Renzi subalterno al liberismo? Anche Vendola, se andasse al governo

Un governo Bersani-Vendola? Farebbe comunque una politica di destra. Il sindaco di Firenze non ha i numeri per vincere le primarie. Il Pdl? Deve trovare un leader capace di federare le diverse anime. Intervista a Sergio Soave.

È  sufficiente che Silvio Berlusconi voli in Russia per festeggiare il compleanno di Vladimir Putin che il Pdl, messo di fronte alla sua assenza, sia travolto dai dubbi. Cos’è il centrodestra, senza di lui? Nonostante abbia stabilizzato l’emorragia delle preferenze di voto nei sondaggi, il partito di maggioranza relativa non riesce a uscire da una crisi esistenziale amplificata dalle incertezze che sembrano appartenere al suo stesso presidente. Secondo Sergio Soave, commentatore politico del Foglio e Italia Oggi, «non sono le idee a mancare al centrodestra. Il Pdl può ancora contare su un bacino elettorale ampio, ma ha bisogno di un leader capace di federare le varie anime». Se la situazione nel Pdl è complicata, non lo è molto meno dalle parti del Pd. La guerra sulle primarie, sulle regole e l’interpretazione dello statuto dimostrano i limiti di un partito che, per ora, non avrebbe di che preoccuparsi per vincere le prossime elezioni. «È pertanto difficile dire che cosa avverrà nella prossima legislatura», chiosa Soave. «La crisi economica, il problema dei debiti, il futuro dell’Unione Europea amplificano le incertezze e lasciano poco spazio alle previsioni».

Qualche certezza però l’abbiamo. Nichi Vendola ha accusato Renzi di essere «subalterno al liberismo che fa male all’Italia». Dunque, con un governo di centrosinistra sostenuto da Vendola, l’Italia rinnegherebbe le politiche economiche liberiste di Mario Monti.
Dovrà invece sostenerle per forza. Il prossimo governo, di destra o di sinistra, dovrà portare avanti quello che sta facendo Monti. Il rifiuto di Vendola delle politiche liberiste finirà con un motto che hanno già pronunciato altri prima di lui: “Meglio un governo di sinistra che fa politica di destra di un governo di destra”. D’altronde Bersani ha detto che farà quello che ha fatto Monti finora.

Dunque ne è sicuro? Bersani leader di centrosinistra?
Se ci saranno le coalizioni, se ci sarà una legge elettorale che le prevede, il candidato premier di centrosinistra sarà quasi sicuramente Bersani.

E il centrodestra chi potrebbe candidare? Berlusconi?
Per l’ennesima volta? Può essere. Attualmente la situazione è molto confusa. Il Pdl traballa su una nave traballante. In teoria, servirebbe una persona che riscuote fiducia, capace di coagulare consensi. Una candidatura competitiva a quella di Bersani. Una persona capace di dare credibilità e di usare la forza necessaria per difendere la sovranità del paese, messa in discussione dall’austerity che ci fa dipendere sempre più dall’Europa e dalla Germania.

Il Pd sta cambiando le regole delle primarie (si “sospetta” per impedire una vittoria di Matteo Renzi) e interpreta quelle dello statuto sul vincolo di tre mandati, previsto per rinnovare la classe dirigente del Pd, in modo che tutti gli attuali parlamentari possano farsi eleggere di nuovo. Non si tratta di una farsa?
Le discussioni sullo statuto sono senz’altro contraddittorie. Ma le primarie sono un tentativo di dare la parola al popolo. Sulle forme, sul cambio delle regole in corsa per impedire una vittoria di Matteo Renzi si può discutere.

Renzi ha qualche chance di vincere le primarie?
Se Vendola è un tentativo di dare un sfogo all’interno della coalizione, Renzi potrebbe catalizzare sul Pd nuovi voti di un elettorato anche di centrodestra. Chiaramente non avendo una forza organizzata, per Renzi è molto difficile spuntarla. Non ha dietro di sé l’attivismo sufficiente per vincere le primarie di coalizione. E, d’altra parte, se Renzi vincesse non si potrebbe alleare con Vendola. Ma con chi potrebbe allearsi? Bersani è invece due passi più avanti: per il sostegno dei militanti e perché è il perno dell’alleanza con il partito di Vendola.

E in che situazione è il Terzo polo? 
Il centro è uno spazio residuale fra destra e sinistra. La loro proposta politica effimera, tattica. Avrebbe comunque un consenso ampio o ridotto a seconda dei candidati premier dell’altra parte. Se, per assurdo, ci fosse una sfida fra Vendola e Berlusconi, Grillo a parte, lo spazio dei partiti di centro,sarebbe probabilmente maggioritario. Se il centrodestra candidasse, non so, Frattini, e dall’altra parte ci fosse Renzi, lo spazio dei centristi sarebbe molto ridotto.

Luca Cordero di Montezemolo potrebbe essere un altro candidato leader? 
Per ora è improbabile. Può avere dei pregi e delle capacità, ma non ha caratura politica.

E infine c’è Mario Monti. La percentuale degli italiani che lo vorrebbe di nuovo al governo è abbastanza alta.
Sì, al contrario del sostegno a molte delle sue politiche. Segno che anche se non piace tutto quello che fa, è ritenuto affidabile. Questo è quello che dovrebbe avere un leader politico oggi. Essere capace di governare, di affrontare la crisi, anche lasciando insoddisfatti.