Dio e la tecnica: tre configurazioni
L’associazione della tecnica e della sua forma per ora più evoluta, cioè l’intelligenza artificiale, alla dimensione religiosa, ha portato alla costruzione, in diverse modalità, di una sorta di teo-tecnologia, oppure ha fatto della IA un vettore del trascendimento della dimensione umana. La tecnica-Dio e l’uomo-dio sono esiti che possono apparire sorprendenti e impropri fino all’assurdo, ma che pur in forme nuove si collocano in continuità con alcune rilevanti inflessioni della valutazione della tecnica nella storia della cultura occidentale.
Carlo Galli, Tecnica
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Il mito greco narrato da Esiodo nella Teogonia (520 sgg e 565 sgg) e nelle Opere e i giorni (47 sgg) lega la tecnica a un rapporto difficile e non lineare con la divinità. Per la dimenticanza del malaccorto (amartinoon) Epimeteo gli uomini restano senza doni e senza potere, e quindi Prometeo, versatile e astuto (poikilon aiolometin), che in precedenza ha tentato di ingannare Zeus sulle vittime dei sacrifici, ruba agli dei il fuoco, inizio di ogni tecnica, e lo regala agli uomini. L’ira di Zeus colpisce notoriamente il titano ma anche l’umanità intera, perché il dio per vendicarsi fa fabbricare da Efesto Pandora e la fa portare agli uomini da Epimeteo.
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