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Berlusconi, Monti e Bersani, leggete qui. Ecco cosa vi chiedono le scuole paritarie

gennaio 25, 2013 Redazione

Pubblichiamo l’appello delle associazioni delle scuole paritarie cattoliche e della formazione professionale (Fidae, Fism, Confapp, Foe Cdo, Agidae, Agesc, Msc)

Pubblichiamo l’appello delle associazioni delle scuole paritarie cattoliche e della formazione professionale (Fidae, Fism, Confapp, Foe Cdo, Agidae, Agesc, Msc).

L’autonomia scolastica è lo strumento strategico per inserire il sistema scolastico italiano a pieno titolo nel contesto culturale e formativo europeo.

La scuola dell’autonomia è la scuola della comunità e della società civile. Lo Stato, anche secondo il dettato costituzionale, determina e garantisce i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti sociali e civili all’istruzione e all’educazione su tutto il territorio nazionale. La “gestione” delle istituzioni scolastiche e formative attiene alle competenze regionali, mentre il “governo” della scuola attiene al livello nazionale.

In un sistema di governo fondato sul principio costituzionale della sussidiarietà, lo Stato detta le norme di carattere generale del sistema d’istruzione e attua il controllo e la valutazione dei risultati raggiunti ed interviene in forma sussidiaria nei confronti degli enti territoriali che non sono in grado di assicurare l’erogazione del servizio ed il raggiungimento dei livelli essenziali delle prestazioni.

In questo contesto la famiglia, come sancito dalla nostra carta costituzionale e dalle dichiarazioni internazionali dei diritti, deve godere, per il suo primario e inalienabile diritto-dovere educativo, di una piena libertà di scelta tra scuole statali, scuole paritarie, centri di formazione professionale e di una reale corresponsabilità all’interno degli istituti scolastici, cooperando fattivamente alla definizione del “patto educativo tra scuola, studenti, famiglia e comunità locale“. Affinché il diritto di libera scelta educativa della famiglia possa essere reale è necessario tutelare e garantire la libertà e il pluralismo delle istituzioni scolastiche e dei modelli pedagogico-educativi.

Dopo la riforma del 2001 della nostra Carta fondamentale, l’istanza della parità effettiva tra scuole statali e scuole paritarie va letta a partire dall’introduzione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche considerata alla luce del nuovo Titolo V della Costituzione (Legge costituzionale n.3/2001). Considerato in questa nuova cornice, la parità risulta:

• ulteriormente fondata in base ai principi della costituzionalizzazione dell’autonomia scolastica e della sussidiarietà in materia di istruzione e di formazione professionale;

• riferita al riconoscimento del carattere pubblico del servizio reso dalle scuole che costituiscono il sistema nazionale di istruzione;

• ridefinita come equità nell’accesso degli alunni e delle loro famiglie al sistema pubblico di istruzione e di formazione.

E’ necessario che la classe politica nella sua interezza prenda piena consapevolezza degli elementi costituzionali che esplicitano e rendono cogente la piena attuazione della libertà di scelta educativa e il riconoscimento, giuridico ed economico, del carattere pubblico del servizio offerto anche dalle scuole paritarie e dai centri di formazione professionale.Una sinergica correlazione tra le norme generali sull’istruzione e le prestazioni essenziali in materia di istruzione e formazione professionale garantiscono il coordinamento delle scuole (statali e paritarie) verso la realizzazione di fini sociali del sistema formativo. L’indicazione dei livelli essenziali delle prestazioni specifica il livello qualitativo che devono raggiungere l’offerta formativa delle scuole e dei centri di formazione professionale (fondamentali per contrastare l’elevata dispersione scolastica) e gli apprendimenti e le competenze acquisite degli alunni.

Il sistema dell’istruzione e dell’istruzione e formazione professionale (IeFP), indipendentemente dalla configurazione giuridica degli enti gestori, è pubblico e consente l’accreditamento delle scuole e dei centri che vi fanno parte, in quanto:

• è rivolto a tutti i soggetti titolari del diritto all’istruzione;

• rispetta le norme generali e le prestazioni essenziali;

• è retto dai principi di sussidiarietà, di autonomia e di pluralismo delle istituzioni scolastiche e formative.

In vista delle prossime elezioni politiche ci rivolgiamo a tutte le forze politiche affinché nel corso della prossima legislatura portino a compimento i principi costituzionali dell’autonomia e della parità, per adeguare il nostro sistema di istruzione e di formazione ai parametri europei e alle sfide culturali, sociali ed economiche della complessa contemporaneità.

