Sir: Ragazzi di Gaystatale, provate a «mettere rossetto e ombretto a un imam barbuto»

Duro commento dell’agenzia Sir all’iniziativa del gruppo Lgbt dell’università milanese che ha esposto una locandina oltraggiosa raffigurante Benedetto XVI

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L’agenzia Sir, legata alla Conferenza episcopale italiana, ha pubblicato ieri un commento non firmato e intitolato “Vincere facile, rischiare mai” in merito al cineforum organizzato dall’associazione Gaystatale nell’Università Statale di Milano. 

Avviso, questo è un “messaggio” ad alto contenuto di umorismo, che si sappia e non si cominci a gridare all’istigazione e alla provocazione. Che così son capaci tutti e non è questa l’intenzione.

Allora, ragazzi, vi piace vincere facile con chi porge l’altra guancia, eh? Comodo mettere ombretto e rossetto a un anziano Papa emerito e invocare la censura al primo segno di dissenso, vero? Comodo appellarsi a un sacrosanto diritto, quello di satira, per sfruttare il trambusto e poi strepitare di polemiche pretestuose invitando a contestualizzare, non è così? Ebbene, cari goliardi studenti dell’università Statale di Milano, permettete un suggerimento comunicativo destinato ad elevare se non il tono, almeno il ritorno mediatico della manifestazione.

Già che vi sforzate di ideare questi spiritosi manifesti per pubblicizzare il cineforum su “omosessualità e religione”, provate a fare qualcosa di veramente satirico e di rottura: mettete rossetto e ombretto a un Imam barbuto. Suvvia, dimostrate sprezzo del pericolo, e non del ridicolo come in questo caso. Impegnatevi davvero nella provocazione, alzate il tiro. Non siete stanchi di prendervela coi cattolici? Ah, no? Beh, d’altronde è come andare a caccia in riserva col richiamo, quelli sono un bersaglio facile: al massimo scrivono lettere indignate ai giornali, fanno un paio di interpellanze e poi lasciano perdere. Porgono l’altra guancia e invitano al dialogo.

Animo! Sperimentate che cos’è la vera libertà di satira e di espressione, legittima eh, per carità. E sarebbe anche fondata: non risulta che nei Paesi islamici di stretta osservanza vi sia tutta quest’apertura verso i gay. Ah, dite di no, che non si può fare? Ah, certo, i musulmani si offendono, o meglio, hanno la reazione delle formiche nel loro piccolo. Quindi rifare l’arco sopracciliare a un anziano, venerato e rispettato membro della comunità religiosa islamica non vi sembra opportuno… Come dite? Una questione di rispetto. Ah, ci era parso…

Aggiornamento: il collettivo GayStatale ha chiesto scusa

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