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C’è in giro un sacco di gente che, come cantava De Gregori a proposito di suo padre, «è convinta di avere delle idee». Ed è pronta a sostenere che il terrorismo anti-americano rappresenta una conseguenza di ingiustizie sociali planetarie, e che l’unico vero antidoto contro il terrorismo è l’avvento di un nuovo ordine mondiale politico-economico.
Non solo taglio delle mani ai ladri e lapidazione delle adultere, ma segregazione totale delle donne, cui è negato persino l’accesso alle cure sanitarie, e una serie di divieti surreali: vietato tagliarsi la barba, ascoltare musica, disegnare, fotografare, fumare, allevare piccioni… È l’Afghanistan dell’anno quinto del regime talebano. Ma i vicini, compreso l’alleato Pakistan, sembrano prepararsi a un nuovo scenario
di Robert Freeman
Metti un pomeriggio in un posto della bassa milanese. Dove una cinquantina di famiglie (e una marea di bambini) si incontrano per discutere di quanto è successo a New York. Appunti - non rivisti dall’autore - di una conversazione con Giorgio Vittadini, presidente della Compagnia delle Opere
a cura di Luigi Amicone
È vero che talebani e fondamentalisti rappresentano solo una minoranza nel variegato panorama del mondo musulmano. Ma è altrettanto vero che l’islam crede sinceramente nella pace e nella possibilità di un atteggiamento tollerante nei confronti degli infedeli? Stando alla sua storia e alla sua dottrina giuridica parrebbe che…
di Maurizio Stefanini
Come i terroristi sono riusciti a “bucare” i servizi segreti occidentali? Ecco qualche risposta dalla commissione che ha indagato sui sistemi di spionaggio in Europa, da esperti Internet e specialisti di sicurezza informatica. Che infrange il sogno di un mondo fortezza protetto dall’hi-tech. E le paranoie orwelliane di spie e sceriffi che terrebbero sotto controllo il pianeta
di Alessandro Degli Occhi
Il generale israeliano Yitzhak Eitan annuncia che, dal 23 settembre, lungo tutta la linea di confine tra il nord della Cisgiordania e i territori dell’Autorità di Arafat, inizierà la costruzione di un enorme cuscinetto fortificato. “È l’ultima opzione per evitare la guerra totale” sostengono a Gerusalemme: “la separazione unilaterale”. E i coloni ebrei si ritireranno entro l’immensa recinzione. Dal nostro inviato in medioriente
di Gian Micalessin
Primi giorni di scuola del villaggio arabo (cristiano) di Ybellin, nei pressi di Abu Snan, centro arabo-israeliano da dove veniva l’ultimo kamikaze (musulmano) che ha ucciso sette persone e ne ha ferite decine. Una insegnante ebrea racconta la speranza che nasce, qualunque sia la condizione di ingiustizia, dal sacrificio. Cioè dalla lealtà con l’umano
di Angelica Livnè Calò