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Attentati alle chiese: almeno 20 morti. Nuova domenica di sangue in Nigeria

giugno 18, 2012 Redazione

Cinque attentati terroristici a cinque chiese hanno fatto strage di cristiani a Kaduna. La rappresaglia delle comunità cristiane locali ha peggiorato le stime delle vittime.

Nuova domenica di sangue ieri nel nord della Nigeria. In feroce successione cinque attentati terroristici, attribuiti alla setta islamica di Boko Haram, hanno colpito altrettante chiese, due nella cittadina di Zaria e tre a Kaduna (capitale dell’omonimo Stato) facendo strage di cristiani, tra cui quattro bambini che giocavano davanti alla cattedrale cattolica. Immediata la rappresaglia delle comunità cristiane locali che hanno innalzato posti di blocco, fermando le macchine con musulmani a bordo e linciandoli, secondo quanto riferito da testimoni e da fonti della polizia locale. Il bilancio della giornata di violenza e follia è ancora confuso. Fonti ufficiali parlano di almeno 36 morti e un centinaio di feriti. Secondo la polizia 16 sarebbero i morti negli attentati alle chiese e 20 le vittime della rappresaglia.

In serata, le autorità dello Stato di Kaduna hanno proclamato un coprifuoco di 24 ore in tutta la regione e con effetto immediato. Addolorata la reazione del Vaticano: «La sistematicità degli attentati contro i luoghi di culto cristiani nel giorno di domenica è orribile e inaccettabile, segno di un disegno assurdo di odio», dice il portavoce della Santa Sede padre Federico Lombardi, auspicando «interventi efficaci» contro il terrorismo. Il ministro degli esteri Giulio Terzi ha fatto sapere di ritenere «imprescindibile» che il prossimo Consiglio degli affari esteri Ue «discuta della tutela delle minoranze religiose, chiesta da Italia». La domenica degli orrori è cominciata con due attentati, nel giro di pochi minuti a Zaria, cittadina anch’essa dello Stato di Kaduna. Nel primo, un kamikaze suicida si è lanciato, a bordo di un’auto Honda, contro l’ingresso principale di una chiesa evangelica, facendosi poi saltare in aria. Almeno tre fedeli sono morti nell’esplosione e molti altri sono stati portati in ospedale, ha riferito il reverendo Nathan Waziri.

Nel secondo, altri terroristi hanno attaccato con bombe la Cattedrale cattolica, uccidendo tra gli altri quattro bambini. Secondo una testimone oculare, Deborah Osagie, che abita davanti al luogo sacro, gli attentatori sono stati catturati dalla folla inferocita e linciati. Nella capitale dello Stato, Kaduna, altre tre chiese venivano intanto attaccate da terroristi. Altri morti, altro strazio. Qui, però, è esplosa la rabbia di giovani cristiani che hanno bloccato l’autostrada verso Abuja, tirando fuori i musulmani dalle loro auto e uccidendoli. «Stavamo tornando a casa quando abbiamo visto i giovani cristiani che assalivano le macchine di passaggio. Ho notato molti corpi sul terreno, ma non so se fossero morti o feriti», ha raccontato un residente di Kaduna, Rafael Gwaza. Un altro testimone, Haruna Isah, ha parlato di almeno 20 cadaveri. «C’erano corpi dappertutto, uccisi per rappresaglia al posto di blocco», ha detto.

Per ora non vi è stata nessuna rivendicazione degli attentati alle chiese, ma sulla responsabilità sembrano esserci pochi dubbi. I luoghi di culto cristiani sono diventati infatti il principale obiettivo degli islamisti di Boko Haram, un gruppo legato ad Al Qaida, che si propone non solo di instaurare un califfato islamico nel nord della Nigeria, ma anche quello, più ambizioso e pericoloso, di innescare una guerra civile interreligiosa, mandando in frantumi i precari equilibri del Paese più popoloso dell’Africa. I circa 160 milioni di abitanti della Nigeria sono divisi a metà tra cristiani ( più concentrati a Sud) e musulmani (maggioritari a Nord).

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