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Perché il regime di Ortega in Nicaragua si accanisce contro i preti come me

Di Javier Ramírez*
29 Dicembre 2025
Il governo vuole imporre un sistema simile a quello di paesi totalitari come Cina e Cuba, con una Chiesa nazionale che obbedisca ai suoi interessi. Il nostro popolo è stato abbandonato
I parrocchiani della Vergine cantano davanti a un altare durante l'inizio delle celebrazioni della Purisima a Leon, Nicaragua
I parrocchiani della Vergine cantano davanti a un altare durante l'inizio delle celebrazioni della Purisima a Leon, Nicaragua (foto Ansa)

Sono uno dei sacerdoti esiliati dal governo sandinista del Nicaragua, vittima di un’ingiusta persecuzione per aver difeso i diritti umani e la libertà religiosa nel mio paese. Sono stato allontanato dalla mia parrocchia e poi imprigionato in una cella di massima sicurezza, in isolamento totale e senza poter vedere né la mia famiglia né un avvocato difensore. Torturato in una cella In carcere ho subìto torture psicologiche, con una luce accesa tutto il giorno e una telecamera che registrava tutti i miei movimenti. Avevo un secchio d’acqua che veniva riempito all’alba e che serviva per bere, per lavarmi e come gabinetto. Durante il giorno mi trasferivano in un’altra cella putrida per ore interminabili. Mi concedevano dieci minuti di sole al giorno, scortato da quattro poliziotti. Dopo molti giorni di detenzione sono stato esiliato. Mi hanno dato un passaporto per espatriare, ma nel mio paese ho perso i miei diritti civili. Durante il mio ministero sacerdotale ho criticato duramente l’op...

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