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Altro che secoli bui. La lezione di Rodney Stark sul Medioevo e le crociate

dicembre 9, 2014 Redazione

Sfatati in un libro molti luoghi comuni su un periodo della storia spesso descritto come oscuro. E un esempio illuminante sulla battaglia di Lepanto

crociatiOggi sul Corriere della Sera appare una lunga recensione di Paolo Mieli al libro del sociologo Rodney Stark, La vittoria dell’Occidente (Lindau). I lettori di Tempi conoscono già Stark (qui una nostra intervista), oggi insegnante di Scienze sociali presso la Baylor University in Texas. Quest’ultimo libro, così come i precedenti, dimostra come il cristianesimo sia stato motore, e non zavorra, per lo sviluppo dell’umanità nella storia.

stark-occidenteSUPERIORITA’ OCCIDENTALE. Il ragionamento di Stark, evidenziato da Mieli, è che sono le idee a fare la differenza. E che è il mondo occidentale, basato sulla cultura greca prima e cristiana poi, ad aver dato linfa allo sviluppo. Un esempio? La polvere da sparo. La inventarono i cinesi, eppure per secoli non la utilizzarono per le armi da fuoco. «Già nell’antichità, su tantissime tecnologie cruciali la Cina era molto avanti rispetto all’Europa. Quando però i portoghesi vi arrivarono nel 1517, scrive provocatoriamente Stark, “trovarono una società arretrata in cui le classi privilegiate ritenevano più importante azzoppare le ragazzine bendando loro i piedi, che sviluppare tecniche agricole più produttive di quelle che avevano per far fronte alle frequenti carestie”».
Perché la società occidentale si è dimostrata nel corso dei secoli sempre superiore alle altre? «Perché la scienza e la democrazia sono nate in Occidente, insieme all’arte figurativa, ai camini, al sapone, alle canne dell’organo e a un sistema di notazione musicale? Perché è accaduto che, per parecchie centinaia di anni a partire dal XIII secolo, soltanto gli europei avevano gli occhiali e gli orologi meccanici? E successivamente telescopi, microscopi e periscopi? Per le idee, dice Stark: “solo gli occidentali hanno pensato che la scienza fosse possibile, che l’universo funzionasse secondo regole razionali che potevano essere scoperte”».

Battle_of_Lepanto_1571IL MEDIOEVO E LE CROCIATE. Stark, poi, propone una formidabile difesa del Medioevo, i cui secoli non furono mai «bui», anzi. «Il Medioevo è stato un’epoca di notevole progresso e innovazione, tra cui “l’invenzione del capitalismo”. La maggior parte degli europei “iniziarono a mangiare meglio di come avessero mai mangiato nel corso della storia e di conseguenza divennero più grandi e forti di coloro che vivevano altrove”. Nel 732, gli invasori islamici, quando penetrarono in Gallia, si trovarono di fronte “un esercito di franchi splendidamente armati ed addestrati e furono sconfitti”».
Così come le crociate, rilette da Stark fuggendo da molti stereotipi che ancora oggi vanno per la maggiore. «Non è vero che i crociati, in seguito, abbiano “marciato verso oriente per conquistare terre e bottino”. Anzi. Si erano “indebitati fino al collo per finanziare la propria partecipazione a quella che consideravano una missione religiosa”. I più “ritenevano improbabile la possibilità di sopravvivere e di tornare in patria (e infatti non tornarono)”. Come dimostrano le crociate, “per gli europei la vera base dell’unità era il cristianesimo, che si era trasformato in una ben organizzata burocrazia internazionale”. A tal punto che “sarebbe più corretto parlare di Cristianità più che di Europa, dal momento che, all’epoca, quest’ultima aveva ben poco significato sociale o culturale”».

CONTRO LA TESI DI MAX WEBER. «Uno dei fattori più importanti nel favorire l’ascesa dell’Occidente è stata la fede nel libero arbitrio», scrive Stark. «Mentre la maggior parte delle antiche società (se non tutte) credevano nel fato, gli occidentali giunsero alla convinzione che gli esseri umani sono relativamente liberi di seguire quello che detta la propria coscienza e che, essenzialmente, sono artefici del proprio destino». Dopo aver smontato «la famosa tesi di Max Weber secondo cui l’etica protestante sarebbe all’origine del capitalismo», Stark dimostra che una sorta di protocapitalismo nacque «molti secoli prima che esistessero i protestanti». «A metà del Trecento, dopo l’epidemia provocata dalla Peste Nera, “la scarsità di manodopera”, come ha dimostrato David Herlihy, “stimolò le invenzioni e lo sviluppo di tecnologie che consentissero di risparmiare forza lavoro. Quindi l’Europa medievale “vide l’ascesa del sistema bancario, di un’elaborata rete manifatturiera, di rapide innovazioni in campo tecnologico e finanziario, nonché una dinamica rete di città commerciali”. Va anticipato ad allora l’inizio, o quantomeno i “primi passi”, di quella che avremmo definito la “Rivoluzione industriale”. Già da molto tempo l’Europa era più avanti del resto del mondo in fatto di tecnologia, “ma alla fine del XVI secolo quel divario era ormai diventato un abisso”».

