La guerra in Iran è «così clamorosamente incompatibile» con le promesse di The Donald da averne scatenata un’altra all’interno dell’eterogeneo movimento che lo ha mandato alla Casa Bianca. E ora, da dentro, qualcuno parla già di «fine del trumpismo come progetto»
Donald Trump (foto Ansa)
Sohrab Ahmari, James Fishback, Joe Kent, Christopher Caldwell: se questi nomi non vi dicono niente è normale, ma è bene prenderne nota per avere sottomano alcuni esempi recenti di come l’universo di Donald Trump si è frantumato. I pezzi che lo compongono si stanno fatalmente allontanando ed è molto probabile che il tentativo di rimetterli insieme implichi un certo uso della forza. Il mondo politico riunito sotto la sigla Maga (Make America Great Again) è sempre stato una coalizione di elementi eterogenei tenuti insieme da alcuni interessi convergenti e dalle inspiegabili qualità narcisistico-carismatiche del capo, ma la guerra all’Iran è l’acceleratore di tendenze conflittuali interne che ormai non sono più gestibili. La fisiologica tensione tra alleati ha ceduto il passo alla guerra civile.
Sohrab Ahmari è un giornalista che guida la redazione americana del magazine britannico UnHerd. È un intellettuale influente nel dibattito repubblicano e ha da tempo un rapporto stretto con il vice...
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