Una cosa a Parma Pizzarotti l’ha fatta: ha abolito il Quoziente Famiglia (e poteva non farlo)

La città del primo sindaco grillino d’Italia cancella una delle misure più amate dalle famiglie per sostituirlo con un’altra meno equa. Mentre trova senza difficoltà le risorse per il Campo Nomadi

Il Quoziente Parma si poteva anche non abolire. È quanto sostengono gli esponenti del Comitato famiglie Parma, dopo aver appurato il costo per le casse comunali della versione grillina, meno equa ed efficace, della misura di scontistica da applicare alle rette delle scuole materne e dei nidi comunali per le famiglie della città in base al loro reddito Isee.

PRIMA I CONTI. A detta del Comune, a causa della nuova scontistica deliberata ad aprile 2013 dalla giunta capitanata dal sindaco a cinque stelle Federico Pizzarotti, nel triennio 2013-2015 si dovrebbero avere le seguenti minori entrate:

  • – 917.739 euro di minori entrate ai nidi;
  • – 141.000 euro di minori entrate alle materne;
  • – 31.500 euro di minori entrate alle mense scolastiche.

Per un totale di 1.090.239 euro in meno nel triennio. Il che significa che il costo per la collettività della versione grillina del Quoziente Parma, che alle famiglie non è mai andata giù, sarà pari a circa 370 mila euro l’anno. Ossia 130 mila euro in meno del Quoziente Parma, quello vero, che costava 500 mila euro l’anno, ma che le famiglie si erano persino dette disposte a rimodulare, pur di mantenerlo.

PASTROCCHIO TARIFFARIO GRILLINO. «L’attuale “pastrocchio tariffario” – assicurano, invece, dal Comitato – dà ridotte agevolazioni ad un numero sicuramente minore di famiglie». E presenta delle sperequazioni (come già anticipato a tempi.it da Massimo Armillotta) come accade, per esempio, quando i figli di una coppia frequentano diverse strutture (uno il nido, poniamo, e uno la materna). Loro, infatti, non sempre possono godere delle agevolazioni, mentre lo possono più facilmente quelli che frequentano lo stesso istituto.

LISTE D’ATTESA PIÙ LUNGHE. A certificare una situazione di emergenza che a Parma non è ancora stata risolta è stato il Comune. Le liste d’attesa si sono ingrossate: al 31 agosto 2013, erano 950 i bambini senza la certezza di poter finire in una scuola (707 bambini in lista d’attesa alla materna e 243 al nido. Complessivamente Duecento in più dell’anno scorso.

TAGLI E SPRECHI. Infine, fanno presente dal Comitato, la giunta ha anche azzerato le altre agevolazioni per la famiglia, come le Family Card e le convenzioni con i trasporti pubblici. Senza considerare poi le spese ritenute discutibili, o per lo meno non così urgenti come invece sono quelle per l’istruzione, come, per esempio, i 300 mila euro per ristrutturare il Campo Nomadi e i 125 mila euro per ripianare le perdite del Collegio europeo. Insomma, per le famiglie della città di Parma, l’abolizione del Quoziente si è rivelata essere ciò che temevano fin dall’inizio: un’operazione meramente ideologica.