L’ESEMPIO DI LEPANTO. Mieli riporta infine un’osservazione che Stark fa a proposito della battaglia di Lepanto (ottobre 1571). «”Quando saccheggiarono le imbarcazioni turche ancora non affondate, i marinai cristiani vittoriosi scoprirono un autentico tesoro in monete d’oro a bordo della ‘sultana’, l’ammiraglia di Ali Pasha, e ricchezze quasi altrettanto ingenti furono trovate nelle galee di parecchi altri ammiragli. Il perché lo ha spiegato Victor Davis Hanson: “Non essendoci un sistema bancario, temendo una confisca qualora avesse scontentato il sultano e sempre attento a tenere i propri averi al riparo dell’attenzione degli esattori fiscali, Ali Pasha si era portato la sua immensa ricchezza a Lepanto”. Eppure, fa notare Stark, Ali Pasha “non era un contadino che nascondeva il surplus del raccolto, ma un membro dell’élite dominante… se una persona come lui non era in grado di trovare investimenti sicuri e non se la sentiva di lasciare i suoi soldi a casa, come era possibile che qualcun altro potesse sperare di far meglio?”. Il concetto che, in epoca medievale, la cultura islamica fosse molto più avanzata di quella europea “è un’illusione”. E in queste pagine sono trasparenti le allusioni agli abbagli provocati di recente dalle cosiddette primavere arabe. Più che trasparenti: esplicite».

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39 Commenti

  1. Orazio Pecci scrive:

    Quando dire le cose come stanno è “provocatorio”…

  2. Leo Aletti scrive:

    La fede non sta nel libero arbitrio, ma è adesione alla realtà, questa è la differenza. Questo è il pensiero cattolico, sfido chiunque a trovarne uno superiore.

  3. Raider scrive:

    Ho letto anche questo libro di stark. Bellissimo. Molto “revisionista”, direbbero censori e truppe ausiliarie del Pensiero Unico; molto politicamente scorretto, perché racconta com’è andata e com’è la storia; poco incline a concessioni mielate al sentimentalismo new age o pot new age e all’ignoranza in mezzo a cui prosperano e proliferano l’anti-occidentalismo di maniera e l’anti-Cristianesimo d’obbligo.
    Dovrebbero leggerlo tutti, come gli altri libri di Rodney Stark e degli autori reperibili nelle preziose edizioni Lindau. Leggere e confrontare con quellomche raccontano i fautori, propagandisti, sostenitori e galoppini delle tesi opposte: filo-islamiste, anti-occidentali, anti-cristiane. Io l’ho fatto, questo confronto. Così come avevo iniziato, da giovane, a leggere la “filosofia” islamica di cui si era fatto banditore Henri Corbin, convertito all’Islam.
    Con cognizione di causa, al termine di una lunga disamina, con orgoglio e gioia dico quello che penso, alla faccia di tolla dei buffoni sotto ogni falso nome – a cominciare da quello di cristiani – come Leo in tutte la sue varianti nicknamizzate, Focauld, idem e MarcoL in aggiunta: il Cristianesimo è superiore a tutte le mistificazioni da Maometto in poi e a tutti gli illuminismi massonici a oggi.
    E agli amici del blog dico: leggete e fate i vostri confronti. La verità che rende liberi non arretra davanti a nulla: e passa anche dalla carta stampata .

    • Andrea UDT scrive:

      Leggere e fare confronti. Io consiglio anche:

      Jared Diamond, Armi, acciaio e malattie.

      Breve storia degli ultimi tredicimila anni, traduzione di Luigi Civalleri, collane “Saggi” n. 821 – “Super ET”, Einaudi, 1997, pp. XI, 366, ISBN 88-06-15619-5.

      Il libro Strark sarà senz’altro una delle prossime letture.

  4. Cisco scrive:

    Massimo rispetto per Rodney Stark, di cui condivido la tesi di fondo della superiorità dell’Occidente cristiano (quando ancora c’era…). Tuttavia mi suscitano parecchi dubbi la sua identificazione dell’Europa con la Cristianità, dato che elimina almeno tutta la parte orientale del mondo, soprattutto quella ortodossa. E il fatto di considerare il Medio Evo come periodo di nascita del Capitalismo: ora, vero e’ che i francescani del Duecento furono i primi a introdurre strumenti utili alla crescente economia di scambio – dalla cambiale alla partita doppia – ma da qui a considerare l’economia medievale, basata sulle corporazioni, alla stregua del moderno capitalismo ce ne vuole. Ammesso e non concesso, poi, che sia qualcosa di cui andare orgogliosi.

