Venezuela, vescovi: «Ascoltate il grido del popolo, non rendetelo schiavo con promesse o regalie»

La Conferenza episcopale rivolge un messaggio ai leader: «Tutti compiano gesti significativi di misericordia e carità verso coloro che ne sentono veramente il bisogno»

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tratto dall’Osservatore Romano – «Tutto ciò che viene fatto a ciascuno dei fratelli che vivono in una situazione di vita peggiore, viene fatto a Gesù stesso»: è questo, in estrema sintesi, il messaggio rivolto ai leader politici e sociali ed economici inviato dalla Conferenza episcopale venezuelana. Nel testo, diffuso dall’agenzia Fides, i presuli hanno affermato che il Venezuela «è diventato una sorta di “terra straniera per tutti”, per la pretesa di voler impiantare un sistema totalitario, ingiusto, inefficiente, manipolativo, in cui è la regola il gioco di rimanere al potere a spese della sofferenza della gente».
La situazione nel paese sudamericano è sempre più drammatica, a causa della carenza di cibo, di medicine e di altri prodotti di prima necessità, oltre alla mancanza di energia elettrica che impedisce il normale sviluppo della vita quotidiana. Come confermato dal «National Survey» parlando delle condizioni di vita della popolazione, in Venezuela nove famiglie su dieci non hanno le risorse per accedere ai beni minimi necessari e non possono pagare il loro cibo quotidiano.

Nel messaggio i vescovi, ricordando la loro dichiarazione del 29 gennaio scorso, esortano tutti a non abbassare la guardia e a mantenere alta l’attenzione sul paese: «Ascoltate il grido del popolo. Sta chiedendo di essere ascoltato. Promesse o piccoli doni volti a rendere schiavi e rendere improduttive le persone non sono sufficienti. Non c’è tempo da perdere, è tempo di un vero cambiamento». L’episcopato venezuelano, nel ricordare che alla fine «saremo giudicati dall’amore con cui abbiamo vissuto e lavorato», hanno messo in guardia i leader politici sul potere che detengono, poiché «tutto il potere è effimero: come lo hanno ottenuto, potrebbero perderlo in qualsiasi momento».

Infine i presuli hanno esortato «a compiere gesti significativi di misericordia e carità verso coloro che sentono veramente il bisogno di un’espressione di tenerezza e solidarietà», in modo speciale durante la settimana che precede la Pasqua, e a tenere viva la memoria di coloro che sono stati uccisi per aver rivendicato i valori della democrazia nel paese. «Possa la luce e la saggezza dello Spirito santo — hanno concluso — accompagnarci per contribuire a uscire in modo giusto, pacifico e umano dalla crisi che colpisce tutti in Venezuela».
Foto Ansa

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