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Dossier – La Vergine di San Giorgio alla Costa di Giotto rifiorisce e ci accoglie a Lucca

ottobre 2, 2014 Mariapia Bruno

Madonna-giotto-bassaRiconosciuto all’unanimità come il primo grande iconografo di San Francesco, non poteva esserci pittore migliore di Giotto a far da protagonista della riapertura del Complesso Conventuale di San Francesco a Lucca, il prossimo 4 ottobre, data simbolica in cui si festeggia il Santo (forse) più amato dagli italiani, e non solo. A suggellare l’evento è la mostra intitolata Giotto in San Francesco, opera del Comitato Nuovi Eventi per Lucca (organismo creato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e dalla Fondazione Ragghianti), che esporrà, fino al prossimo 8 dicembre, presso la chiesa di San Franceschetto, un’unica maestosa opera, la Madonna di San Giorgio alla Costa.

La tela, databile intorno al 1295, circa 70 anni dopo la morte del Santo, è considerata da alcuni critici come la più antica tavola dipinta dall’artista. Era custodita presso Museo Diocesano di Santo Stefano al Ponte a Firenze, quando fu danneggiata profondamente nell’attentato dei Georgofili, avvenuto la notte tra il 26 e il 27 maggio del 1993, venendo trafitta da una miriade di schegge di vetro. Un lungo restauro affidato a Paola Bracco dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, è riuscito a risanare l’opera e ad eliminare anche tutti i deleteri interventi con cui lo strato pittorico originale era stato coperto nei secoli. In questo modo il restauro ha permesso la riscoperta e l’approfondimento di alcuni particolari opacizzati della pittura giottesca, che interpreta in modo forte e chiaro la poetica di fede, di vita e la sensibilità di Francesco.

La Vergine, rappresentata su un trono marmoreo, in parte perduto in seguito alla mutilazione che l’opera ha subito nel 1705, è protetta da un drappo sorretto da due piccoli angeli alle sue spalle, che limita l’effetto tridimensionale dell’insieme. Il volto di Maria racchiude in sé tutta l’intenzione di liberarsi dalle rigidità della tradizione bizantina, che nel Duecento ancora dominava la scena pittorica italiana. Pur non essendo ancora un volto “caldo” e dalle gote rosee, come ad esempio quello della Madonna Ognissanti degli Uffizi, è il viso di una mamma che si rivolge a noi con uno sguardo espressivo e malinconico. Due ciocche di capelli “sfuggono” alla cuffia rossa, e sottolineano il desiderio del pittore di donare alla Vergine un tocco di dolcezza e umanità.

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