Tra strette di mano e macabri coretti, ben tornato derby d’Inghilterra

Il derby d’Inghilterra non poteva capitare in momento peggiore. Non ci poteva essere settimana meno azzeccata per vedere contro Liverpool e Manchester United, club che da sempre danno vita a uno dei match più attesi della Premier. È la partita tra le due squadre più titolate dell’isola, i due club con la storia più gloriosa, la sfida più attesa nel Nord-Ovest del Paese e considerata per antonomasia la rivalità “d’Inghilterra”. E a surriscaldarne ulteriormente il clima d’attesa c’è stata la pubblicazione del report d’inchiesta sulla strage di Hillsborough, la scorsa settimana.

CORI DI SCHERNO. Nel giorno infatti in cui tutta l’Inghilterra si stringeva al cordoglio e alla richiesta di verità della città di Liverpool per i 96 morti del 1989, a Manchester c’era chi intonava cori contro la gente di quella città: “It’s never your fault, you’re always the victims”. Niente di nuovo, spesso è toccato sentire dalle tribune dell’Old Trafford riferimenti a quelle vicende: il report della scorsa settimana ha soltanto rinfrescato a tutti la memoria di quei fatti. D’altra parte, anche i tifosi dei Reds più di una volta si sono cimentati in simili esecuzioni canore, dove si ricordava ai rivali il disastro aereo di Monaco, tragedia del 1958 in cui persero la vita 8 giocatori del grande United di Matt Busby. Episodi tristi, contro i quali in settimana si sono espressi più attori del match di domenica: Rodgers, Ferguson, Vidic…

EVRA-SUAREZ. Ma non è finita. Perché Liverpool-Manchester vuol dire anche un altro fatto, che tanto ha fatto parlare nella scorsa stagione: è la sfida tra Evra e Suarez. L’ultima volta che i due si erano incontrati era l’11 febbraio scorso: era il primo incrocio dopo le 8 giornate di squalifica inflitte all’uruguayano per i presunti insulti razzisti al francese, e la mancata stretta di mano dell’attaccante dei Reds non fece altro che gettare benzina sul fuoco delle polemiche. Da queste parti la retorica delle handshake travalica la formalità rispettosa del gesto, e dopo che il mancato saluto di Anton Ferdinand a Terry e Cole lo scorso sabato ha infiammato le colonne dei giornali, si aspetta solo di vedere cosa succederà domenica quando Evra e Suarez si ritroveranno di fronte per la prima volta. Sembra che le tensioni tra i due verranno messe in soffitta proprio in ossequio alle vittime di Hillsborough: fonti interne allo United dicono che nessun giocatore vuole macchiare questa strana giornata, e così si procederà normalmente con i saluti.

RIVALITÀ. Staremo a vedere. Ciò che è chiaro è che non sarà una partita come tutte le altre: sia per le tragedie di cui abbiamo già parlato, sia per la contrapposizione storica che esiste tra le due città. Quando si parla di Manchester e Liverpool bisogna pensare a una rivalità profonda, al pari di Inter e Juve, Real Madrid e Barcellona. D’altronde, la contesa tra questi due club non è nata solo sulle spalle dei disastri detti sopra, ma è molto più radicata nel territorio della regione. Qualche storico fa risalire la rivalità tra le due città, poco più di trenta chilometri tra l’una e l’altra, al boom industriale dei due centri avuto nel corso dell’Ottocento, quando la manifatturiera Manchester si costruiva un canale di collegamento al mare, aggirando il porto di Liverpool, fino ad allora essenziale per i suoi commerci. Da lì sarebbe arrivata fino ai nostri giorni, trasmigrando nelle coscienze pallonare delle tifoserie, contrapposte l’una all’altra più di 180 volte. Appuntamento quindi a domenica, ore 13.30: l’orario parla da sé, come spesso è accaduto in queste partite. Il match si gioca presto perché si vuole evitare che i tifosi arrivino allo stadio già ubriachi. Di tensione ce n’è già tanta.


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