Supercoppa, Cina o no? La Juve sceglie il business. A ragion veduta

Scontro in Lega tra Lotito ed Agnelli, ancora indecisa data e luogo della partita. E il dibattito apre una domanda su questo trofeo, meno appetibile di una tournée estiva negli Usa.

Supercoppa Italiana, ancora niente date né luogo. L’assemblea di Lega che doveva fissare giorno e stadio per il match tra Juventus e Lazio si è chiusa con un’accesa diatriba tra Claudio Lotito e Andrea Agnelli, con quest’ultimo assolutamente contrario a spedire il prossimo 10 agosto la sua squadra a Pechino dove dovrebbe disputarsi la finale. I bianconeri in quei giorni saranno vincolati negli Stati Uniti per la Guinness International Champions Cup, impegno che avevano già comunicato lo scorso 8 marzo, subito dopo la decisione di organizzare in Cina la partita in questione. E così dominano ancora confusione ed incertezza, dato che entro ieri sera andava comunicata agli organizzatori pechinesi la data ufficiale per il match, su cui si è tutt’altro che d’accordo.

«TU PENSI AL TUO ORTICELLO». L’impegno preso infatti dalla Lega con la Cina si volge alla logica di internazionalizzazione del nostro calcio, mette in moto di fatto un giro di soldi da 4 milioni di euro destinati ai due club e prevede che si disputi almeno una finale di Supercoppa in Estremo Oriente entro il 2014.
La Juve quindi spinge perché si giochi a Pechino il prossimo anno. La Lazio invece s’impone per farlo già il prossimo agosto, con Lotito che è entrato duro su Agnelli: «La Lega ha assunto un impegno internazionale, è una questione di immagine. Non ci sono motivi oggettivi per non andare in Cina. Tu pensi al tuo orticello, ti sei organizzato la tua tournée ma pure io potevo andare in Sud America, mi offrivano 2 milioni, però ho rinunciato. Cosa succede se in futuro altri club rifiuteranno la Cina? Pagheresti tu i danni agli organizzatori?»

MEGLIO IL TORNEO INTERNAZIONALE? La scelta dei bianconeri appare forse furba, ma in fin dei conti giusta e lecita, e spalanca una riflessione sulla Supercoppa. È il terzo torneo italiano per importanza e, come il secondo, la Coppa Italia, riscuote scarsissimo interesse, e talvolta viene trattata quasi fosse un’amichevole estiva. Per renderla più appetibile al palato delle nostre squadre ecco che la Lega ha dovuto pensare alla sua internazionalizzazione: a qualche purista stonerà di certo vedere un trofeo nazionale disputato in terra straniera, ma la scelta può essere un ottimo volano per rilanciare all’estero il marchio dei nostri club.
A questo punto, però, se a prevalere è la logica del business, la Juve porta avanti la linea più adeguata nel preferire la tournée negli Stati Uniti alla trasferta cinese: è comprensibile che dia la priorità ad un impegno preso da più tempo, per giocare un torneo internazionale (ci saranno anche Milan e Inter, poi Valencia, Real, Everton, Chelsea e LA Galaxy) con più gare e quindi maggiori incassi. In un momento in cui al nostro pallone urge monetizzare al meglio ogni risorsa e tagliare le spese, la scelta di Agnelli appare la più sacrosanta. Piuttosto, viene da chiedersi come è possibile che una coppa nazionale riesca ad essere meno appetibile di un torneo estivo, ma su questo i bianconeri c’entrano ben poco.

@LeleMichela