Niente servizio alle nozze gay. Agenzia fotografica Usa multata per discriminazione sessuale

Nel New Mexico, un giudice ha condannato due fotografi cristiani a pagare 6 mila dollari di risarcimento alla coppia di lesbiche che si erano rifiutati di immortalare

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Nel 2006 l’agenzia fotografica Elane Photography, del New Mexico, Stati Uniti, era stata denunciata per essersi rifiutata di realizzare un servizio fotografico a un matrimonio tra due lesbiche. I proprietari della società Jonathan e Elane Hagueni si erano rifiutatati di prendere le due donne come clienti perché l’evento da immortalare contrastava con la loro fede cristiana. La signora Vanessa Willock, una delle due “spose”, aveva portato l’agenzia in tribunale, chiedendo un risarcimento danni. Ora si è giunti alla sentenza e il giudice del New Mexico ha stabilito un risarcimento danni per la signora Willock di 6.637 dollari, sancendo che la coppia di fotografi ha discriminato sessualmente i suoi clienti. Il giudice Richard C. Bosson ha detto: «Questo caso insegna che a un certo della nostra vita dobbiamo saper compromettere un po’ i nostri valori per accogliere quelli contrastanti di altri». E ha aggiunto: «Questo compromesso riesce a tenere la nazione unita», specificando che d’ora in poi la Elane Photography dovrà elargire ai suoi clienti i servizi fotografici richiesti senza guardare a razza, sesso o orientamento sessuale.

LIBERTÀ RELIGIOSA. A difendere la Elane Photography ci penserà ora l’associazione “Alliance Defending Freedom – For faith. For Justice”, che ha fatto appello alla Corte suprema degli Stati uniti. L’Alliance Defending Freedom, fondata nel 1994, ha come scopo la difesa della libertà religiosa in tutti i contesti, dalla sacralità della vita a quella del matrimonio e della famiglia, e offre aiuto e consulenze legali. Sul caso dell’agenzia fotografica del New Mexico è intervenuta anche la Heritage Foundation, che si batte per la difesa del matrimonio nella sua forma tradizionale. «Sono molti i casi in cui il governo non ha rispettato le convinzioni degli americani», è il giudizio della fondazione. «I cittadini devono essere attenti a che il governo non discrimini coloro che sostengono la definizione storica di matrimonio».

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