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Bellasio (Sole24ore): «Se segui solo il “giusto” morale in diplomazia, non parli con la metà del mondo» – Rassegna stampa/2

febbraio 23, 2011 Redazione

Daniele Bellasio legge per Tempi le notizie più importanti di oggi: «In diplomazia mai chiudere le porte, tenere aperte tutte le possibilità, ricordando sempre il processo democratico. Il rimpallo di accuse tra destra e sinistra è ridicolo: erano giustamente tutti d’accordo a trattare con Gheddafi. L’Ue è imbarazzante. Si faccia chiarezza sul black out della Borsa»

Daniele Bellasio, giornalista del Sole24ore, ha selezionato per Tempi le notizie più interessanti della giornata: «Se si dovesse fare diplomazia in base ai criteri del “giusto” e “sbagliato” dal punto di vista morale, non si dovrebbe discutere più con la metà degli Stati del mondo. In Italia lo sport nazionale è rimpallare le accuse, in questo caso è tutto ridicolo visto che destra e sinistra sono sempre state d’accordo a dialogare con la Libia. L’Ue è imbarazzante: sa solo rilasciare dichiarazioni ma è incapace di agire. Bisogna subito spiegare perché la Borsa è andata in tilt per sei ore».

Aumentano i morti negli scontri in Libia tra la folla e gli uomini di Muammar Gheddafi, che ha dichiarato: «Non mi dimetto, morirò come un martire».
Quando problemi di sostenibilità economica si uniscono a istanze di liberazione e alla mancanza di libertà di manifestare il dissenso, la stabilità diventa impossibile. Nel giro di tre settimane, tre dei principali Stati del nord Africa vivono un cambiamento fortissimo e l’Italia per la storia e la posizione geografica che ha può svolgere un ruolo diplomatico importante. Non è facile trovare una soluzione in Libia ma è importante tenere aperti tutti i canali di informazione e di dialogo.

In questi giorni piovono accuse al governo Berlusconi di avere stretto rapporti con la Libia: Antonio Di Pietro ha dichiarato che il premier è «moralmente colpevole delle bombe sganciate sulla folla» e il centrodestra risponde ricordando gli accordi presi da D’Alema e Prodi con Gheddafi.

Se si dovesse fare diplomazia in base ai criteri del “giusto” e “sbagliato” dal punto di vista morale, non si dovrebbe più discutere con la metà degli Stati del mondo. Quando si fa una politica per l’interesse nazionale, che in questo caso significa potere accendere la luce in Italia, cosa che tutti vogliono, gestire risorse energetiche importanti, e questo è utile e legittimo, ciò che conta è avere una linea diplomatica di tensione tra più poli e ricordare sempre l’importanza dello sviluppo democratico. E poi non bisogna mai chiudere le porte. In Italia lo sport nazionale è rimpallare le accuse, in questo caso è tutto ridicolo visto che destra e sinistra sono sempre state d’accordo a dialogare con la Libia.

E l’Unione Europea? Piovono critiche anche da Germania e Regno Unito.

L’Ue è imbarazzante. E’ chiaro che ci deve essere una politica comune nelle relazioni con i paesi del Mediterraneo. E invece non c’è stata. L’Europa deve darsi una politica comune perché il rapporto con questi Stati riguarda l’immigrazione, l’energia e la democrazia. L’Ue sa solo rilasciare dichiarazioni ma è incapace di agire.

Ieri la Borsa è andata in tilt per sei ore. Raffaele Jerusalmi, amministratore delegato di Borsa Italiana, ha parlato di «guasto puramente tecnico».
La Consob ha chiesto chiarimenti. Bisogna essere trasparenti e spiegare subito che cosa è successo. Ci sono molti meccanismi che possono creare problemi ma per non dare adito a sospetti e tesi complottistiche, è importante dare la migliore spiegazione di ciò che è avvenuto nel minor tempo possibile.

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