Ucraina, i filorussi: «Abbiamo rapito 4 osservatori Ocse». Intanto Poroshenko cerca di aprire un canale con la Russia

Il presidente ucraino: «Putin potrebbe mettere fine ai combattimenti, voglio dialogare con lui». Ma assicura il pugno duro contro gli insorti: «Terroristi che conducono una guerra contro il nostro paese»

Un uomo copre il corpo di una donna uccisa durante gli scontri a Donetsk

La situazione nelle regioni orientali dell’Ucraina continua a peggiorare. Viasceslav Ponomariov, il sindaco “popolare” di Sloviansk, una delle città in mano ai filorussi che qui sono la maggioranza, ha annunciato pubblicamente: «Il gruppo di quattro persone sparito a sud di Donetsk, sappiamo dove si trova e stanno tutti bene. Li avevamo avvertiti che non sarebbero dovuti andare da nessun parte per un po’ di tempo, però queste persone sono risultate un po’ troppo zelanti, non ci hanno ascoltato e sono stati arrestati».

200 OSSERVATORI CIVILI. I quattro sono di nazionalità estone, turca, svizzera e danese e secondo il leader dei ribelli potrebbero essere liberati nelle prossime ore: «Nessuno li ha “arrestati”, li abbiamo fermati. Quando chiariremo chi sono, dove andavano e a far cosa, li lasceremo andare» ha spiegato il sindaco popolare. La missione dell’Ocse in Ucraina è iniziata a marzo, e oggi impiega 280 persone, di cui 200 osservatori civili da 41 paesi diversi, Italia compresa. Un altro gruppo di osservatori “rapito” in precedenza dai filorussi, e che comprendeva un’italiana, ha fatto normalmente ritorno a Donetsk mercoledì 28 maggio.

L’INCONTRO OBAMA-POROSCHENKO. Intanto il quotidiano russo Kommersant ha rivelato che l’incontro – di cui in realtà si parlava già da giorni – tra il neo-presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko e il presidente Usa Barack Obama si terrà il prossimo 3 giugno a Varsavia, durante il viaggio europeo di Obama, che è stato anche il primo leader a contattare Poroshenko e a promettergli aiuto nel tentativo di un processo di pace.

POROSHENKO: «VOGLIO DIALOGARE CON PUTIN». La convinzione infatti di tentare un pragmatico canale di rappacificazione con Mosca è stato uno dei motivi principali che hanno portato alla vittoria di Poroshenko, forte sostenitore di questa linea. In un’intervista a Repubblica di oggi, 29 maggio, il presidente ucraino spiega: «Non dubito che Putin con la sua influenza potrebbe porre fine ai combattimenti. L’esempio migliore sono stati gli osservatori Ocse di Donetsk, liberati dopo il suo intervento. Voglio dialogare con Putin e condurre negoziati con lui per stabilizzare la situazione. Ma dobbiamo usare ogni strumento per mantenere la Russia sotto pressione, incluse altre sanzioni. È in gioco la sicurezza globale».

«I FILORUSSI? TERRORISTI». Poroshenko nell’intervista attacca anche duramente i filorussi («Non permettiamo più che questi terroristi sequestrino e uccidano, che occupino edifici e violino le leggi») e assicura anche: «Porremo fine a quest’orrore, è una guerra vera condotta contro il nostro paese. Vogliamo arrestare i leader separatisti e tradurli davanti alla giustizia. Se uomini armati sparano contro i nostri soldati, è chiaro che i nostri soldati devono difendersi».