Renzi a Bruxelles:«Acceleriamo sulle riforme italiane»

Per il premier «Mi piace pensare che l’Italia non sia più a rimorchio, ma interlocutrice» e non è escluso un italiano nei ruoli chiave dell’Ue.

«Ragazzi la gente ormai ci chiede di essere ancora più veloci di quanto noi abbiamo immaginato e promesso, quindi non possiamo perdere altro tempo, né abbassare l’asticella delle nostre ambizioni. Non molliamo di mezzo centimetro le nostre ambizioni e le nostre richieste sulle riforme»: secondo il Corriere della Sera, così ieri un Matteo Renzi ricaricato dalla vittoria alle europee avrebbe detto ai suoi. Ricostruzione realistica, data la fitta agenda scandita poi dallo stesso premier a Porta a Porta.

«IL NUOVO PESO DELL’ITALIA NELL’UE». Il primo ragionamento del premier davanti a Vespa ha riguardato la presenza di italiani nelle nuove istituzioni Ue: «Si apre un percorso complicato, c’è da scegliere il presidente del Parlamento, il presidente del Consiglio europeo, il presidente della commissione Ue e il rappresentante della politica estera», ma che una di queste cariche possa essere affidata ad un italiano «è ragionevole». Anche se «il punto è che l’Italia non deve preoccuparsi di portare un italiano, deve preoccuparsi delle politiche che si fanno». Ma il premier sente aria di svolta nei rapporti con gli altri partner europei: «L’Italia andrà dalla Merkel a mostrare le riforme. Solo così siamo credibili, perché loro le riforme le hanno fatte. E mi piace pensare che l’Italia non sia più a rimorchio, che non sia vista come il problema, che sia interlocutrice. Dobbiamo portare l’Italia a guidare quello che avverrà».

«ACCELERIAMO SU TUTTO». Quanto alle riforme interne, quella del Senato, elettorale e il disegno di legge sul lavoro per il premier sono le prossime immediate priorità. «Messaggio ricevuto: ora è il momento di accelerare su tutto» ha detto rivolgendosi agli italiani che lo hanno votato. Certamente, il risultato elettorale permette al premier di usare un maggiore rapporto di forza con alleati o oppositori meno inclini al dialogo. D’altra parte, il Pd ha sbaragliato tutti anche alle amministrative: ieri si è guadagnato le Regioni Piemonte (con il renziano della prima ora Sergio Chiamparino), Abruzzo, e otto comuni tra cui Firenze dove Dario Nardella, braccio destro di Renzi da anni, è stato eletto con un plebiscitario 61 per cento.

IL VERTICE NEL PSE. Stamattina Renzi è partito per Bruxelles, dove oggi si terrà il tradizionale vertice post elettorale del Partito socialista europeo, di cui il Pd fa parte, che precede poi il Consiglio europeo. Renzi al tavolo del Pse siederà con un privilegiato ruolo di forza, avendo portato a Strasburgo 31 deputati, la quota più alta in assoluto. Secondo Repubblica, che parla di “vertice europeo della svolta”, sono vari i paesi che considerano Renzi e l’Italia come il prossimo punto di riferimento, insieme alla Germania di Merkel, del prossimo futuro.