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Chi c’è e chi non c’è

renzi-ansa

È indubitabile che con chi dimostra la voglia di fare, con chi non sia chino su se stesso, con chi sia in movimento con baldanza, anche se non proprio ingenua, si sia compagni.

Addirittura, si potrebbe azzardare, con un po’ di ironia, gli ultimi compagni rimasti a Renzi.

Compagni, “distinguendo l’azione di governo che deve aiutare le imprese italiane a vendere in Cina e si rende conto della rivoluzione geopolitica e geoeconomica in cui siamo immersi, ma senza nulla concedere all’ideologia della globalizzazione che mercifica l’umano”.1

Il punto però è chi non c’è.

Non c’è un pensiero di destra. Verrebbe da dire un pensiero e basta.

Un pensiero, cioè, che nulla conceda all’ideologia della globalizzazione che mercifica l’umano.

Ora, in che consiste questa ideologia della globalizzazione?

Anzitutto globalizzazione significa, per usare i termini sopra citati, il primato della geo-economia sulla geopolitica: se la seconda è “la proiezione nello spazio della potenza-Stato e la personificazione delle sue variabili tradizionali, geografia, demografia, tecnologia”, la prima è “lo Stato ibrido, allacciato simbioticamente al mercato, che agisce sulla scacchiera globale della finanza e del commercio, molto al di là degli angusti confini imposti dalla geografia e dalla diplomazia”; “lo Stato ibrido sancisce il primato della geo-economia, lo spazio in cui il mercato ha sì compresso la sovranità degli Stati, ma ne ha pure allargato la sfera di azione attraverso il rapporto con le imprese private e la creazione di soggetti “anfibi” come i fondi sovrani”2 (in Italia, la Cassa Depositi e Prestiti)

Su questo terreno, l’ideologia si manifesta (principalmente a sinistra, compagni) come:

– “Teoria dei diritti insaziabili che presuppone che lo spazio morale dei diritti sia illimitato, dunque indefinitivamente espandibile; deve presupporre che la superficie occupata da ciascun diritto, all’interno dello spazio morale, sia pensata come sempre precisamente limitata; deve presupporre inoltre che nessuna delle superfici-diritti abbia mai punti di contatto con le altre, talché l’ampliamento dell’una possa avvenire a detrimento per le altre”. (Anna Pintore)

Qui abbiamo la geo-giurisprudenza, più spregiudicata che prudente, cioè la proiezione nello spazio della potenza-individuo (ben supportato dalla potenza-pensierounico, dalla potenza-economica, dalla potenza-istituzioni infra, extra e sovra nazionali ecc.) al di là degli angusti confini imposti dalla natura oggettiva. Si veda la teoria del gender.

– Accentramento e aumento dei poteri dello Stato centrale. Il federalismo è considerato un ostacolo perché il mercato preferisce un solo interlocutore legislativo e contrattuale. La riforma costituzionale, che pure è da fare, va in questo senso.

– Scuola statale e basta. Un’anomalia glocale, come il parmigiano e gli spaghetti, da “tutelare” in ogni modo: niente soldi, ma in compenso tanto fisco. Non c’è spazio effettivo, cioè materiale, per altro.

La destra non c’è con un pensiero capace di ragioni con cui confrontarsi con la sinistra renziana.

E siccome quando i cavalli non corrono si usano gli asini, ci siamo anche noi due, da subito, aspettando che qualcun altro si faccia vivo.

1 intervista di P. Viana al Prof. Giorgio Vittadini – Avvenire del 26 agosto 2015

2 F. Galletti- Pappa Mundi – Guerini e associati e E. Luttwak, From Geopolitics to Geo-economics: Logic of Conflict, Grammar of Commerce; Foreign affairs, 1990.

Foto Ansa


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