel titolone, “un complice” del genere giusto. Maschicidio a Ferrara, dunque, ma fino a un certo punto; pare che ne stiano parlando anche i telegiornali e scrivendo abbondantemente i quotidiani nazionali ma io sinceramente non lo so perché appena arrivano le notizie di cronaca giro la pagina e cambio canale senza frapporre indugio né prestare la minima attenzione o curiosità all’argomento.

Per la cronaca, non serve leggere i giornali locali: basta leggere Voltaire per sapere che gli uomini “sono sempre stati mentitori, furbi, perfidi, ingrati, briganti, deboli, ladri, pigri, invidiosi, mangioni, beoni, avari, ambiziosi, sanguinari, calunniatori, debosciati, fanatici, ipocriti e scemi”; basta leggere Machiavelli per sapere che gli uomini “mangiono l’un l’altro”, solgono “affliggersi nel male e stuccarsi nel bene”, sono “ingrati, volubili, simulatori e dissimulatori, fuggitori de’ pericoli, cupidi di guadagno”, “ciechi nelle cose dov’e’ peccano, e acerrimi persecutori de’ vizi che non hanno”; che dico, basta leggere il Vangelo, dove Gesù dice chiaro e tondo che nessuno è buono. Le pagine dei quotidiani locali sui fatti più neri, ivi compresa la lenzuolata che La Nuova Ferrara dedica al maschicidio giallo, sono già tutte comprese in questi tre passi, a disposizione rispettivamente da duecentocinquanta, cinquecento e duemila anni. Risultano pertanto velleitarie le ricostruzioni dell’avvocato che parla di “dramma scaturito da un disagio psicologico”. Leggere cose del genere è inutile; guardiamo le figure.

La Nuova Ferrara graficamente non si discute; appartiene al gruppo editoriale L’Espresso, lo stesso che abbiamo visto all’opera per La Provincia Pavese, l’Adige e Il Tirreno; quindi la linea d’impaginazione è la medesima. Iconograficamente però La Nuova Ferrara sembra la versione illustrata dell’Ufficio Facce, la discutibile rubrica di Diego Abatantuono sul CorSera. Non riesco ad aprirla senza sentirmi osservato, fissato, scrutato. In prima pagina, inevitabilmente, l’assassina e l’assassinato ma anche il celebre Roberto Soffritti, nel taglio basso, e al versante opposto tre primissimi piani anonimi. Chi sono? Non si sa. Di fianco a un signore di mezz’età in giacca e cravatta c’è scritto: “Vm, l’accordo darà il via al piano di sviluppo”. Di fianco a una specie di Sean Connery in k-way: “Il Carnevale si presenta Ancora dubbi fra i carristi”. Di fianco al fratellastro di Ringo Starr: “Mercato ittico in perdita L’appello dei Copego”.

Facce, ovunque facce: a pagina 3 il sindaco (di Mirabello) Poltronieri, una signora bionda che dovrebbe cambiare parrucchiere, addirittura si volta a perforare l’obiettivo mentre attorno a lei impazza una riunione fra collaboratori che guardano tutti altrove. A pagina 11 nove laureati di Deste (“rete di imprese di Ferrara costituita da tre società”) si sono messi in posa apposta per il fotografo de La Nuova Ferrara, che deve avere effettuato una ben precisa scelta artistica visto che nella stessa posa – sguardo fisso in camera, braccia lungo il corpo e sorriso più o meno beduino – sono ritratti i sei candidati ferraresi di Fermare il Declino, gli altrettanti dell’Udc e gli altrettanti della Lega Nord. Sembra di sfogliare l’Almanacco Panini.

Faccia dopo faccia, primo piano dopo primo piano, sguardo fisso dopo sguardo fisso si arriva (saltando l’inserto pubblicitario “Anno nuovo casa nuova” che occupa giusto da pagina 23 a pagina 44) alla rubrica degli appuntamenti culturali dove – con annessa una fototessera nella quale però hanno infilato tre persone e un tavolone – si riferisce della prima giornata di un interessante convegno di estetica sui caratteri e sulle espressioni. A parte che ora ci vorrebbe un altro convegno per commentare le scelte fotografiche del quotidiano, leggiamo il referto: “Il direttore del Dipartimento ha introdotto la giornata ricordando gli studi di Elias Canetti sul tema”. Io c’ero e confermo, li ha ricordati davvero. “Dal filosofo scozzese David Hume via alla seconda parte”. Io c’ero ma Hume non l’ho notato; è possibile che mi sia distratto.

C’è anche la rubrica “Noi e la filosofia” che parla di Corona, ma ve ne faccio grazia. Torniamo alle immagini, torniamo in prima pagina, torniamo alla cronaca. La foto esteticamente più interessante, e di maggior formato, dell’intero quotidiano ritrae una fase delle indagini sul delitto di cui parlano tutti: si vede un agente, in berretto nero guanti di lattice e mascherina sula bocca, che riemerge provato da un cassonetto dell’immondizia. Ecco.

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