Vittime della contraccezione. Le famiglie: «Doveva essere una “pillola miracolosa”. Invece mia figlia è morta»

Secondo i dati che hanno raccolto, la Bayer ha già speso 1.6 miliardi di dollari per risarcire 6.800 persone gravemente lese e le famiglie di 100 donne decedute dopo aver assunto la Yaz

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Abbiamo già raccontato il paradosso della pillola che servirebbe alle donne per “proteggersi” dalla gravidanza ma che ha ucciso o leso gravemente la salute di migliaia di loro. Ora le famiglie delle vittime si sono unite e hanno deciso di raccontare il loro calvario. Secondo i dati raccolti dalle famiglie, la Bayer ha già speso 1.6 miliardi di dollari per risarcire 6.800 persone gravemente lese e le famiglie di 100 donne decedute dopo aver assunto la Yaz. Mentre la Merck & Co. ha speso 100 milioni per risarcire 3.800 donne lese e 83 famiglie in lutto a causa del Nuvaring. Nonostante questo, i loro contraccettivi sono ancora in commercio.

SOGNI O INCUBI? Con un filmato (“Addolcire la pillola”) ripreso dal Guardian hanno deciso di informare le donne sui reali effetti della contraccezione. «Ci siamo rivolti alla Fda e ci dissero che non avevano fondi per affrontare tutto questo. Ma mia figlia è morta, dissi. Cosa devo fare?», spiega il padre di Brittany Michelle Malone, che morì nel 2012 a 23 anni. Nel video appare Cecile Richards, leader del colosso dell’aborto e della contraccezione Planned Parenthood, che afferma: «La pillola ha cambiato completamente la capacità della donna di raggiungere i suoi sogni». I racconti che seguono sembrano invece incubi.

«PRENDI LA PILLOLA?». Michael Jane Alexander aveva solo 20 anni quando le fu prescritta la Yaz. Racconta la madre: «Ricordo il giorno in cui salì in macchina e mi disse: “Il medico mi ha dato la pillola che protegge dalla gravidanza, dalle sindromi premestruali e che combatte l’acne”. Questa per lei era la “pillola miracolosa”». Dopo poco Michael Jane collassò: «Nostra figlia era morta (…). Ognuno deve scegliere ma è un diritto fare una scelta informata». Karen, madre di Erika Langhart, che a 24 anni collassò nel suo appartamento in Virginia, ricorda «gli attacchi cardiaci. E in ospedale le chiesero se prendeva la pillola contraccettiva». Il padre della ragazza, Rick Langhart, rammenta invece «i suoi occhi spalancati, a causa della morte cerebrale». Le sorelle di Brittany Michelle Malone aggiungono: «Ci disse che non aveva voglia di venire a ballare. Ci sembrava strano», ma «ci spiegò che il cuore le batteva forte. Poi i suoi occhi si rovesciarono». Devon Bell, invece,  sì salvò per un pelo: «“Prendi la pillola contraccettiva?”, mi chiesero in ospedale. “La buona notizia è che sei qui”».

COME LE SIGARETTE. La dottoressa Kelly Brow, intervistata, fa notare che «quando usi un farmaco e lo somministri alla popolazione sana è facile dimenticare che ci si sta sottoponendo a un trattamento medico». Eppure, nonostante le famiglie delle vittime si siano ritrovate nel 2013 a Washington per un’interrogazione in merito ai due contraccettivi e alle relative case farmaceutiche, pare non sia cambiato nulla. Nel video la signora Langhart domanda ai politici e agli amministratori delegati della Bayer e della Merck & Co.: «Nostra figlia è morta a causa di un attacco di embolia polmonare e di ictus. Volete continuare a considerarlo un medicinale con effetti collaterali accettabili?». Imbarazzato il Ceo della Merck & Co. risponde a bassa voce: «La pillola è stata classificata e vagliata in modo appropriato». Eppure, su un bugiardino lungo quasi un metro e scritto fittissimo, la parola trombosi appare solo una volta. «Trombosi e problemi vascolari e… non si riesce nemmeno a capire cosa c’e scritto. Qui ci vorrebbe solo una bella scritta sulla scatola, come si fa per le sigarette! Questo potrebbe ucciderti».