Visto che non glielo dice nessuno, Monti si fa i complimenti da solo

Il governo Monti compie un anno e sul sito di Palazzo Chigi si autocelebra: «L’Italia è diversa, più consapevole, responsabile e credibile di un anno fa».

Dopo un anno di Mario Monti al governo, il premier italiano si dà i voti e con una nota sul sito di Palazzo Chigi afferma che l’Italia «ha intrapreso profonde trasformazioni». «Questo Governo – si legge nel documento – è nato sull’onda dell’emergenza, trovandosi di fronte ad un bivio drammatico: lasciare affondare il Paese o sforzarsi di uscire dalla palude. Tra questi due estremi il primo passo è stato compiuto ed è quello del risanamento che era condizione preliminare per ogni altro obiettivo e anche necessario a evitare che l’Italia, per la sua dimensione, non determinasse un cambiamento dello scenario europeo, e forse mondiale, degli avvenimenti economici e finanziari. Forse oggi, senza le politiche di rigore messe in atto dall’esecutivo non ci sarebbe più l’Eurozona».

SACRIFICI PESANTI RECEPITI. Per raggiungere l’obiettivo del risanamento «il governo ha cercato di rappresentare la realtà ai cittadini spiegando senza contraffazioni e con un linguaggio di verità la situazione e i rimedi adottati – continua il documento – Non sono state fatte promesse, né alimentate illusioni ma richiesti sacrifici, anche pesanti. Ma questi sono stati recepiti proprio per il momento drammatico che l’Italia ha attraversato. Solo un consapevole e trasparente senso della realtà può dare speranza e fiducia per l’avvenire. Prova ne è stata il pagamento dell’Imu, una tassa certamente non gradita, ma che è stata pagata da tutti indistintamente, raggiungendo gli obiettivi che il governo si era prefisso».

VERSO NUOVE TASSE? Grazie a questi sforzi, conclude il documento, «l’Italia è diversa, più consapevole, responsabile e credibile rispetto ad un anno fa. E naturalmente, mentre si va consolidando in una posizione di maggiore sicurezza, la strada da compiere per riportare il Paese su un sentiero di crescita virtuoso e sostenibile è ancora lunga, ma gli sforzi intrapresi sono stati riconosciuti e accettati a livello internazionale. Quella che sta emergendo è un’Italia che non vuole limitarsi a recepire in modo passivo gli orientamenti politici dell’Unione Europea, ma che vuole contribuire sempre di più a determinare questi orientamenti».