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Gli atei dell’Uaar contro i “soldi alle scuole private cattoliche”. Ma non serve la fede per capire questi numeri

maggio 15, 2013 Matteo Rigamonti

L’Associazione degli atei e degli agnostici razionalisti parla del referendum di Bologna. Ma i numeri sono numeri, e non serve essere dei bigotti baciapile per comprenderli

Non occorre essere né atei né agnostici per saper leggere i dati riassunti in un grafico. Ma dovrebbero almeno saperlo leggere, un grafico, gli aderenti dell’Uaar, l’Associazione degli atei e degli agnostici razionalisti, che ieri hanno diramato un chilometrico dispaccio per prendere posizione, in occasione dell’imminente Referendum di Bologna, contro «gli ingenti contributi alla scuola privata dell’infanzia» da parte del Comune. E fa niente se «gli ingenti contributi» in questione, destinati a 27 asili su 127, sono solo il 2,9 per cento del totale stanziato dall’amministrazione per le scuole dell’infanzia, poco più di un milione di euro sugli oltre 37 milioni complessivamente spesi.

PRIMA I NUMERI. Sono 103, e non 423 (tanti erano a settembre), i bambini che attualmente si trovano in lista d’attesa per un posto all’asilo. Quelli dell’Uaar, però, preferiscono parlare di bambini «senza una scuola dell’infanzia pubblica disposta ad accoglierli», dimenticandosi, tra l’altro, di dire che, a Bologna, i posti liberi sono 179 (29 negli asili statali, 55 in quelli comunali paritari e 95 in quelli privati paritari).

MEZZE VERITÀ. Con il milione di euro destinato alle scuole paritarie, continua l’Uaar, si «potrebbero ottenere tra i 150 e i 200 posti alla scuola pubblica statale e comunale» in più. Vero. Peccato, però, che così facendo si precluderebbe la possibilità a 1.580 famiglie che hanno scelto la scuola paritaria, grazie all’esistenza della convenzione, di mandare i loro figli nelle scuole che desiderano pagando rette agevolate. Ma questi bambini all’Uaar non li contano.

STRUMENTALIZZAZIONI. Per evitare facili strumentalizzazioni della vicenda, il Comune di Bologna ha predisposto un’agile guida che spiega a tutti come si compone il modello pubblico integrato degli asili in città. E che fa vedere come e dove si generano i risparmi per la collettività e la maggiore efficienza del servizio.
Virginio Merola, il sindaco di Bologna, ha anche scritto una lettera aperta alle famiglie per spiegare loro l’importanza dell’esistenza della convenzione con le scuole d’infanzia private paritarie in città.

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6 Commenti

  1. MaMa says:

    Non serve la fede per capirli ma basta poco per ignorarli….

  2. Hughes says:

    A Bologna anche i comunisti sono molto concreti, hanno fatto due conti e capito che gli conviene tenersi strette le paritarie. Se lo capissero anche a livello nazionale…

  3. paolo says:

    Smartista Brabus sinceramente non ho capito la domanda ma ti chiedo tu dove vivi?

    • Mappo says:

      Paolo, non preoccuparti questo Smartista Brabus è solo il solito troll, magari con la tessera dell’Uaar in tasca.

  4. lucio says:

    com’é noto il referendum per togliere i modesti contributi comunali alla scuole paritarie per l’infanzia di Bologna é sostenuto dal SEL e dal M5S ,ma il paradosso é che il sindaco grillino di Parma concede
    i contributi alle scuole paritarie e lo stesso avviene nella regione Puglia con Vendola presidente.

    Strano poi che da parte loro si faccia sempre riferimento all’Europa quando si tratta di temi a loro cari,ma
    fanno finta di non sapere che in tutta Europa le scuole non statali sono finanziate in modo sostanziale dallo Stato,mentre in Italia ricevono modesti contributi nonostante facciano risparmiare allo Stato circa
    6 miliadi di euro all’anno. E in tempi di crisi come questo non é poco!

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