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Io sto con la studentessa multata perché fumava. Se vuole essere etico, lo Stato sia anche stimabile e coerente

settembre 21, 2013 Pino Suriano

Posso simpatizzare, senza scandalizzarvi, con la studentessa multata a Firenze perché fumava nel cortile della “sua” scuola, vittima di uno Stato etico che si illude di poter educare il “proprio” popolo con questi metodi (aggettivi possessivi non casuali)? Calmi, non giustifico la trasgressione in quanto tale, né condanno, naturalmente, chi ha materialmente dovuto eseguire il provvedimento, in obbedienza a una legge dello Stato. Prima di linciarmi, perciò, seguite il ragionamento che è breve. Dunque, la ragazza è stata multata mentre fumava in un luogo aperto dove era legittimo che si trovasse e dove non danneggiava nessun altro. Semplicemente fumava una sigaretta… costata 55 euro. Non si può più, secondo il dogma della religiosissima crociata anti-fumo del duo Carrozza-Lorenzin.

Io ancora non ci credo: viviamo in uno Stato che stabilisce regole non per tutelare i propri cittadini (non credo che  il fumo all’aperto danneggi la salute degli altri, almeno non quanto una comunissima marmitta), ma perché non si profanino i propri luoghi educativi con la blasfema e inaccettabile pratica del fumo. Una scuola che diventa altare, luogo più luogo degli altri, cattedrale dello Stato. “Ma lo spirito del divieto – dirà qualcuno – è educativo, vuole indurre i ragazzi a non fumare”. Ma che trovata geniale!

Chiunque abbia educato un figlio, un alunno o forse anche un gatto sa bene che non funziona così: nessun educatore ottiene rispetto autentico pretendendolo per sé (o per i propri luoghi) per principio o per decreto, educa solo chi rende evidente il valore, la convenienza di ciò che offre o comunica, chi guadagna la stima sul campo. Lo Stato, allo stesso modo, provi a recuperare la stima dei suoi cittadini sforzandosi di offrire servizi più efficienti e non pretendendo la venerazione, la non profanazione simbolica dei suoi luoghi per accontentare la ghiotta pancia italica, periodicamente golosa di ordine fascista e salutismo (le due cose viaggiano spesso insieme, e in un prossimo post spiegherò il perché).

Precisazione decisiva, prima che me ne scordi: il fumo fa male, tanto, tantissimo. A tutti consiglio di evitarlo. Anzi, lo urlerei. Dirò di più, credo che uno Stato serio, forte, davvero orientato verso il bene dei propri cittadini, dovrebbe tirare fuori le palle e prendere il coraggio di vietarlo tout court, come accade (giustamente) per le droghe, comprese quelle cosiddette leggere. Ma non può, uno Stato degno di questo nome, perdurare nell’ipocrisia di chi tollera e osteggia allo stesso tempo: si sa che il fumo delle sigarette, tassatissimo, allo Stato fa parecchio comodo.

Sintetizzo. Uno Stato totalitario occupa tutto e su tutto decide, uno Stato liberista lascia perdere tutto e su nulla decide, uno Stato dimezzato come il nostro (ehi, non ho scritto “moderato”, ché è ben altra cosa) il sabato sera tollera il fumo, la domenica incassa il suo benefit e il lunedì mattina, a scuola, finge di combatterlo. Uno Stato desiderabile? Segue il motto evangelico, trasformandolo appena un po': “Ama il popolo tuo più di te stesso”. Ma siamo ancora troppo lontani.

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19 Commenti

  1. Fumatore 1 scrive:

    Lo dico da fumatore: se in un posto è vietato fumare non si fuma, STOP.

    Altrimenti facciamo gli “itagliani”: non si può ma si fa.
    Mi piacerebbe poi vedere articoli come questi per ragazzi che si fanno le canne.

    Se Tizia fuma una sigaretta dove non può solidarizzi, te la prendi con lo stato paternalista.

    Se Tizia si fa una canna in compagnia vi fate prendere da crisi epilettiche: anche nel fare i moralisti ci vuole un minimo di coerenza.

