Salone del Mobile 2012: la parola alle eccellenze italiane. Video

Con Poliform, Flou, B&B Italia, Molteni, Omp e Lema abbiamo parlato delle loro sfide imprenditoriali di successo e dell’importanza del made in Italy.

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Il Salone del Mobile è l’evento fieristico dell’anno per quel comparto del made in Italy rappresentato da aziende radicate sul territorio e nate da un’imprenditorialità che ancora le contraddistingue. Tempi.it ha incontrato alcune fra le imprese più rappresentative del settore: realtà di valore internazionale che hanno contribuito alla costruzione dell’eccellenza del mobile italiano. Nelle loro storie si parla di mode, tendenze, design e di sfide imprenditoriali di successo.

Giorgio Busnelli, presidente e contitolare della B&B Italia, è positivo sull’andamento del Salone di quest’anno ed evidenzia un graduale cambiamento nella morfologia dei mercati: «In Italia, Grecia e Spagna le vendite hanno rallentato molto, nel resto d’Europa i mercati di riferimento rimangono la Gran Bretagna, la Francia e la Germania. In Cina vendiamo poco, gli Stati Uniti, invece, sono una realtà sempre interessante». Le tendenze sui mercati di riferimento si mutuano per realtà come Poliform e l’amministratore delegato Alberto Spinelli auspica per i mercati emergenti «azioni di gruppo e non solo di singole imprese». Il dottor Carlo Molteni, titolare dell’azienda omonima di Giussano, è contento dei risultati ottenuti: «Il fatturato l’anno scorso è cresciuto e speriamo di continuare così».

Sul made in Italy, e in particolare sulla capacità produttiva italiana il Presidente della Flou, Massimiliano Messina si stupisce: «Gli stranieri con una settimana al Salone campano per un anno. È impressionante come in venti giorni si costruiscano 220 mila metri quadrati». Sul lato veneto la Omp, presente al Salone con suo direttore commerciale Marco Ceccato, sfida la crisi con investimenti destinati a conquistare nuove fette di mercato. Il valore del marchio è la caratteristica che fa la differenza per il titolare della Lema, Angelo Meroni: «Più ti allontani dall’Italia, più è il valore del brand che fa la differenza».

@giardser

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