  5. Ale scrive:

    Scusate, premetto che non ho letto il libro ma l’articolo sembra una gran celebrazione dell’occidente cristiano sul resto del mondo. L’articolo. Il libro, come detto, non l’ho letto e quindi vorrei capire che motivazioni da circa l’ascesa attuale della Cina o dei paesi della sigla Bric rispetto al declino economico del cristiano occidente? Inoltre visto che nell’articolo i cinesi sembrano ” ritardati” per non aver usato la polvere da sparo a scopi bellici, ma solo per fuochi d’artificio, e visto che erano tanto “selvaggi” da piegare i piedi delle ragazze..tralasciando che in occidente stringevano il giro vita, per ottenere vitini a vespa, fino agli anni ’50 del secolo passato..con buona pace per svenimenti e malori vari.. Tanto per citare “torture per bella apparire” imposte alle donne anche in occidente.. Invece riguardo all’Oriente è innegabile l’importanza dell’impero Ottomano. E vi ricordo che gli iraniani ancora si offendono se si dà loro dell’arabo o semplicemente del musulmano, perché l’impero Ottomano non si può riassumere con il mondo arabo attuale e neppure dicendo “sono tutti musulmani”. Non è affatto così. Purtroppo ormai anche noi occidentali siamo “una civiltà da libro di storia” e dico purtroppo perché ci avviamo al declino, come accaduto a tante civiltà prima di noi. Inoltre se alla base del successo sta la fede in Dio come si giustificano la guerre e l’arricchirsi a scapito d’altri che ha contraddistinto il colonialismo europeo?!

    • Toni scrive:

      @ Ale
      “Accademia delle scienze sociali di Pechino” interpellata nel 2002 dal regime di “spiegare il successo, anzi la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo”: “negli ultimi venti anni” scrissero “abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla vita democratica. Non abbiamo alcun dubbio”.
      Ho letto un libro di R .S. pone l’accento sulla teologia aperta alla conoscenza di Dio e conduce un raffronto con la ortoprassi di altre religioni (mi ha colpito l’esempio che benchè l’Islam che parte bene con la medicina muore nello sviluppo per il divieto di fare rappresentazioni umane.).
      Sull’arretratezza e barabaria del celeste impero basta buttare uni sguardao sul perioodo fine 800 (lo consiglio a tutti i terzomondisti che pensano che tutte le civiltà sono uguali).
      L’occidente si avvia al declino perchè ha negato la sua storia.

  6. Luke scrive:

    Purtroppo gran parte delle Università Italiane (e non) sono invase da un demenziale quanto ammuffito pensiero unico che continua a perpetrare con ostinata pervicacia la sua ideologia marxista e anti-cristiana.
    Chi come me ha frequentato Lettere e Filosofia avrà sofferto nel confrontarsi con la meschinità anticlericale dei suoi studenti fortemente ignoranti e ridicoli, che non hanno neanche fatto il Liceo Classico, accesi dalle solite ammorbanti trite tesi anticattoliche, in cui non possono mai mancare quali elementi di critica di questa Chiesa malvagia e antimoderna, causa di tutti i mali del mondo, ciarpame su Crociate, Inquisizione, Galileo Galilei, Giordano Bruno & Co., con annessi panegirici di un Islam buono, di un Lutero liberatore e di un Concilio Vaticano II che non sono mai esistiti.
    E guai se cerchi di introdurre nel dibattito elementi differenti di critica: sei scacciato e reputato cretino, o peggio, “cattolico bigotto”, che non vuole acculturarsi, “imparare la Storia”, “accettare la realtà”.
    Questa gente ha ridotto in macerie la Cultura in Italia, e continuerà finché non ne favorirà la sua completa dissoluzione.

  7. Skanderbeg scrive:

    Tesi interessante penso proprio che acquisterò il libro! Che l’Occidente abbia raggiunto nel corso di circa 4 secoli uno scarto notevole con il resto del mondo è innegabile più difficile capirne le cause. Comunque anche in Occidente la scienza si trovata in conflitto con la fede e il libero arbitrio o il libero pensiero con il despota di turno finanche alle dittature del novecento.
    Personalmente penso che la forza della civiltà occidentale stia nella sua capacità di rinnovarsi continuamente e questo è dovuto evidentemente da uno spirito critico e indagatore, sempre in tensione verso una frontiera sia essa materiale o intellettuale, mai sazio dei propri traguardi. E questa attività e attitudine verso il mondo che i greci chiamarono “filosofia” ora noi la chiamiamo “scienza” e ne abbiamo adottato il metodo per ogni disciplina (medicina, fisica ma anche storia, economia, diritto, linguistica… persino religione con la teologia).
    Le altre civiltà presenti nel mondo spesso hanno raggiunto dei traguardi notevolissimi, spesso secoli se non millenni prima dell’Occidente, basti pensare alle piramidi, all’astronomia babilonese, alla matematica indiana. Ma poi si sono arrestate nel loro sviluppo, sono diventate stagnanti e hanno continuato a ripetere e trasmettere continuamente le loro conoscenze ormai diventate “certezze o persino pregiudizi” fino a chiuderei ermeticamente nel loro mondo pur di non confrontarsi con il nuovo e l’ignoto (pensate al Giappone tokugawa: per 300 anni chiuso al Mondo o alla Cina dei Qing). Queste genti consideravano “barbari” gli abitanti del resto del mondo con un atteggiamento di superiorità finquando i “diavoli occidentali” li sottomisero.