    • Pino Suriano scrive:

      Fumatore 1 ti rispondo a titolo personale come autore del pezzo, non della testata. Avrei scritto esattamente lo stesso articolo anche per una canna, se lo Stato avesse avuto per quello lo stesso atteggiamento incoerente, di chi tollera e incassa, ma, poi, per fare un po’ la parte, fa le campagne antifumo…
      Per cui, dove sarebbe l’incoerenza? Anzi, proprio per coerenza, se leggi il finale del post, ho scritto che, a mio parere, lo Stato sarebbe più dignitoso e coerente se arrivasse a vietare.

      • Andrea scrive:

        Lo Stato? Lo Stato guarda che siamo NOI. Con chi te la prendi se non con noi stessi? La prima incoerenza è quella presentata in questo articolo, colmo di presunzione nel sapere cosa sia giusto o sbagliato. Se lì c’è un divieto esplicito non si fuma. PUNTO. Giusto o sbagliato che sia. E sì, in realtà anche il fumo in un luogo pubblico all’aperto è dannoso. Mai stato ad un concerto? Ti becchi tre tipi di tumori diversi solo attendendo la band. Il fumo dovrebbe essere libero solo a casa propria quando si è soli o in presenza di persone che non hanno problemi con esso.

  2. g_f scrive:

    Premesso che esistono problemi più gravi di questo, anziché multare per casi come questi, si potrebbero mettere i pacchetti di sigarette a 20,00 €, giusto così per compensare anche le salate spese sanitarie per curare il cancro di questa gente. Vedi bene come ai fumatori passa la voglia di continuare a danneggiare con il fumo passivo chi come me pensa che il fumo stesso sia stato l’invenzione più stupida e abietta di questo mondo.

    • Pino Suriano scrive:

      magari anche questo. ma, a questo punto, perchè non vietare?

      • omac scrive:

        Mi perdoni sig suriano perché lei si immagina il ministro della salute che a reti unificate alle 20:30 dice
        “cari italiani da domani non fumate più , lo facciamo per il vostro bene, so che capirete, via anticipo che
        stiamo lavorando anche per una legge sull’alcol, ma non vogliamo anticiparvi nulla, nulla buona notte”
        credo che verrebbe pugnalato dalla sua stessa scorta alle 20:35 e gettato nel Tevere come alcuni imperatori romani poco graditi.

  3. viccrep scrive:

    no il problema è che lo stato o i sinistri chiudono un occhio sulle canne anzi le vogliono libere, ma non tollerano che si fumi all’aperto.
    L’ideologia fa solo vittime

    • Fumatore 1 scrive:

      E cche azzz… sempre in politica la buttiamo. Allora ti seguo: a me questa storia delle machinette, ad esempio, la trovo molto ma molto più grave ma pochi ne parlano. Da fumatore ho notato questo: ormai OGNI tabacchino ha la sua slot, gratta e vinci appesi come festoni di una festa parrocchiale. Segue praticamente OGNI bar, almeno qui in Veneto. Le società che le gestiscono sono quasi tutte morose verso il fisco perchè “dimenticano” il collegamento telematico che registra le giocate e calcola le aliquote da versare il fisco. Un sacco di soldi e saranno, pare, condonati a cifre risibili (dispiace dirlo, ma il PDL ci mette lo zampino in queste cose, vedi firma emendamenti). Qualche mese fa in campagna elettorale si è proposto di togliere l’imu anche grazie al gioco d’azzardo (machinette di cui sopra), alcolici, tabacco. Praticamente se gli italiani diventano salutisti e non rovinano le famiglie con le slot il governo si sarebbe trovato senza copertura. Stupidaggini rispetto a genitore 1&2, figlio 1 in provetta inseminato da padre n (anzi, NN).

      Però a pensarci bene mica tanto. Va bene che lo stato non deve essere paternalista come ogni burocrate sogna, ma nemmeno una infida carogna: se avete notato più la crisi avanza più slot e gratta e vinci ci sono in giro (pensate a come si sono diffusi negli ultimi anni).

      Rifugio di disperati adulti e vaccinati okkei, ma perchè approffittarne?

