Udienza generale, Benedetto XVI: «Quaresima, fare digiuno significa astenersi dal male e vivere il Vangelo»

Comincia oggi la Quaresima. All’Udienza generale il Papa ha parlato del suo significato e ha indicato tre gesti da compiere: «Il digiuno, l’elemosina e la preghiera». Il primo, spiega il Pontefice, richiede di «astenerci dal male e di vivere il Vangelo. Non digiuna veramente chi non si nutre della parola di Dio»

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Inizia oggi la Quaresima con l’imposizione delle ceneri. Joseph Ratzinger ha tenuto la sua catechesi settimanale sul suo significato. «La cenere benedetta ci ricorda la nostra condizione di creature, ci invita alla penitenza e ad intensificare l’impegno di conversione per seguire sempre più il Signore».

Il Pontefice ha sottolineato che la «Quaresima è un cammino, è accompagnare Gesù che sale a Gerusalemme, luogo del compimento del suo mistero di passione, morte e resurrezione; ci ricorda che la vita cristiana è una via da percorrere, consiste non tanto in una legge da osservare, ma nella persona stessa di Cristo, da incontrare, da accogliere, da seguire». Di seguito il Papa ha ricordato che è Gesù stesso ad invitarci a rinnegare noi stessi se vogliamo seguirlo: «Ci dice cioè che per giungere con Lui alla luce e alla gioia della resurrezione… anche noi dobbiamo prendere la croce di ogni giorno».

Benedetto XVI ha chiesto di meditare sul Vangelo, non come parola del passato ma come fatto presente, invocando, come si chiede nella Messa della prima domenica di Quaresima, «di crescere nella conoscenza di Cristo». Questa è una richiesta «perché sappiamo che solo Lui può convertire i nostri cuori». Infatti, è oggi che «Dio rivela la sua legge a noi e a noi è dato di scegliere oggi tra il bene e il male… oggi il regno di Dio è vicino… oggi Cristo è morto ed è resuscitato».

Il Santo Padre ha poi ricordato il significato delle domeniche di Quaresima, che sono «una stupenda catechesi battesimale rivolta a noi». La prima, ricordando le tentazioni vissute da Gesù, «ci invita a rinnovare la nostra decisione definitiva per Dio». La seconda ci dice che, come Abramo, siamo chiamati «a lasciare le sicurezze costruite, per riporre la nostra fiducia in Dio». La terza ci fa incontrare la samaritana che ci ricorda che solo l’acqua di Dio estingue ogni sete. La quarta, nell’esperienza del cieco nato, ci dice che «solo nel Battesimo siamo liberati dalle tenebre». Infine, la quinta domenica di Quaresima, «ci presenta la risurrezione di Lazzaro. Nel Battesimo noi siamo passati dalla morte alla vita».

Servono tre elementi per compiere l’itinerario di purificazione indicato dal Papa: «Il digiuno, l’elemosina e la preghiera», che sono legati tra loro. «Il digiuno significa astinenza dal cibo, ma prevede altre forme di privazione» ed è «il segno esterno di una realtà interiore, del nostro impegno, con l’aiuto di Dio, ad astenerci dal male e di vivere il Vangelo. Non digiuna veramente chi non si nutre della parola di Dio». Ma come ricorda San Gregorio Magno «il digiuno è reso santo dalle virtù che l’accompagnano, soprattutto dalla carità, da ogni gesto di generosità… La Quaresima, inoltre, è un tempo privilegiato per la preghiera».

Il Papa ha infine riportato le parole di san Giovanni Crisostomo: «Abbellisci la tua casa di modestia e umiltà con la pratica della preghiera… Così preparerai al Signore una degna dimora ed egli ti concederà di traformare la tua anima in tempio della sua presenza». Il Santo Padre ha concluso esortando i fedeli a stare «attenti a cogliere l’invito di Cristo a seguirlo in modo più deciso… per poter dire, come San Paolo, “Non vivo più io, ma Cristo vive in me”».

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