    • Raider scrive:

      Leggo una serie di affermazioni ch richiederebbero una trattazione sistematica che non mi posso permettere, ma tento qualche considerazione a volo e ala mia portata:

      ALE: lo stesso Stark ha raccontano quello che gli capitò a un incontro con un dirigente cinese. Questi gli riferì che, agli albori della modernizzazione introdotta – dopo feroci lotte di piazza e di potere – da DenXiaoBing (non se è la traslitterazione più recente e corretta), fu chiesto a cento accademici cinesi di studiare a fondo perché la modernità, la vera “rivoluzione cultruale”, che fu agraria, scientifica, industriale, culturale (l’Illuminismo), politica avesse avuto luogo in Occidente. I cento maggiori esperti cinesi in tutti i rami dello scibile si msiero per qualche anno a studiare – in piena libertà – e a fare confronti: dopo tutto, la Cina ha inventato (si vanta) il 50% delle cose di cui fruiamo oggi! – è la tesi sino-centrica che vede la Terra di Mezzo, quella vera, come cuore di tutto. (Il primo telaio meccanico pare fosse stato costruito in Cina: l’artigiano si presentò al primo imperatore cinese, Quin ShangDzi (se trascrivo bene), che lo fece decapitare seduta stante perché quel marchingegno metteva in crisi i lavoratori del settore). La conclusione fu che l’unica diferenza significativa, a parità o equivalenza di tutti gli altri fattori, era la religione cristiana: e i dirigenti cinesi, in una civiltà improntata all’etica confuciana, non esitarono a riternere più che probabile che una mentalità che informa un’intera cultura possa determinare svolte decisive nella storia. Peraltro, questo non toglie le tesi non alternative, ma “integrative” più diverse e suggestive. come il fatto, sostenuto, fra gli altri, da Derrick De Kerkhove – il discepolo di Marshall McLuhan: un altro dei grandi convertiti al cattolicesimo dal protestantesimo -. per cui il sistema di scrittura ideografico e la struttura linguistica del cinese mandarino hanno forgiato in modo determinante il modo di pensare cinese. (Ne sa qualcosa il mio conterraneo, il Beato Gabriele Allegra, che, si capisce, lavorando con un’équipe, tradusse in cinese la Bibbia: un’opea che gli stessi cinesi lodarono come unì’impresa pari,. in campo culturale, alla costruzione della Grande Muraglia, bensì fatta per abbattere, stavolta, un muro fra culture).

      SKANDERBEG: lo stesso discorso vale per il Giappone, che è giunto alla modernità con la sua rivoluzione culturale”, cioè, la guerra civile del 1868 che portò alla Restaurazione Meiji, ristabilendo l’autorità nelle mani dell’imperatore, del tenno sullo Shogun: si impose, così, con una “rivoluzione dall’alto”, la modernizzazione delle stutture produttive, mantenendo inalterata la struttura autoritaria del sistema politico e della società, con tutte le conseguenze che sappiamo. Non per nulla il modello europeo cui si ispirò il Giappone fu la Germania bismarckiana e guglielmina, da cui fu copiata la Costituzione. Il Giappone dovette scontare un senso di frustrazione di fronte all’imitazione di un modello civile più progredito. ma il Giappone aveva accolto, in passato, l’etica confuciana e il Buddhismo: il pragamatismo orientale, con la sua idea di fondo per cui tutto è illusione, era ben diverso dalle chiusure di una cultura come quella arabo-isamica, che ha fatto solo conquiste – armate – di civiltà più evolute delle cui risorse materiali e ricchezze culturali appropriarsi; ma, fatto questo, non ha mai espresso nulla di proprio e di originale.

      CISCO: i giudizi sul capitalismo possono dssere contrastanti, ma, per es., ai francescani che si occuparono di economia e “teoria della moneta” nel Seicento, in seguito alla famosa “crisi dei prezzi” proprio in rapporto alla svalutazione della moneta e all’esaurimento delle riserve aurifere e d’argento delle miniere del Sudamerica, si devono riflessioni la cui importanza fondamentale è stata riconosciuta dagli storici dell’economia. In ogni caso, un conto è il giudizio sul Capitalismo, sui suoi effetti e sulle degenerazioni, un conto riconoscere il valore di un’opera storica.

