Scritto con gli occhi
Susanna in campo con la Torres. Premiazione, vittoria e promozione. Cosa aspetta la Ferrari a invitarmi a Monza?
Ho quattro amori sportivi tutti a pari merito: Dinamo, Juventus, Ferrari e Torres (la squadre della mia città). Nella Torres giocò anche mio padre negli anni 1927-30, e da sempre in famiglia è quella la squadra del cuore. Poi quest’anno c’è una ricorrenza in più da festeggiare: sono 110 anni che esiste la società.
Quando il mio amico Vanni mi ha raccontato di aver incontrato “casualmente” (non ci credo: secondo me l’ha tampinato fino alla sfinimento) l’allenatore della Torres e di avergli parlato di me, in verità non credevo che mi avrebbero consentito di assistere a una partita. Voglio dire: sono abbastanza complicata da gestire. Viaggio con la “rianimazione al seguito” e sono “tracheotomizzata” (una parola che fa paura). E invece… l’allenatore della Torres ha detto a Vanni solo una cosa: decidete la data.
Così, coinvolto il presidente Antonello Lorenzoni, abbiamo fissato per il 5 maggio, giorno della sfida col Civitavecchia. Una partita importantissima perché poteva permettere alla Torres di salire nella Seconda Divisione della Lega Pro. Insomma: non potevo mancare.

Non solo. Mentre ero in campo ho visto arrivare di corsa un folto gruppo di persone: erano i giocatori insieme allo staff della Torres che venivano verso di noi. Si sono fermati davanti a me e il direttore sportivo mi ha donato la loro maglia ufficiale. E mentre lo speaker annunciava la mia premiazione, dalle gradinate è partito un fragoroso applauso tutto per me.
Avevo il cuore in gola. Sono rimasta senza parole e, credetemi, questa è una notizia.

E, così, di fatto, è stato. Abbiamo dato cinque bei “ceffoni” al Civitavecchia, cui abbiamo consentito solo il gol della bandiera (ma quelli del Civitavecchia non lo sapevano che sarei andata alla partita? Con la fortuna che porto, avrebbero potuto risparmiarsi il viaggio e darcela vinta a tavolino).
Terminata la partita c’è stato un bagno di folla, con l’invasione di campo da cui – ovviamente – non mi sono sottratta. Potevo rifiutarmi di festeggiare? D’altronde ero voluta andare proprio per festeggiare il passaggio alla “lega pro, la vecchia serie C”, e io non volevo tirarmi indietro! Ginettino mi ha riportato in campo e abbiamo fatto le foto nella porta, e poi tra i supporter in mezzo alla bolgia più completa, nonostante Ica e Immacolata fossero contrarie a farmi stare in mezzo a tutta quella ressa; dicevano che era pericoloso! Ma quale pericolo potevo correre? È stato meraviglioso partecipare a questa festa e per un attimo ho dimenticato di essere bloccata nel mio corpo, pensavo solo a divertirmi e questo mi bastava!

Per la realizzazione di questo sogno ringrazio innanzitutto il presidente della Torres, Lorenzoni, che mi ha fatto questo bellissimo regalo, tutto lo staff, i giocatori che mi hanno fatto vivere una bella emozione, quei “matti” dei miei complici, il mio amico Vanni (anche se dovrà fare penitenza perché ha perso alcune delle foto) e infine quella roccia di mia sorella Immacolata che continua ad “assecondare le mie pazzie” di vita normale.
Se poi qualcuno di voi mi aiuterà a realizzare il sogno Ferrari credo che alla Sla lo sgambetto glielo metterò io!
GRAZIE GRANDE TORRES, ALLA PROSSIMA!
Bacioni,
Susanna
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1 commento
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Nooo… juventina no…… Ahimè!