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La divertente ed esemplare storia di Brad Cohen, uno di noi (come Mozart, d’altronde)

ottobre 8, 2012 Susanna Campus

Cari amici, pochi giorni fa ho visto un film che dovreste vedere anche tutti voi. È una pellicola che parla di una persona che non si è arresa alla malattia e si è battuta per vivere una vita normale. Si tratta della commovente storia di Brad Cohen, affetto dalla “sindrome di Tourette”. Devo ammettere che non avevo mai sentito nominare tale malattia e ho subito voluto vedere di cosa si trattava: è un disturbo neurologico che si manifesta con dei tic motori e fonatori, altamente invalidante. Brad Cohen era ancora un bambino quando iniziò a manifestare queste problematiche e, grazie alla testardaggine della madre, si scoprì che soffriva di questa sindrome. Deriso dai compagni e allontanato dagli insegnanti, Brad iniziò a odiare la scuola ma, grazie a un preside che prese a cuore la sua situazione, cominciò ad amare la scuola fino al punto di voler diventare egli stesso insegnante. Naturalmente, il suo è stato un cammino molto lungo e faticoso, ma la sua perseveranza ha fatto sì che potesse realizzare il suo sogno.

Nella sua tormentata vita ha dovuto superare tanti ostacoli, perché i presidi delle scuole nelle quali si presentava e si proponeva come insegnante, appena sentivano del suo problema, si rifiutavano di dargli una possibilità. Ma la sua testardaggine e l’affetto di bambini che, a differenza degli adulti, non vedevano nulla di strano nella sua malattia – se non qualche stranezza accompagnata però da una grande e divertente abilità educativa – gli hanno permesso di coronare il suo desiderio. Brad Cohen è stato molto coraggioso perché ha affrontato le difficoltà con grande caparbietà, come tutti noi malati dovremmo fare, perché non dobbiamo mai vergognarci della nostra condizione. Quel che importa è chi siamo e cosa facciamo, solo questo.

Pensate che, secondo molti studiosi, il grande Mozart soffriva di questa malattia. E pensate che venga ricordato per la Sindrome di Tourette? Credo proprio di no! Era un musicista eccezionale e viene ricordato per le sue opere, per ciò che ha fatto e per i capolavori che ci ha lasciato.

Credetemi, ci sono tanti ostacoli che i malati incontrano nel loro cammino e bisogna superarli con caparbietà, perché non si deve mai abbandonare la speranza di una vita migliore nonostante le limitazioni. E se parliamo di limitazioni, quale limitazione peggiore è la limitazione mentale? Cosa, se non il pregiudizio, ha frenato tanti presidi nel dare una chance a Brad? In molti non hanno nemmeno voluto verificare se in quell’uomo così apparentemente “diverso” si nascondesse un genio alla Mozart.

La malattia, il più delle volte, tira fuori il meglio delle persone, perché si inizia ad apprezzare tutto ciò che ci circonda, e quando riesci a raggiungere l’agognata meta, la soddisfazione è tripla rispetto alle persone “cosiddette normali”.

Cari amici, non abbiate pregiudizi, pensate che noi siamo persone “normali”, ci piace fare tutto quello che piace fare a voi e soprattutto abbiamo tanti desideri, e credo che abbiamo diritto di vivere al meglio. Non esiste malattia che non si possa combattere: basta solo che la mente non si arrenda, ed è quello che ha fatto Brad Cohen, e tutti i Brad Cohen del mondo, perché non bisogna mai arrendersi anche se la battaglia è dura. Non bisogna sfiduciarsi, perché il premio per la meta raggiunta sarà ancora più grande. Combattiamo per tutti i malati che non hanno il coraggio di Brad, per far sì che possano vivere una vita normale e che non vengano né derisi né compianti (se c’è una cosa che ci dà fastidio sono gli sguardi languidi e falsamente pietosi. Ma voi non sapete che risate ci facciamo mentre ci guardate coi vostri occhioni da “ebeti”).

Quindi ecco il consiglio cinematografico della Susy: non perdete questo film, primo perché è fatto molto bene, secondo perché è divertente e racconta la malattia con ironia, e soprattutto per il terzo motivo che è il più importante: tratta della malattia in senso positivo, dando una speranza ai malati, senza piangersi addosso. Si intitola La mia fedele compagna, vedrete che poi mi ringrazierete per il consiglio.

Bacioni,

Susanna

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