      Quanto all’Islam, che dire? Io ho fatto osservare, in altre circostanze ai catto-islamisti che si attengono al polticamente corretto, come il millantato credito dei “debiti” presunti dell’Occidente contrasti, ad es., con un dato di tutta evidenza: che dei famosi “prestiti” o “doni” fatti agli altri l’Islam non si sia mai giovato. Ciò di cui non si può far torto a complotti e altro di matrice – per restare sul “fraterno” – giudaico-cristiana. E infatti, le profonde e sballate ricerche degli storici islamici e pro-islamisti si arenano sempre lì: perchè mai, dopo il XV secolo – dopo la caduta di Constantinopoli: e dopo che l’Occidente, divenuto il Mediterraneo un lago controllato dai popoli dei deserti d’Arabia e d’Asia, si volse altrove e diede il via alla rivoluzione geografica, scientifica e industriale -, la civiltà araba si è fermata nel suo “sviluppo”?
      E allora si scopre, come accaduto – con sgomento visibile – a Bernardini su Rai3 l’altra mattina, che i decantati tesori della sapienza islamica non erano “tesori” spontaneamnmete porti dalla traboccante cornucopia della sapienza maomettana, ma testi greci, principalmente, oltre che di altre civiltà pre-islamiche, tradotti da cristiani, ebrei, sabei, zoroastriani, non certo da tìdotti islamici; che la cosiddetta Casa della Sapienza di Baghdad, che sarebbe un modello di tolleranza islamica, era una biblioteca in cui dotti, nessuno dei quali islamico, si incontravano e confrontavano come avevano sempre fatto e che i Califfi, ignoranti come capre, tenevano come una sepcie di gineceo per intellettuali: giardino del sapere che sfionì quando si scoprì che era un lusso inutile, tutto quello che c’era da imparare si faceva prima a comprarlo o a razziarlo agli altri; ancora, che, per es., il numero zero, dovuto all’India pre-islamica, fu patrimonio di pochi intellettuali, musulmani, certo, che coltivavano i rispettivi interessi senza ricadute sociali. Tutte queste cose, fra l’altro, si trovano anche nei libri di Stark.
      Scusate e buona lettura dei libri di Stark e altri, se vi interessa qualche altra cosa da leggere su argomenti così attuali.

  8. Skanderbeg scrive:

    Il punto di svolta nella storia mondiale è stato il 1400 e le prime grandi esplorazioni ed è primo qui he si coglie la differenza tra la mentalità europea incline al rischio, all’intraprendenza e alla sete di conoscenza e l’attitudine asiatica. Non tutti sanno infatti che i cinesi furono i primi a realizzare navi in grado di solcare gli oceani: nei primi decenni del ‘400 proprio quando i portoghesi iniziavano a mettere il naso nell’Atlantico l’imperatore cinese ordinò all’eunuco Zheng He di esplorare le coste a occidente del Paese di Mezzo. Una flotta imponente di navi cinesi raggiunse l’Indocina, le Filippine, l’Indonesia, l’India fino all’Arabia e alle coste africane delle attuali Somalia e Tanzania riportando in patria informazioni, trattati commerciali, doni e merci esotiche. Ma i nuovi imperatori abbandonarono tutto, giudicando non interessanti le nuove terre! Ecco che si coglie lo stacco con la mentalità occidentale propensa all’esplorazione e alla scoperta: se solo i cinesi avessero proseguito verso ovest avrebbero trovato l’Europa e chissà pure il Brasile molto prima degli europei e conquistato il mondo al posto loro.
    Per quanto riguarda la civiltà islamica, credo che fosse quella che partiva con le migliori possibilità e infatti inizialmente raggiunse traguardi importanti. La posizione geografica la metteva a contatto con tutte le altre civiltà conosciute: Europa, India, Cina e Africa e non è un caso se è con la mediazione di questo mondo che sono arrivate in Europa le invenzioni cinesi e indiane. Si trovava nel territorio abitato da quasi tutte le antiche civiltà e poteva attingere da queste per sviluppare le proprie conoscenze ( e infatti gli arabi tradussero e salvarono molte opere greche poi riprese in occidente. Tra gli arabi nacque un’embrionale scienza applicata inizialmente alla stessa religione islamica (nella forma di critica testuale e del diritto, ‘ilm ulfiqh) e sorsero pensatori originali che influenzarono lo stesso Occidente (Avicenna Averroé). Ma anche qui tutto si bloccò e cominciò una stagnazione lunghissima che secondo alcuni continua fino ad oggi: nel 1254 fu considerata chiusa la “porta dello sforzo” si disse ciò che la riflessione teologica, giuridica e scientifica sul l’islam era completata. Da allora in poi la porte si chiuse anche alla filosofia e alla scienza che nasceva in occidente come anche agli influssi esterni.
    Sopra si citava l’Impero Ottomano ebbene io non sono un esperto di storia ottomana ma non mi viene in mente nessuna grande conquista scientifica/umanistica di quei 4 secoli. Andatevi a vedere l’atteggiamento nei confronti della stampa e quanti secoli ci hanno messo per accettarla e poi ditemi voi…
    Comunque mentre tutte le altre civiltà hanno accettato più o meno effettivamente la forma mentis occidentale in quel mondo si fronteggiano a tutt’oggi i fautori di un assorbimento delle categorie occidentali e chi invece sostiene un ritorno alle origini più ancestrali dell’islam. Lo scontro cui stiamo assistendo oggi in quasi tutti i paesi islamici deciderà che ne sarà di quel Mondo

