Vi diranno che è il nuovo “Quasi amici”, ma il film di Hilary Swank (“Qualcosa di buono”) è l’opposto

“You’re not you” non potrebbe essere più lontano dalla brillante commedia francese. Malata di Sla nel film, Swank è fantastica. La sua retorica un po’ meno

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You-re-Not-You-poster-film-sla-swankL’hanno già definito il nuovo “Quasi amici”, ma “You’re not you”, (che uscirà in Italia con il titolo “Qualcosa di buono”), non potrebbe essere più lontano dalla brillante commedia francese. Tratto da un libro, il film narra la storia di una pianista malata di Sla, Kate, e della sua amicizia con una studentessa universitaria dalla vita parecchio confusionaria, Bec. Le due donne in breve tempo diventano così amiche che Kate sceglie Bec come depositaria delle sue volontà di fine vita.

DOPO “MILLION DOLLAR BABY”. Kate è una pianista e scopre i primi sintomi della terribile malattia suonando una Polonaise di Chopin. I movimenti delle dita non le appartengono più e la diagnosi è una sola. E tragica. A interpretare la protagonista c’è Hilary Swank, perfettamente calata nella parte, caratterizzata dal decadimento fisico e vocale causato delle peggiori forme di Sla. L’attrice è anche produttrice del film, dimostrando ancora una volta interesse per quelle tematiche in cui già si era calata interpretando la protagonista di “Million Dollar Baby”.

SEMPRE MENO AUTONOMIA. Per tutta la prima parte del film lo spettatore può godersi la bravura della Swank che mostra la vita di un malato di Sla. L’autonomia diminuisce di giorno in giorno, fino al punto che Kate non può più truccarsi e deve dormire immobile di fianco al marito. La donna è bella, ricca, vive in una casa fantastica e ha un bel compagno. La sceneggiatura è talmente incentrata sulla performance della Swank che non ci si interroga sulla sua malattia fino a quando Kate non stringe amicizia con altri malati di Sla, che si trovano in una condizione di sofferenza peggiore.

QUASI NEMICI. La differenza tra “Qualcosa di buono” e “Quasi amici” è enorme. Nella commedia francese, Philippe è un tetraplegico destinato a rimanere fisso nella sua condizione, mentre Kate ha una malattia dalla quale non può aspettarsi che un epilogo tragico. Se Philippe il tetraplegico riscopre l’amore per la vita attraverso l’amicizia con il ragazzo della banlieue, Yasmin, Kate nel rapporto con Bec scopre che la sua è sempre meno una vita che vale la pena di essere vissuta. Nel giro di poco tempo la voce di Kate diventa un rantolo incomprensibile ai più, le crisi respiratorie si fanno più frequenti e il destino appare inevitabile.

TROPPA IDEOLOGIA. “You’re not you” inizia facendo ridere lo spettatore, a metà diventa un drammone da kleenex e termina ponendo interrogativi sul fine vita. Ma le aspirazioni sono un po’ troppe per un film solo e il tentativo di convincere lo spettatore che un respiratore equivalga a una violenza inaccettabile, ne fa una pellicola stucchevolmente ideologica. Peccato.

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