Dio e la tecnica: tre configurazioni

Di Carlo Galli
17 Agosto 2026
Il contributo di Carlo Galli (Università di Bologna) per Lisander, il substack nato dalla collaborazione tra Tempi e Ibl, in reazione al saggio di Sergio Belardinelli su Peter Thiel

L’associazione della tecnica e della sua forma per ora più evoluta, cioè l’intelligenza artificiale, alla dimensione religiosa, ha portato alla costruzione, in diverse modalità, di una sorta di teo-tecnologia, oppure ha fatto della IA un vettore del trascendimento della dimensione umana. La tecnica-Dio e l’uomo-dio sono esiti che possono apparire sorprendenti e impropri fino all’assurdo, ma che pur in forme nuove si collocano in continuità con alcune rilevanti inflessioni della valutazione della tecnica nella storia della cultura occidentale.

Carlo Galli, Tecnica

***

Il mito greco narrato da Esiodo nella Teogonia (520 sgg e 565 sgg) e nelle Opere e i giorni (47 sgg) lega la tecnica a un rapporto difficile e non lineare con la divinità. Per la dimenticanza del malaccorto (amartinoon) Epimeteo gli uomini restano senza doni e senza potere, e quindi Prometeo, versatile e astuto (poikilon aiolometin), che in precedenza ha tentato di ingannare Zeus sulle vittime dei sacrifici, ruba agli dei il fuoco, inizio di ogni tecnica, e lo regala agli uomini. L’ira di Zeus colpisce notoriamente il titano ma anche l’umanità intera, perché il dio per vendicarsi fa fabbricare da Efesto Pandora e la fa portare agli uomini da Epimeteo.

Per continuare a leggere prosegui qui o iscriviti a Lisander, il substack di Tempi e dell’istituto Bruno Leoni. 

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.