  9. Fran'cesco scrive:

    Mi hanno consigliato il libri di Stark sulle crociate. Un grande! Soprattutto se penso a tutte le balle che ci hanno propinato libri di scuola e giornali di regime in questi ultimi anni… Leggete e diffondete il vero sapere

  10. Silvia scrive:

    Il libro lo dovrebbero leggere quegli irresponsabili politici europei che hanno voluto negare le origini cristiane dell’Europa, e che tutt’ora non riconoscono il valore del modello sociale europeo rispetto a quello culturale islamico.
    E’ incredibile come tanti nn riescano a fare tesoro degli insegnamenti della storia.

  11. Emanuele scrive:

    Condivido le tesi contenute nell’articolo ma attenzione all’autocelebrazione. “L’occidente” è entrato in cina con oppio e corruzzione, nelle americhe con la spada, in giappone con le cannonate, in africa con le colonie e la schiavitù, in india con lo sfruttare le debolezze di una civiltà divisa in caste, in sudafrica con il razzismo…. e si potrebbe continuare per molto fino all’enorme sfera di sale che racchiude i resti degli “esperimenti” nucleari di mururoa.
    Credo che abbiamo molto su cui riflettere

    • Raider scrive:

      Per quanto riguarda la storia, c’è da stare attenti soprattuto oggi che si scarica sull’Occidente ogni responsabilità di cose che andrebbero analizzate nel dettaglio: cos’erano la Cina, le Americhe, l’india – altro che apartheid! – e l’Africa prima che arrivassero gli Occidentali, andrebbe studiato a fondo, prima di emettere giudizi frettolosi; ma, certo, politicamente corretti. Come si demonizzano Crociate e Cristianesimo, senza vedere come andarono le cose e chi, semmai, ha condotto per secoli jihad per sottomettere l’Europa, così occorre riflettere sulla storia senza sottostare al pregiudizio anti-occidentale tanto di moda.

  12. Emanuele scrive:

    La trave nel proprio occhio è sempre invisibile.
    Credo che percorrere la strada che unisce sia cosa buona.

    • Filippo81 scrive:

      Gentile Emanuele nessuno vuole nascondere o minimizzare gli errori, i gravi errori compiuti dagli Europei nel mondo,ma non dimentichiamo che il “buon selvaggio”, mito tipico della dominante cultura radicalborghese non è mai esistito.Schiavismo,sfruttamento, violenza ,arretratezza economica, misoginia, tirannia, cannibalismo ,oppressione sociale, ecc erano fenomeni 100 volte più diffusi nel Terzo mondo rispetto al nostro Continente, tanto per fare un’esempio.Non autoflagelliamoci, l’Europa è stata ed è tutt’ora all’avanguardia in tantissimi campi, grazie proprio alla Tradizione Cristiana ,Cattolicesimo ed Ortodossia in primis, che sono secondo me le vere Esperienze Cristiane.Tali Esperienze se vissute sinceramente sono la strada che unisce, più di ogni altra.

      • Emanuele scrive:

        Chi ha mai parlato di autoflagellamento? Certo che le nostre radici cristiane sono la nostra base e la nostra salvezza. Io dico solo che prima di ipotizzare superiorità occidentali bisognerebbe pensare agli errori commessi. Ripeto cercare la via che unisce è la strada buona

  13. Emanuele scrive:

    Il bastone nel proprio occhio è sempre invisibile.
    Credo che percorrere la strada che unisce sia cosa buona.

    • Raider scrive:

      Non è chiaro a chi né a che si riferisca Emanuele, ma è chiaro che la cecità ideologica impedisce di accorgersi che richiamare alla necessità di “rivedere” – è il caso di dirlo – la storia dell’Occidente in maniera non soggetta alle letture del politicamente corretto significa proprio cercare quella strada che unisce e che, diversamente, sarebbe difficile vedere anche solo di sfuggita. e, invece, sio teme di scoprire che, con tutti i suoi errori e orrori, che non sono solo una prerogativa occidentale, l’Occidente cristiano ha aperto la strada all’attuale configurazione del mondo, piaccia o no; cui, piaccia o no, è un fatto che tendono con tutte le loro forze anche coloro che combattono l’Occidente.