      • omac scrive:

        Sig fumatore1 se non conosce Natalino balasso le consiglio di vedere :testimonial del videopoker,amare verità purtroppo

      • g_f scrive:

        Se c’è crisi economica, il fumo dovrebbe essere la prima spesa tagliata. Chissà perché per molti non è così e fumo, aperitivi, cellulari ultimo grido non mancano mai. Forse perché questi stanno ancora troppo bene malgrado la crisi dilagante. Se proprio lo Stato deve bere fino all’ultima goccia dei soldi degli italiani, è sacrosanto che lo faccia dagli sfizi come fumo, alcool, che non fanno altro che danni fisici e psicologici alla persona (e anche a chi non fuma per esempio), piuttosto che succhiarli da scuole paritarie, immobili, Trenitalia e quant’altro crei ricchezza, in tutti i sensi, per la persona. Certo, perché la gente non fumi più c’è bisogno di educazione, di esempio concreto e non solo di proibizionismo, ma ricordo a Suriano che in altri Paesi i pacchetti costano molto di più (Inghilterra 12 €, Australia 15-20 dollari australiani), presentano immagini agghiaccianti di gente rovinata dal fumo e non sono certo nei tabacchini visibili al pubblico come il portale di una cattedrale dalla piazza antistante. Quindi non stiamo a dire che il fumo in Italia è tassatissimo, quando per compensare le spese sanitarie da esso derivanti un pacchetto dovrebbe costare almeno 10 €, e per questo sono anche io a pagare i danni che subiscono i fumatori! Il fumo è una droga e come tale dovrebbe essere trattata, è la prima causa di morte nel mondo. Che poi altri temi etici siano più importanti è fuor di dubbio, ma difendere una persona che a scuola già è schiava di un cilindro di tabacco mi sa tanto di ridicolo.

  4. Cisco scrive:

    Suriano, avrebbe detto la stessa cosa se la ragazza in questione avesse fumato uno spinello? Su quello lo stato non ci guadagna neanche… Bella la favola dello stato etico-educatore, ma l’educazione spetta alla famiglia. Lo stato deve limitarsi a fare le multe, ovviamente in modo coercitivo (che non è sinonimo di fascista), perché chiedendo “per favore” di solito non funziona. A proposito di educazione.

    • Pino Suriano scrive:

      Sì, avrei detto la stessa cosa, se anche per lo spinello lo Stato avesse avuto la stessa ipocrisia: condannare e multare il fumo di giorno, sfruttarlo e consentirlo di sera. Lì, per fortuna, c’è il divieto. Ma se fosse stato legale avrei detto lo stesso. E non avrei solidarizzato con la ragazza se il fumo fosse stato illegale in quanto tale e non solo a scuola.

  5. Pino Suriano scrive:

    Prego di non fraintendermi signori, non condanno la trasgressione in quanto tale, nè chi ha eseguito il provvedimento. Condanno l’incoerenza di uno Stato che non sa (non vuole sapere) se il fumo sia una cosa da combattere o da sfruttare.

  6. mike scrive:

    l’articolo per me è molto incasinato. forse si vuole dire, in sintesi, che lo stato tollera il fumo ma al contempo lo fa vendere (magari facendo apporre sul pacchetto “il fumo uccide”). poi non capisco la distinzione tra stato liberista e stato dimezzato. e neanche il concetto di scuola cattedrale dello stato. a riguardo forse Suriano è più ciò che non ha detto. scrivendo qui su tempi lo credo cattolico per cui immagino dove voglia arrivare. comunque l’articolo è scritto davvero male. e forse perché è stato scritto in fretta e furia (in tutti i sensi). sulla e-cig francamente do ragione alla lorenzin. mi sa che per una volta lo stato ha fatto qualcosa di buono, pur tutelando i suoi interessi (=soldi derivanti dalla vendita delle sigarette). sul vietare il fumo si dice una cazzata. fumo, purtoppo, ancora anche io e togliersi il vizio è dura. forse è il vizio più duro da togliersi. ho l’impressione (osservando intorno a me) che uno fa prima a togliersi il vizio delle donne e del gioco o dello shopping nel caso delle donne… fa prima una persona a togliersi il vizio dell’ira o della gola ma francamente il vizio del fumo è… una calamita. fino ad ora sono in grado solo di tamponarlo (=resistere qualche giorno). il vizio del fumo non lo togli con la proibizione. sennò facciamo come negli anni ’30 in america.

