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Da Manet, a Rubens, al Bloomsbury Group. Meraviglie d’autore alla Courtauld Gallery di Londra

agosto 2, 2012 Mariapia Bruno


L’incontro che lascia il segno è quello con la pensierosa fanciulla che Manet ha dipinto nel suo capolavoro A Bar at the Folies-Bergère (1881-82) opera icona presente in quasi tutti i libri di storia dell’arte che tutti abbiamo almeno una volta ammirato, deliziati da quello sguardo elegante e malinconico. E con la stessa espressione curiosa del monsieur con cilindro e baffetto che le parla dall’altro lato del bancone del bar parigino, ci avviciniamo alla regina della sala degli Impressionisti e dei Post-Impressionisti, in quel delizioso museo nel cuore di Londra che accoglie una delle più selettive ed importanti collezioni di opere dal Rinascimento al XX secolo dei più grandi maestri della storia dell’arte: la Courtauld Gallery. La Galleria è ospitata all’interno della settecentesca Somerset House che, affacciata da un lato sul Tamigi, dall’altro sulla centralissima via Strand, è sede di eventi di arte, di cultura e di creatività. Dal piano terra dell’edificio ai piani nobili, la visita alla collezione Courtauld è una continua scoperta.

Partendo da una sorta di wunderkammer (camera delle meraviglie) di tesori Medievali e del primo Rinascimento – dalle pale d’altare di Fra Angelico, all’Entombment Triptych (c.1420) del Maestro di Flemalle, all’Adam and Eve (1526) di Lucas Cranach – si attraversano le sale dei piani nobili che ospitano opere come il romantico Landscape by Moonlight di Rubens, i ritratti di Goya, i disegni di Michelangelo, la Montagne Sainte-Victoire (c.1887) e I giocatori di carte (1982-95) di Cezanne, e il Self-Portrait with Bandaged Ear (1889) di Van Gogh, che l’artista dipinse dopo essersi tagliato l’orecchio per amore. Non mancano i Fauves, gli Espressionisti tedeschi e gli artisti di casa inglese Vanessa Bell e Duncan Grant, membri di quel circolo di intellettuali che nella prima metà del Novecento era il Bloomsbury Group.

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