      • Emanuele scrive:

        Quale cecità ideologica intravede nel mio pensiero? Quale oscura idea mi rende cieco? Le assicuro che si sta sbagliando. Come ho detto in precedenza condivido le tesi contenute nell’articolo. Vero è peró che prima di ipotizzare superiorità occidentali sarebbe cosa buona riflettere sugli errori che l’occidente ha commesso. Riflettere e pensare sugli sbagli, sulle azioni sbagliate che nel corso dei secoli l’occidente ha commesso. Lei mi sta dicendo che questa è cecità ideologica? Questo è pensiero riflessivo e fertile perchè certi errori non vengano ripetuti. Volutamente uso un linguaggio semplice e non ricco di citazioni o lezioni storiche perchè sia di facile comprensione.

  14. Emanuele scrive:

    Per chiarirsi, io sposo in pieno le tesi dell’articolo. All’inizio dell’articolo viene detto: “Il ragionamento di Stark, evidenziato da Mieli, è che sono le idee a fare la differenza. E che è il mondo occidentale, basato sulla cultura greca prima e cristiana poi, ad aver dato linfa allo sviluppo.” Quale migliore frase per descrivere la grande forza del nostro pensiero. Il mondo non occidentale desidera i nostri prodotti. Siano macchine, ideologie o modelli di sviluppo. La cina per esempio: ha inglobato marxismo e capitalismo ma la cosa di cui ha più paura è la libertà di pensiero. Sono le idee a fare la differenza. Il mondo islamico: brama i nostri architetti e gioisce nel possedere i gioielli ingegneristici che noi produciamo ma la cosa di cui ha più paura è la libertà di pensiero. Sono le idee a fare la differenza. Spero di aver fugato i dubbi su chi vede pericolose nubi di cecità ideologica aggirarsi all’altezza dei miei occhi

    • Raider scrive:

      Io non le ho attribuito niente, Emanuele, siccome non era chiaro cosa intendesse lei e a chi si riferisse per spingerla a mettere in guardia dal non vedere travi nei propri occhi, ho interpretato il suo come un richiamo rivolto a tutti e a nessuno. Quindi, io non ho fatto altro, come lei auspicava, che seguirla su questa strada che unisce: e ho inteso sottolineare questo proprio perché a essere visto in modo pressoché univoco come responasbile di tutti i mali dell’umanità sia l’Occidente, qualunque sia la definizione su cui dividersi in proposito; e come in questa condanna sommaria il Cristianesimo sia ritenuto corresponsabile e anzi, braccio religioso della tracotanza imperialistica; e nello stesso tempo, lo si accusa di non avere recato alcun contributo e semmai, di avere ostacolato in tutti i modo il progreso materiale e civile, prima, dell’Occidente, poi, del resto del mondo in cui Cristo veniva annunciato dai missionari.
      Contro – contro: sì – questa grossolana vulgata laicista, da un lato e anti-cristiana, dall’altro, ho auspicato una maggiore attenzione alla conoscenza storica, perché i cristiani sono i primi a identificare il Cristianesimo nel suo ruolo strorico con una versione politicamente corretta di Crociate, Inquisizione, conquista dell’America.
      Quindi, Emanuele non si preoccupi di chi non ha mai visto nubi intorno ai suoi occhi; e semmai, veda di non soffiarne – senza volerlo – sugli occhi degli altri.

  15. Emanuele scrive:

    Quindi quando dico che l’occidente deve riflettere sui propri errori prima di rivendicare la propria superioriotà, sto soffiando nubi ideologiche sugli occhi di inconsapevoli lettori? È questo che mi sta dicendo? Sarei io il cieco ideologico? Mi faccia un piacere: scenda dal suo piccolo piedistallo, ne guadagnerà in sapienza e chiarezza di linguaggio.

    • Raider scrive:

      No, quindi lei mi ha attribuito quello che io non ho detto e perdipiù, tira dalla sua “inconsapevoli lettori” quando questi altri cui si rivolgeva in modo così generico e vago, a quanto pare, ero io, come è chiaro malgrado la chiarezza di sapienza, di linguaggio e di intenti da lei mostrati. Chiarezza di sapienza e di lingaggio di cui non ho minimanente discusso, mentre vedo che lei tiene particolarmente a scendere sul piano dei piedistalli su cui pone me.
      Chiarito, quindi, che quello che non c’era bisogno di chiarire – la necessità di una riflessione sugli errori dell’Occidente, che, condotta in modo pressochè esclusivo e secondo tutti i crismi del politicamente corretto, ha prodotto frutti come quelli che richiamavo sul piano storiografico – le permette di chiarire quello che le premeva, cercare di fare un po’ di polemica tanto per restare sulla “strada che unisce”, la lascio a polemizzare da solo come meglio le viene e con chi le va.

