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«Anche il nuovo Pgt deve salvaguardare il Parco Sud, il polmone naturale di Milano»

gennaio 27, 2012 Carlo Candiani

Intervista a Riccardo Castellanza, presidente dell’Associazione parco delle risaie onlus: «Col Pgt della giunta Moratti, il Comune si assicurava il controllo dell’area, la sua salvaguardia e anche un tesoretto. Con il nuovo Pgt di Pisapia, il progetto è cambiato. Per valorizzare il Parco Sud il percorso sarà diverso»

Viene presentato in questi giorni in Consiglio comunale a Milano il Piano di governo del territorio (Pgt) della giunta Pisapia, un insieme di norme molto importante perché decide il futuro urbanistico della città, incidendo in modo determinante sulla qualità della vita. Come nel precedente Pgt, redatto dal centrodestra e archiviato da Pisapia, uno dei capitoli più interessanti riguarda l’area del Parco Sud, che si estende per 47 mila ettari nella cintura dell’hinterland, coprendo un terzo del territorio della provincia di Milano. «La parte di Parco Sud nel Comune di Milano, abbastanza estesa, dove è ancora attiva l’attività agricola, ha suscitato sempre l’attenzione di chi deve mettere mano al piano urbanistico del territorio della città» spiega a tempi.it il presidente dell’Associazione parco delle risaie onlus, Riccardo Castellanza. «Il Parco Sud è importante perché aumenta e non di poco il benessere dei cittadini, è un’area che, oltre a dare concretamente ossigeno, facendo respirare la metropoli, ha al suo interno vere e proprie attività agricole, proprio a ridosso della periferia, che si sono spesso scontrate con l’esigenza della città di svilupparsi, tanto che nei decenni qualcosa è stato “mangiato” dal cemento».

È per questo che tutte le giunte sono così attente al Parco Sud?
Nel precedente Pgt, quello della giunta Moratti, firmato dall’ex assessore Masseroli, si prevedeva attraverso la perequazione che un proprietario di un centinaio di ettari in una certa area agricola, ad esempio, disponendo volumetrie e volendo usufruirne da un’altra parte della città, ne avesse diritto cedendo le aree agricole al Comune. Che, quindi, sfruttava gli oneri derivati dalla proprietà e si trovava tra le mani un tesoretto che poteva essere reinvestito. Risultato: controllo pubblico dell’area e risorse per garantire un progetto organico. Il nuovo Pgt della giunta Pisapia toglierebbe questo passaggio, lasciando la proprietà a chi già la possiede, anche se in questo caso ci sarebbero meno risorse nelle casse comunali. Sono due metodi diversi, due strade diverse per arrivare ad un unico scopo: la difesa dalla speculazione e la preservazione del parco. Mi auguro che le promesse di attenzione dell’attuale governo cittadino siano sincere e concrete.


Ci può raccontare l’esperienza dell’Associazione parco delle risaie onlus?
È cominciato tutto circa tre anni fa: io abito a ridosso di questa zona del parco, dove è sviluppata la coltura e la produzione di riso, in un’area di 660 ettari. Avendo negli occhi questo straordinario paesaggio a Milano, con alcuni amici abbiamo voluto fare qualcosa per valorizzare questa parte di territorio. Abbiamo conosciuto gli agricoltori del posto ed è nata una sinergia tra loro e noi cittadini che ha dato origine ad un progetto per la conservazione di questa ricchezza naturale ancora presente. Una zona che porta ancora i segni del genio di Leonardo, con il livellamento manuale delle risaie, ci sono ancora gli edifici rurali, la chiesetta dell’anno mille.

È un’esperienza importante per l’Expo 2015?
È una vera mostra a cielo aperto; senza toccare nulla ci si trova in un territorio, rimasto uguale per secoli, ma circondato dalla città. Il nostro progetto, tra l’altro, ha vinto un concorso europeo come primo progetto per la qualificazione di area agricola all’interno di una urbana. Vogliamo, infatti, farla vivere, valorizzando per esempio “la strada del riso”: la possibilità che il milanese di città, in poche ore, possa fare un percorso attraverso delle risaie vere e conoscere i passaggi della coltivazione del riso, aggiungendo nozioni storiche e visitando i macchinari industriali; concludendo, poi, la gita con una degustazione dei prodotti tipici al centro del Parco, dov’è situato uno storico mulino.

Quando si pensa a Milano, non ci si immagina che possa esistere un luogo del genere.
Un luogo che vorremmo continuasse ad esistere tra il quotidiano lavoro agricolo e l’opportunità di svago dei cittadini. Per chi volesse conoscere più a fondo questo pezzo di Milano, stiamo costruendo un sito internet, che illustra le bellezze di queste terre e le iniziative dell’associazione.

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