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Affitti, Piran (Sicet-Cisl): «Bene la norma sulla tracciabilità»

dicembre 14, 2013 Chiara Rizzo

Secondo il segretario del sindacato Sicet «l’obbligo di tracciabilità è un’efficace misura di contrasto all’evasione degli oltre 700 mila affitti in nero. E tutelerà di più gli inquilini»

Un emendamento presentato dal Pd alla legge di Stabilità prevede che non si potranno più pagare gli affitti in contanti. Il segretario generale di Sicet-Cisl (il sindacato degli inquilini) Guido Piran si dice soddisfatto parlando con tempi.it: «Finalmente un’efficace misura di contrasto all’evasione negli affitti che con oltre 700mila locazioni in nero porta una perdita di gettito di quasi 2 miliardi di euro all’anno».

C’è il rischio che fatta la legge, ora si trovi un nuovo inganno e che i locatari in nero cerchino però forme di contratto che li tuteli dal dover pagare più tasse?
C’è una legge fisica che prevede una reazione ad ogni azione. Ma uno dei problemi nel nostro paese è l’eccesso di denaro in contante: ciò genera l’evasione, e ovviamente la mancanza di tracciabilità è la strada maestra per evadere. La misura della tracciabilità non l’abbiamo inventata noi, ma è nelle normative di ogni organismo internazionale. Il Parlamento ora ha recepito giustamente una nostra proposta. Negli ultimi due anni è stata introdotta la cedolare secca: un proprietario che ha un reddito sui 38 mila euro anno si è visto dimezzate le imposte sugli affitti, l’eliminazione delle spese per il bollo e il taglio di altre spese: l’emersione dal nero con l’adozione di queste misure è stata pari allo zero. La stessa legge che introduce la cedolare secca, prevede che chi ha un affitto in nero e si autodenuncia, ha la possibilità di pagare un affitto pari ad un terzo di quello che pagava in nero. Queste misure hanno avuto effetto zero o quasi. Adesso è stata aggiunta quest’altra misura: non sarà miracolosa, ma tenta di ridurre questo fenomeno, che non solo distoglie soldi allo Stato in tasse non pagate, ma diffonde una illegalità nei rapporti di locazione che crea molti problemi, anche nella convivenza quotidiana. Nei nostri uffici seguiamo un numero spaventoso di contenziosi causati dai problemi con l’affitto in nero per gli inquilini e credo che la maggioranza dei contenziosi negli studi legali civili sia legata a questo stesso problema. Questa norma introduce una regola di civiltà.

Insistiamo: è possibile che adesso i locatari si rifaranno sui loro inquilini alzando i canoni? Sono previste delle tutele per gli inquilini?
Non ci sono nuovi elementi al riguardo in questa legge, ma se si paga con strumenti tracciabili, si sarà più tutelati. Chi paga l’affitto in nero, può subire ritorsioni dal proprietario e aumenti del canone, quindi in realtà rafforzando il comportamento legale si tutela di più l’inquilino. La giustificazione che siccome gli affitti diventano regolari allora deve essere innalzato non vale.

Nei mesi passati avete incontrato il Governo. Che tutele per gli inquilini avete chiesto?
Abbiamo chiesto una riforma della legge 431, che regola le locazioni abitative per i privati, che a nostro avviso non va bene perché non esiste in tutta Europa una legge con così poche limitazioni e che lascia l’inquilino come parte così debole. Per esempio si potrebbe prevedere che i contratti di locazione per l’abitazione principale, compresi i prezzi, siano regolati, con norme simili al vecchio equocanone. Da quando è stato abolito sono aumentati gli affitti ed è aumentato il ricorso al nero. Noi chiediamo che venga attuata una nuova normativa sullo stile degli altri paesi europei, dove la determinazione del canone viene contrattata e fissata con gli enti sul territorio, dove i comportamenti legali vengono premiati dagli enti locali con l’impegno al contenimento dell’affitto, attraverso l’abbattimento di aliquote per chi ha contratti regolari. È un meccanismo che, grazie ad accordi con le amministrazioni comunali, è già in atto in diverse città, come Bologna o Torino. E in queste città ci sono molti proprietari che ridiscutono i contratti a prezzi più bassi in cambio della sicurezza di incassare tutti i mesi.

E cosa vi ha risposto il Governo?
Stiamo discutendo con il ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi per introdurre più meccanismi premiali per gli atteggiamenti legali di locatari e inquilini. Le famiglie che sono in affitto – lo dicono i dati Bankitalia e Istat – sono le più povere, e l’80 per cento ha un reddito familiare lordo complessivo inferiore a 30 mila euro l’anno. Queste famiglie vanno aiutate, così come vanno sostenuti di più anche i giovani. Anzi, a mio avviso prima ancora che per comprare la prima casa, i giovani andrebbero aiutati negli affitti, una misura più utile dato che anche lavorativamente i giovani hanno più bisogno di spostarsi di frequente, anche per ragioni di studio. Nel resto d’Europa, prendo ad esempio particolare il caso di Berlino, gli affitti per studenti e i giovani lavoratori sono più bassi e questo richiama moltissime persone da tutto il resto dell’Europa. Da noi accade l’opposto e dove ci sono gli studenti si cerca di spremerli con affitti in nero più cari. Noi vogliamo solo rendere più civile questo paese.

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1 Commenti

  1. maurizio says:

    Quando il vampiro ha bisogno di sangue prima succhia quelli vicini e piu deboli poi quando il sangue scarseggia attacca quelli piu forti….noi vittime primarie dovremmo sostenere coloro che hanno la capacità di opporsi alla bestia non assecondarla e sostenerla.

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