Tasse sulla birra. Produttori italiani in piazza per offrire ironicamente l’unica bionda «che paghi due volte»

Ieri i produttori di birra italiani si sono dati appuntamento in piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei deputati, per offrire ai passanti “bionde” da collezione. Così descrive Antonio Signorini sul Giornale l’ironica manifestazione organizzata da AssoBirra per protestare contro il continuo aumento delle tasse sulla bevanda dorata.

3o PER CENTO IN 15 MESI. “Aumentini” che poi non sono neanche tanto “ini”, visto che, lamentano i produttori scesi in piazza a Roma, la pressione fiscale sul questo alcolico è aumentata in 15 mesi (ottobre 2013-gennaio 2015) addirittura del 30 per cento e, aggiunge il Giornale, «rischia di crescere ulteriormente, grazie alle varie clausole di salvaguardia che pendono. Una toppa che i governi applicano sempre più spesso a leggi con coperture traballanti». Sono trucchetti che quasi sempre passano nel silenzio generale ma che finiscono regolarmente per pesare sul portafoglio dei consumatori (e non sono pochi in Italia quelli che “preferiscono le bionde”). Senza contare che mettono a rischio «2.4oo posti di lavoro», secondo i calcoli di AssoBirra.
IL FISCO ETICO. Osserva Antonio Signorini nel suo articolo: «Il fatto che si muovano settori così refrattari a ideologie e quindi non sospettabili di finalità politiche (analoghe proteste arrivano infatti dal settore dell’intrattenimento musicale, ndr), non può che fare riflettere su un sistema fiscale che si propone di orientare il comportamenti dei contribuenti attraverso stangate fiscali. Che arriva a sanzionare i gusti in fatto di bevande e anche di musica e finisce per penalizzare chi produce, crea lavoro e ricchezza per tutti».
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