Le associazioni firmatarie del presente documento chiedono di prendere con decisione l’iniziativa avviando il superamento di ogni discriminazione economica tra alunni del sistema nazionale di istruzione e di formazione e basandosi sul principio costituzionale della sussidiarietà.

Chiedono pertanto che:

• tutte le istituzioni scolastiche e formative del sistema nazionale di istruzione, indipendentemente dalla natura giuridica della gestione, possano essere accessibili a tutti considerando che sono gli stessi alunni, con i genitori, titolari del diritto all’istruzione;

• nell’esercizio di tale diritto costituzionale, sia superata ogni discriminazione economica tra gli alunni di scuole statali e paritarie allo scopo di renderne possibile l’esercizio senza condizionamenti di sorta;

• al personale docente e non docente delle scuole paritarie – conseguentemente alla parità economica – possa essere assicurato un trattamento economico equipollente, a tutela della professionalità.

Circa lo strumento di attuazione propongono un finanziamento diretto alle scuole autonome accreditate del sistema nazionale di istruzione (statali e paritarie) sulla base del “costo standard di gestione delle scuole”, da calcolare attraverso:

• il numero degli alunni iscritti e/o il numero delle sezioni/classi funzionanti;

• i costi fissi di funzionamento delle scuole anche con l’introduzione di opportuni accorgimenti, già operanti in altri Stati, in grado di distinguere tra i vari ordini e gradi di scuole e di tenere conto della situazione di aree particolarmente disagiate.

Chiedono, infine, che sin dai primissimi mesi della nuova legislatura si proceda a:

• semplificare e razionalizzare i passaggi burocratici che rallentano e complicano l’erogazione dei contributi alle scuole paritarie e ai centri di formazione professionale;

• adeguare, finalmente, l’entità dei contributi statali e regionali, che sono a sgravio delle rette scolastiche a carico delle famiglie, a maggior ragione dato il quadro socio-economico odierno di gran parte delle stesse, anche attraverso adeguati interventi e soluzioni di tipo fiscale;

• rendere coerente lo stanziamento nazionale destinato alle attività IeFP alla domanda di formazione che emerge dalle Regioni.

Roma 21 gennaio 2013

FIDAE, FISM , CONFAP, FOE CDO, AGIDAE, AGeSC, MSC

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3 Commenti

  1. ftax scrive:

    Cosa contano gli studi universitari, se poi non si capisce nemmeno la distinzione tra scuola privata e scuola paritaria, quest’ultima scuola PUBBLICA allo stesso modo della scuola statale?
    Tra le scuole PUBBLICHE, chi ha avuto troppo poco è di sicuro la scuola paritaria…

    • Nicola scrive:

      L’ultima riforma e questo bisogna dirlo l’ha fatta un governo di sinistra con il ministro BERLINGUER nel 2001,perchè tutte queste associazioni: FIDAE, FISM , CONFAP, FOE CDO, AGIDAE, AGeSC, MSC,hanno inondato di fax e mails il ministero dell’allora PUBBLICA ISTRUZIONE. Da allora solo promesse.L’ ultimo governo aveva una maggioranza Bulgara ma niente ( e i nostri amici dove erano?)

      Nessuno dice che se uno ha un figlio diversamente abile e vollesse scegliere di mandalo in una scuola Paritaria quindi Pubblica in età dell’obbligo deve pagarsi interamente il sostegno ( cari ex amici ) che libertà di scelta c’è.

      Nessuno dice che un alunno alle scuole Paritaria quindi Pubblica costa la metà di quello che costa allo stato ( cari ex amici ) dove eravate?

      Nessuno dice che l’ex Ministro Tremonti ha tagliato i fondi alle regioni quindi Formigoni ha dovuto ridurre il Buono scuola ( però adesso sono alleati sia in regione che alle elezioni politiche )

      Nessuno dice al sindaco di Milano che il 90% delle scuole dell’infanzia del comune sono Paritarie quindi Pubbliche.

      GRAZIE (cari ex amici) di tutte le promesse fatte e mai mantenute.

  2. monica scrive:

    Sarebbe bello poter mandare i propri figli nelle scuole scelte dai genitori.. ma purtroppo il genitore che va alla paritaria paga 2 volte e non è giusto

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