Per una “Giustizia giusta”. Depositati sei quesiti per referendum su magistratura e carcere

Responsabilità civile dei giudici, separazione delle carriere, magistrati fuori ruolo, abuso della custodia cautelare e abolizione dell’ergastolo. Serve raccogliere 500 mila firme in tre mesi

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Il comitato promotore della “giustizia giusta” ha depositato questa mattina in Cassazione sei quesiti per una riforma sia della magistratura sia del carcere. Sul merito dei contenuti, ieri tempi.it ne ha parlato con Rita Bernardini dei Radicali italiani. E nel numero in edicola questa settimana, Tempi offre più di uno spunto sulla questione carceri. E raccontando l’esperienza brasiliana dell’Apac di Nova Lima e raccogliendo opinioni autorevoli intorno all’amnistia.
I sei quesiti presentati dal comitato riguardano due referendum sulla responsabilità civile dei giudici, uno sulla separazione delle carriere, uno sui magistrati fuori ruolo, un altro sull’abuso della custodia cautelare, e infine un quesito sull’abolizione dell’ergastolo. Il comitato ha ora tempo tre mesi per raccogliere 500 mila firme.

DALLE PAROLE AI FATTI. Alessandro Gerardi ha spiegato che l’intento del comitato è dare una scossa all’immobilismo politico italiano e rimettere al centro del dibattito pubblico i temi sulla giustizia e sul carcere. I sei quesiti vengono proposti a 30 anni dall’arresto di Enzo Tortora e a 25 anni dalla sua morte. Del comitato fa parte anche la compagna di Tortora, Francesca Scopelliti.
Alla campagna referendaria hanno già aderito i giornalisti Filippo Facci, Vittorio e Mattia Feltri, tutti gli ex parlamentari del partito Radicale e Alfonso Papa. Quest’ultimo ha dichiarato: «Intendiamo passare dalla parola ai fatti. Perché, al di là degli slogan, nessuno oggi nel Parlamento italiano ha la volontà di avviare una riforma».

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