Passaggi tra Pdl e Fli, Formigoni: «Allarghiamo la maggioranza ai partiti, non a singoli deputati»

I “responsabili” pronti ad appoggiare il governo sarebbero 24. Parlamentare Pdl spiega a Tempi.it: «Non vedo frotte di deputati e senatori pronti a venire nelle nostre file. Molti sono passati dal Pdl a Fli per ragioni di carriera, che senso avrebbe per loro tornare indietro?». Il governatore della Lombardia in un’intervista a Tempi, da oggi in edicola: «Bisogna lavorare per allargare la maggioranza ad altri partiti e stipulare accordi con le formazioni a noi più vicine»

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In attesa della decisione della Consulta sul legittimo impedimento – che potrebbe rimescolare tutte le carte – si susseguono le indiscrezioni sui possibili passaggi di parlamentari dall’area dell’opposizione al sostegno al governo. Oggi la voce più insistente sui quotidiani è quella che avvalora la formazione di un raggruppamento di responsabili, guidati dall’ex Fli Silvano Moffa, attestato a quota 24. Si parla anche della perdita di un senatore da parte di Fli a palazzo Madama: fatto importante perché il partito scenderebbe sotto quota 10, numero necessario per formare un gruppo, e dovrebbe passare nel misto.

Un parlamentare Pdl interpellato da Tempi.it spiega così la situazione: «Sinceramente non vedo frotte di deputati e senatori pronti a passare nelle nostre file. Certo, se da un lato Berlusconi ha molti posti liberi da offrire, dall’altro è anche vero che molti sono passati dal Pdl a Fli per ragioni di carriera. Avendo intuito che alle prossime elezioni non sarebbero rientrati nelle liste, hanno tentato la fortuna spostandosi con Fli. Che senso avrebbe per loro tornare indietro? A mio parere aspetteranno ancora».

Di certo, come spiega il governatore lombardo Roberto Formigoni in un’intervista che appare oggi su Tempi in edicola,
«bisogna lavorare per allargare la maggioranza, non solo e non tanto a singoli deputati, ma ad altri partiti. Occorre stipulare degli accordi con le formazioni a noi più vicine. È quel che il Popolo della libertà ha proposto; è un’apertura che abbiamo fatto. Dobbiamo essere disposti ad allargare il programma di governo e anche ad approvare misure economiche che ci permettano di raggiungere questo risultato. Dobbiamo fare di tutto perché questo avvenga fissando come data ultima per questo tentativo la fine del mese. Se a inizio febbraio potremo contare in parlamento solo su una maggioranza risicata di tre voti, la scelta del voto sarà inevitabile».

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