Sing Street, una bella storia alla Commitments

Negli anni Ottanta, un ragazzo irlandese mette in piedi una band. Di John Carney

singstreet

Bel tipo questo Carney: tre film notevoli. Il più bello è Once, gran storia d’amore e di musica con quel fenomeno di Glen Hansard, poi è la volta di Tutto può cambiare con Ruffalo nei panni di un produttore in disarmo, e infine questo Sing Street che sembra un po’ The Commitments.

Un ragazzo che non brilla proprio per fascino e carisma ha in mente di formare una band: si trova un tipetto rosso che gli farà da manager, un mezzo genio ovviamente nerd capace di suonare qualsiasi strumento e un altro paio di personaggi emarginati. Si mette pure a scrivere ispirandosi a una bella figliola che sogna di scappare a Londra per fare la modella.

Bella storia, interpretata da un gruppo di ragazzi perfetti per la parte: è un grande omaggio agli anni Ottanta e ai gruppi di allora, evocati più o meno direttamente in varie sequenze. Soprattutto, Carney ha la capacità di rendere leggere e delicate le sue storie senza mai scadere nella volgarità e nel cliché.