Per una morfogenesi del conservatorismo contemporaneo

Di Maurizio Serio
08 Settembre 2025
Il contributo di Maurizio Serio (Università degli Studi Guglielmo Marconi) per Lisander, il substack nato dalla collaborazione tra Tempi e Ibl, in reazione ad un saggio di Danilo Breschi sul conservatorismo
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Foto di Ryan Spencer su Unsplash

Il conservatore possiede «un acuto senso della storicità del reale», afferma Danilo Breschi nel suo saggio introduttivo, collocando immediatamente la questione all’interno delle coordinate spazio-temporali, come peraltro è giusto che avvenga in un contesto critico e non meramente speculativo. Gli sforzi, suoi e di molti autorevoli protagonisti di questo bel dibattito, tesi a cercare di collocare esattamente il momento genetico del conservatorismo, credo possano esimermi dal cimentarmi anch’io in questa impresa, e dunque concedermi di sviluppare una riflessione al tempo stesso più generale e più legata agli sviluppi contemporanei del fenomeno. Pertanto, la domanda che ho inteso pormi non riguarda la sua essenza, ma la sua processualità: non cosa sia il conservatorismo, ma cosa sia diventato oggi quale etichetta politica spendibile nel dibattito quotidiano.

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