Scoperte che cambiano la vita: nelle patatine al bacon non c’è traccia di bacon

C’è scritto “patatine gusto formaggio”, “nachos gusto pancetta”, “zuppa gusto pollo”, ma perché non c’è traccia di nessuno di questi prodotti nell’elenco degli ingredienti sul retro delle confezioni? Se l’è chiesto Martin Isark, giornalista inglese ed esperto gastronomico, che si è messo a scartabellare una lunga serie di alimenti da supermercato, insospettito dal fatto che quello contenuto in una zuppa di pollo preconfezionata non sembrasse propriamente pollo.

ROSSO COCCINIGLIA. Isark ha scoperto che l’aroma al gusto di carne si ottiene utilizzando grumi di proteine di soia, estratto di lievito e verdura in polvere. Con buona pace dei vegetariani, forse. Il colore rosa, invece, è dato dallo schiacciamento dei gusci di alcuni insetti. Isark ha raccontato al Daily Mail che vorrebbe che le etichette fossero più chiare ai consumatori, che difficilmente le leggono: «L’informazione è tutta lì sulla confezione, solo che è incomprensibile». Il giornalista coraggioso ha assaggiato una serie ampia di snack e pasti precotti e ha tratto le sue conclusioni: «In certe patatine il colore tipico della pancetta è ottenuto da un ingrediente chiamato E120, estratto dal guscio delle cocciniglie. Piccoli parassiti delle piante». Non proprio un’immagine rassicurante.

CLORURO DI POTASSIO. Neanche a dirlo, l’aroma “affumicato” è ottenuto con esaltatori di sapidità. Glutammato di sodio a volontà per alcuni tipi di crackers, colorati con paprika e rosso proveniente da barbabietola. Ingredienti adatti per i vegetariani, che potrebbero avere qualche scrupolo di coscienza a nutrirsi di insetti in maniera inconsapevole: «Non parliamo poi delle cosiddette “nuvole di gamberi”, di origine orientale. Non c’è traccia di gamberi sull’etichetta, ma solo sciroppo di glucosio disidratato, acido citrico, cloruro di potassio. Ma se ordinaste al ristorante un cocktail di gamberi, e non ne trovaste neanche uno, non rimandereste il piatto in cucina?». Domanda sacrosanta.

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