    • Pino Suriano scrive:

      Salve Michele, Più o meno hai colto il senso: voglio dire che non è coerente uno Stato che combatte un certo fenomeno (il fumo) in un luogo e non in tutti i luoghi.
      Mi sembra che tu intenda che come cattolico vorrei arrivare a una deminutio della dimensione etico-religiosa dello Stato e dei suoi luoghi? Sì, ma non in quanto cattolico, semplicemente in quanto cittadino laico che concepisce lo Stato come qualcosa che è al servizio dei cittadini e non viceversa.. Il dove voglio arrivare, perciò, è scritto alla fine, quando accenno allo Stato desiderabile..
      Hai ragione, in parte, sulla “confusione” del post, scritto molto di getto…
      Ti ringrazio per il commento e ti auguro di smettere!

      • Gmtubini scrive:

        Solo per affermare, senza ironia alcuna, che è ammirevole l’umile dedizione con la quale lei si adopera per chiosare il suo articolo (peraltro già oltremodo chiaro e condivisibile) per noi cialtroni commentatori perditempo.
        Dio gliene renderà ampio merito.

  7. giuliano scrive:

    ma che idea è venuta alla ragazza di fumare una sigaretta !!! con tutto quello che gli è permesso (consigliato) di fare nell’Italia socialista del 2013 ?? poteva farsi uno spinello, una tirata di coca, un prelievo di preservativo alle macchinette distribuite anche negli edifici scolastici, poteva scrivere con la bomboletta sul muro della scuola frasi antifasciste o frasi contro Berlusconi, poteva indire un sciopero con i compagni del locale centro sociale, poteva okkupare la scuola stessa, poteva fare tutte queste cose e molte altre e sarebbe stata l’eroina nel cuore delle masse, ma fumare una sigaretta poi !! non sa che fa male alla salute ed è proibito dalla LEGGE??

  8. Libero non fumatore scrive:

    Sig. Suriano,
    Le leggi in un paese democratico sono fatte dalla democrazia, e se le sigarette sono permesse ma non si può fumare in certi luoghi, questo va rispettato. Non è vero che fumare all’aria aperta non danneggia nessuno: quando io, e tante altre persone, siamo in luoghi aperti vicino a fumatori, cambio ad esempio marciapiede o cerco di spostarmi in qualche modo perché, per me che sono malato, il fumo e’ davvero veleno e comunque mi disturba pesantemente (non è certo aria pulita, e visto che ci sono già le marmitte che inquinano……..). Poi che lo stato non neghi la libertà di fumare……..che almeno non sia danneggiata la libertà di chi sceglie il contrario! A fare allora i moralistoni, lo stato dovrebbe vietare di bere alcool, di tradire le mogli, di giocare al Superenalotto etc. Ma se persino Dio ha lasciato all’uomo la libertà del peccato…….cosa potrà fare questo povero stato se neppure ognuno di noi gli da’ una mano a rispettare le leggi e oltretutto c’è chi si scandalizza. Ma perché non dice che lo STATO SIAMO NOI, non è che lo stato e’ una cosa astratta e lontana, staccata da noi come lei ci racconta. Lo stato siamo noi, in democrazia e’ così e tutto deve partire dall’impegno della singola persona, che può sbagliare ma va corretta, non punita dallo stato come lei ci racconta (a un certo punto pare che la ragazza che ha sbagliato sia una povera martire) . Vede, partendo da questo distacco, non distanza, allora lei costruisce tutto il suo ragionamento, che cade verticalmente applicando la realtà : lo stato siamo ognuno di noi!!!
    Però sig. Suriano, prima di scrivere certe cose, ci pensi un po’ di più altrimenti lo stato potrebbe multarla.
    Cordialmente Libero

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