«Putin non è Hitler. Negoziare con lui conviene a tutti». La lezione di Kissinger

L’ex segretario di Stato spinge durante la Trilateral Commission al dialogo con Mosca: «Putin è nazionalista ma non è il super cattivo globale. La Cina è più pericolosa»

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«Putin non è Hitler. Negoziare con lui, a condizioni precise, è nell’interesse di tutti». Così ha dichiarato l’ex segretario di Stato Henry Kissinger intervenendo nel fine settimana all’incontro annuale della Trilateral Commission, famoso think tank non governativo con sede a New York.

ARRESTI IN RUSSIA. Oggi tutti i giornali parlano in modo ben diverso del leader russo, accusandolo di aver represso una manifestazione pacifica contro la corruzione. Circa 8 mila persone sono scese in piazza a Mosca, e altre 3 mila a San Pietroburgo, per protestare contro la corruzione. La polizia, sostenendo che l’iniziativa non fosse autorizzata, ha fermato 900 persone, compreso il blogger simbolo della protesta contro Putin, Aleksej Navalnyj.

«PUTIN NON È HITLER». Kissinger invece espone la sua dottrina realista e insiste che l’Occidente sbaglia quando considera Putin un pericoloso dittatore: «Sulla Russia credo ci sia una certa incomprensione. Putin non è la replica di Hitler, e non intende lanciare una politica di conquista», ha dichiarato secondo quanto riportato dalla Stampa. «Il suo obiettivo è ripristinare la dignità del proprio Paese, da San Pietroburgo a Vladivostok, come è sempre stato. Ciò risponde ad un antico nazionalismo, ma anche ad una storia diversa dalla nostra. Considerare Mosca come un potenziale membro della Nato è sbagliato».

«LA RUSSIA È DEBOLE». Putin, dunque, «non è il super cattivo globale e dipingerlo così è un errore di prospettiva e di sostanza». Anche perché la forza della Russia oggi è molto limitata: «Sul piano militare, la Russia non è in grado di batterci. Ha un’economia più piccola di quelle di tutti i Paesi europei del G7 presi singolarmente, e il suo peso non è paragonabile a quello della nostra rivalità strategica con la Cina».

BASTA ATTACCHI A TRUMP. Farebbe dunque l’amministrazione di Donald Trump a ricercare il dialogo perduto con Mosca. «L’alternativa sarebbe uno scontro dannoso per tutti». Per favorirlo, non bisogna spingere l’Ucraina a entrare nella Nato: «È un paese che deve restare indipendente, ma fuori dalla Nato». Kissinger dà anche un consiglio al suo attuale omologo, Rex Tillerson, che tra poco si recherà a Mosca: «La Crimea può fare parte di un negoziato» e bisogna stabilire con chiarezza che «la Russia non ha diritto a stare in Medio Oriente».
Infine, bacchetta l’Europa e l’ossessione anti-Trump: «Il fallimento totale di un Presidente americano non conviene neppure a voi. Quindi non guardate troppo alle dichiarazioni estemporanee, ma concentratevi sulla sostanza del rapporto transatlantico».

Foto Ansa

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