Simone: Per le vostre preghiere ho vergogna e vi ringrazio

«La cosa più difficile da fare per me è accettare la misericordia che si traduce oggi nella vostra preghiera». Ventiduesima lettera da San Vittore

Ventiduesima lettera inviata a tempi.it da Antonio Simone, detenuto nel carcere di San Vittore a Milano. In coda trovate le precedenti missive.

Scusate se uso Tempi per una utilità personale. In settanta giorni di detenzione ho ricevuto centinaia tra telegrammi e lettere di amici, conoscenti e sconosciuti che hanno voluto essermi vicini e tutti mi ricordano nelle preghiere. Ora io provo vergogna quando leggo delle preghiere per me. La cosa più difficile da fare per me è accettare la misericordia che si traduce oggi nella vostra preghiera. Provo vergogna perché l’affermazione che solo “Cristo ci salva”, tipica anche nelle anguste celle del carcere, diventa atto identificabile nei volti di chi compie il gesto della preghiera offerta per me. So così che fa bene anche a voi e accetto. Ho vergogna e vi ringrazio.

Antonio Simone

Lettere precedenti:

21. Il gioco dei 30, 50, 70, 100 milioni

20. Lo sciopero della fame, i cani e la spending review

19. Sciopero della fame. Appello da San Vittore

18. Che me ne faccio del prete in carcere?

17. In carcere l’Italia gioca in trasferta e comandano gli albanesi

16. Leggo Repubblica solo per capire se posso chiedere i danni

15. La mia speranza (cosa disse don Giussani nel 1981)

14. Ikea festeggia la condanna definitiva. Festa con incendio

13. «Che differenza c’è tra me e voi fuori? Nessuna»

12. «Sono di Cl non perché sono giusto. Ma per seguire una via»

11. «Amico, posso diventare anche io di Comunione e libertà?»

10. Gli scarafaggi, il basilico e l’urlo nella notte

9. Mi dimetto da uomo. Meglio essere un porco

8. Cresima in carcere con trans. Sono contento

7. Repubblica mi vuole intervistare. Ok, ma a due condizioni

6. In quel buio che pare inghiottirmi, io ci sono

5. La rissa e l’evirazione. Storie di ordinaria follia a San Vittore

4. Io, nel pestaggio in carcere con cinghie e punteruoli

3. «Ezio Mauro, se vuoi farmi qualche domanda, sono pronto»

2. Anche da un peccato può nascere un po’ più di umanità

1. Lettera dal carcere di Antonio Simone. Con una domanda a Repubblica