      • Emanuele scrive:

        Sono lieto di averla fatta arrabbiare. A presto e Buon Natale

        • yoyo scrive:

          Caro Emanuele, l Occidente riflette dalla mattina alla sera sui suoi errori, basta essere studenti per saperlo. Ogni tanto vorrebbe un po di carezze.

        • Raider scrive:

          Che lo scopo che si era prefisso fosse questo, si era capito. Che la sua presunzione e malafede si accontentasse così facilmente da contare su arrabbiature che vede solo lei con più di una trave nell’occhio, non c’era da dubitare.

          • Emanuele scrive:

            In malafede sarà lei. Se le basta un pizzico di ironia per vedere persone in malafede è messo molto male. In fondo se non accetta pareri o idee diverse dalle sue sono problemi suoi. Le guerre nascono da queste posizioni. Chi è aperto all’idee del prossimo vive in pace e ogni tanto si fa pure una bella risata.

  16. Emanuele scrive:

    Ps: no, la presunzione e la malafede non erano gli scopi del mio contributo in questa chat

    • Raider scrive:

      A riprova che lei ha sbagliato tutto, sono venute fuori lo stesso, in modo del tutto spontaneo e naturale, sia la presunzione che la malafede.
      Io avevo definito la visione cristiana dell’uomo, del mondo e della storia superiore alle altre tradizioni; e lei, Emanuele, pur dicendosi d’accordo con l’articolista, ha tenuto a puntualizzare qualcosa che poteva essere ritenuto implicito in quello che in tanti – me compreso – avevano postato.
      Quindi, le è stato dato modo di chiarire – non essendoci motivo di presumere che vi fosse alcunché da sdrammatizzare ironicamente, come tenta di fare ora che non si è accorto che è troppo tardi per metterla sul faceto – il senso di quello che diceva: perché lo diceva. E il perché delle sue parole era un per chi: ma ora che lei ha chiarito di essere andato oltre le sue intenzioni, il perché lo ha fatto spiega meglio delle sue parole chi è lei.

      • Emanuele scrive:

        Senta, si firma Raider (io perlomeno ho inserito il mio nome vero), mi sembra un po’ permalosetto e perdipiù non risponde nel merito dei miei interventi ma su come io dovrei essere secondo la sua personalissima visione. LEI HA DEI PROBLEMI. Mi creda si calmi e invece di perdere tempo con articolatissime risposte per definire chi e cosa sono io (legga si facci ai fatti suoi su chi sono io) si beva una bella birra o esca a fare due passi.

  17. Emanuele scrive:

    Esco da questa chat perchè il suo sparlare mi ha semplicemente stufato.

  18. Emanuele scrive:

    Ps: mi scuso con tutti per aver tediato la chat con questi inutili ultimi commenti che sono intercorsi tra me e il sig. Rider. Dico solo che diavolo significa dividere dal greco dia+ballo e per questo motivo cerco ció che unisce rispetto a ció che divide. Auguro una buon Natale sincero a tutti

    • Raider scrive:

      Faccia lei, come ha fatto fin qui e con tutto quello che ha detto di me. Lei è liberissimo di uscire e passeggiare e postare dove vuole, ma questo non le dà il diritto di ritenere che lei unisce e qualche altro divide. Io avevo scritto che ritengo la visione del mondo e dell’uomo espressa dal Cristianesimo superiore a quella di altre tradizioni religiose: si può discuterne, è politicamente scorretto, ma la cosa non le è piaciuta. Dopodiché, i suoi inteventi sono passati dalla “strada che unisce” a attacchi personali: come l’ultimo, grave quanto gratuito, che mi lancia addosso, per resatre alla permalosità del mio carattere, quando io non ho mai discusso del suo.

      • Emanuele scrive:

        Mi scuso se l’ho offesa. Quando mi si da del cieco ideologico mi infervoro! Ma ho sbagliato a rispondere così e le chiedo scusa. Cmq condivido il suo pensiero in linea di massima anche se avrei delle obbiezioni dal punto di vista storiografico. Ma lasciamo perdere per carità altrimenti siamo punto e a capo. Posso dire che lo strumento della chat con la sua genetica assenza del linguaggio non verbale, non aiuta nella comprensione tra individui. Le auguro buon Natale.

        • Raider scrive:

          Prendo atto che lei si è reso conto come non vi fosse alcunché di personale nelle mie parole, della cui durezza, tuttavia, mi rendo conto e di cui mi scuso; e ricambio sinceramente i suoi auguri di Buon Natale, Emanuele.

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