Wojtyla sarà beato il 1° maggio, Carlo Caffarra minacciato di morte

Si terra’ a Roma il prossimo 1 maggio 2011 la beatificazione di Giovanni Paolo II. Lo ha annunciato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi dopo che Benedetto XVI ha firmato il decreto che riconosce il miracolo attribuito a Papa Wojtyla. Intanto, martedì sera, è arrivata una telefonata anonima al 113: «Uccideremo il cardinale Caffarra»

Benedetto XVI ha firmato oggi il decreto che riconosce il miracolo attribuito a Papa Wojtyla che, come annunciato da padre Lombardi, sarà proclamato beato a Roma il prossimo primo maggio. «La sua vita e il suo Pontificato sono stati percorsi dalla passione di far conoscere al mondo intero in cui egli è vissuto la consolante ed entusiasmante grandezza della misericordia di Dio: di questa il mondo ha bisogno. Perciò, giustamente, avremo la gioia di celebrare la Beatificazione solenne nel giorno in cui egli stesso ha voluto che tutta la Chiesa rivolga il suo sguardo e la sua preghiera a questa Divina Misericordia».

Lo afferma il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi ai microfoni della radio Vaticana. «Con l’approvazione da parte del Papa del decreto su un miracolo avvenuto per intercessione del Servo di Dio Giovanni Paolo II la Chiesa riconosce che Karol Wojtyla ha dato una testimonianza eminente ed esemplare di vita cristiana, è un amico e un intercessore che aiuta il popolo in cammino a rivolgersi a Dio e ad incontrarlo». «Per quanto straordinarie – continua padre Lombardi – non sono quindi tanto le opere di Giovanni Paolo II ad attirare oggi la nostra attenzione, quanto la loro sorgente spirituale, la sua fede, la sua speranza, la sua carità».

Intanto, l’arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra ha ricevuto minacce di morte. Alle ore 19.29 di martedì è arriva una telefonata anonima al 113, partita da una cabina telefonica di via Murri. «Uccideremo il cardinale Caffarra». La Digos e alcune volanti hanno subito perlustrato la zona, ma senza risultati. Stando a quanto oggi riferisce la Questura, la voce che ha pronunciato la frase minatoria era una voce maschile concitata, senza inflessioni dialettali, appartenente probabilmente ad un uomo di mezza età.

È la prima volta che il cardinale viene fatto oggetto di minacce di morte così dirette ed esplicite
anche se nelle ultime due settimane sono arrivate in Curia, email e fax, contenenti offese e frasi ingiuriose riferite all’arcivescovo. Già un anno fa, nel dicembre 2009, al centralino della polizia era arrivata una telefonata anonima analoga, contenente anche in quel caso minacce nei confronti di Caffarra. Ora la Digos sta svolgendo accertamenti per verificare se si tratti della stessa voce. Al momento non si scarta alcuna ipotesi, a cominciare da quella del mitomane. In ogni caso, la minaccia non può certo essere presa sotto gamba e le autorità competenti stanno affrontando il problema della sicurezza del cardinale, studiando la soluzione migliore per garantire la sua incolumità.