Sardegna, spoglio a rilento. Centrosinistra in vantaggio di 6 punti

Da stamattina, sono state scrutinate solo il 27 per cento delle sezioni. Al momento Pigliaru (centrosinistra) è al 44,6, davanti al governatore uscente Cappellacci al 38 per cento

Procede molto a rilento lo spoglio elettorale in Sardegna per l’elezione del nuovo presidente della Regione. Da questa mattina alle 7 fino alle 14 sono state scrutinate solo il 27 per cento delle sezioni, e per il momento il candidato del centrosinistra Francesco Pigliaru, con il 44,6 per cento sembra in lievissimo vantaggio, appena di 6 punti, rispetto al presidente uscente Ugo Cappellacci (centrodestra) al 38,1 per cento. Ma evidentemente, con sole 485 sezioni scrutinate su 1836, tutto può cambiare nelle prossime ore: intanto la candidata “outsider”, la scrittrice Michela Murgia (Sardegna possibile) è al 10,5 per cento.

PRIMI RISULTATI DA CAGLIARI E SASSARI. Sono già infuriate le polemiche sul web, da parte degli elettori sardi arrabbiati per la lentezza dello spoglio. Le elezioni sono durate solo un giorno, ieri, e sono state caratterizzate da una bassa partecipazione, ai seggi si è presentato solo il 52 per cento degli elettori, quindi un sardo su due è rimasto a casa. Stamattina alle 7 però, anziché iniziare lo spoglio i componenti dei seggi hanno dovuto verificare il numero dei votanti. Tra i primi risultati giunti ci sono quelli sulle principali città. Nel capoluogo, Cagliari (con 7 sezioni scrutinate su 145), è in vantaggio Cappellacci dato al 42,2 per cento su Pigliaru, al 40 per cento. Tra i “piccoli” spicca la Murgia al 11,2 per cento, poi Mauro Pili (Popolo Sardo) al 5 per cento e gli altri candidati (Pier Franco Devias del Fronte Indipendentista Unidu e Gigi Sanna del Movimento Zona franca) sotto l’1 per cento. A Sassari (18 sezioni su 137) la situazione per il momento è capovolta ed è avanti il centrosinistra con il 57,6 per cento mentre il centrodestra è al 27,7 per cento. La Murgia qui è al 8,9 per cento e Pili ancora intorno al 5 per cento.