Rassegna ragionata dal web su: cosa ha spinto gli elettori iberici a premiare la destra moderata e a punire quella radicale, il peso del voto indipendentista e della disgregazione favorita da Berlino e Parigi
I leader del Partito popolare spagnolo festeggiano a Madrid la vittoria alle elezioni di domenica 23 luglio 2023: al centro il presidente Alberto Nuñez Feijoo, in rosso Isabel Díaz Ayuso, governatrice della regione di Madrid (foto Ansa)
I leader del Partito popolare spagnolo festeggiano a Madrid la vittoria alle elezioni di domenica 23 luglio 2023: al centro il presidente Alberto Nuñez Feijoo; in rosso, Isabel Díaz Ayuso, governatrice della regione di Madrid (foto Ansa)
Sul Post si scrive: «Il primo governo regionale di coalizione tra Pp e Vox si era formato invece nel 2022 nella regione di Castilla-León, nella Spagna occidentale. La cosa aveva attirato particolari attenzioni, dato che poco meno di due anni prima l’allora leader del Pp, Pablo Casado, aveva attaccato in più occasioni Vox definendolo un partito populista che spacciava “soluzioni facili, e di solito false, a problemi complessi”, enfatizzando la propria differenza con Vox ed escludendo in modo abbastanza categorico una loro unione politica».
Per comprendere bene quel che è accaduto e quel che avverrà in Spagna bisogna riflettere su che cosa è il “fenomeno Vox”: senza dubbio una formazione di destra radicale ma che nasce (in qualche modo parallelamente ai...
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