Paritarie, ora mobilitiamoci noi. Scrivete a Conte

Dopo i rettori, tocca a genitori e a quanti sta a cuore la libertà educativa. Qui un esempio di email da inviare al premier

conte

Nel mondo delle scuole paritarie c’è fermento. Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato la lettera aperta che, su iniziativa del Liceo Don Gnocchi di Carate Brianza, un nutrito numero di dirigenti ha inviato al ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina. Ora, sulla scia di quell’iniziativa, a scrivere al presidente del Consiglio sono le famiglie degli alunni delle scuole libere e quanti sono preoccupati del pluralismo educativo del nostro paese. Tutti possono farlo: è una battaglia di libertà, è giusto farla. Qui di seguito riportiamo un modello di una possibile lettera da inviare a Giuseppe Conte (è un “esempio” preparato dalle scuole di cui sopra, ma ognuno si senta libero di scrivere ciò che vuole). L’iniziativa ha avuto l’ampio e pieno sostegno della Conferenza episcopale italiana.
La lettera va invita al seguente indirizzo mail:
presidente@pec.governo.it (Ufficio del Presidente, comprensivo della Segreteria particolare).
Se doveste incontrare difficoltà con l’indirizzo pec indicato, segnaliamo anche il seguente indirizzo: ufficio_stampa@governo.it (Ufficio stampa e del portavoce).
Al fine di avere un riscontro del numero di mail inviate, si prega di inviare la mail in ccn anche al seguente indirizzo: lettera.famiglie2020@gmail.com.

Alla cortese attenzione del Presidente del Consiglio dei Ministri,

Avv. Giuseppe Conte,

Roma.

Egregio signor Presidente,

siamo padri e madri che hanno iscritto i loro figli in scuole paritarie di ogni ordine e grado. Per molti di noi ciò rappresenta un sacrificio anche in tempi normali, perché, all’opposto di quanto spesso si afferma con superficialità, le scuole paritarie, nella gran maggioranza dei casi, non sono affatto “scuole di ricchi”. Può immaginare quale sia la nostra difficoltà in questo momento così duro per la stretta economica, presente e prossima ventura, dovuta all’epidemia in corso.

È bene che Ella sappia che l’assoluta maggioranza dei nostri figli non è stata abbandonata dai loro insegnanti, che, al contrario, al pari di moltissimi docenti delle scuole statali, stanno facendo di tutto per assicurare un rapporto umano, educativo e formativo coi loro allievi tenendo alta e viva la qualità didattica. 

Piuttosto, siamo preoccupati per le difficoltà che già oggi incontriamo a sostenere l’onere finanziario delle rette per quest’anno scolastico; neppure ci nascondiamo le incognite che gravano sul futuro, a partire dal prossimo, imminente anno scolastico. Non vorremmo mai, per questo motivo, esser costretti a cambiare la scuola dei nostri figli, interrompendo un percorso formativo già intrapreso, con grave danno per l’educazione dei nostri figli, o da intraprendere in un nuovo ciclo di studi, vanificando una scelta ponderata e convinta.

Ben sappiamo che la stabilità degli Istituti Paritari – che per la Legge 62/2000 svolgono un ruolo pubblico entro il Sistema Nazionale d’Istruzione – dipende in gran parte, se non per intero, proprio dalle rette, e che l’abbandono di molte famiglie significherebbe in molti casi la chiusura di quegli Istituti. È un’eventualità gravissima, in primo luogo per noi, che dovremmo patire l’interruzione di un servizio pubblico fondamentale: stiamo parlando dell’educazione dei nostri bimbi e ragazzi. Ma, allo stesso modo, sarebbe una perdita grave per tutta la società, che rinuncerebbe all’apporto originale e fecondo che questi Istituti danno in uno degli ambiti più decisivi per il presente e l’avvenire del Paese – senza considerare il negativo riflesso economico che la chiusura delle scuole paritarie avrebbe sul bilancio dello Stato, già messo a dura prova dalla crisi in corso.

Per tutte queste considerazioni, chiediamo a Lei e al Governo, di mettere a punto uno strumento economico che possa aiutare le famiglie a garantire ai loro figli iscritti alle scuole paritarie di ricevere la formazione cui hanno diritto, senza mortificare la responsabilità che abbiamo di esercitare il nostro compito educativo in piena libertà.

Noi avanziamo due proposte concrete e sostenibili:

  • che, per l’anno scolastico in corso, per ogni studente iscritto nelle scuole paritarie lo Stato sia pronto a stanziare € 1000,00, nella immediata disponibilità di ciascuna famiglia richiedente;
  • che, per il prossimo anno scolastico, il Governo provveda a costituire un Fondo di aiuto e sostegno espressamente dedicato a sostenere le oggettive difficoltà ed esigenze finanziarie che moltissime famiglie continueranno a fronteggiare per mandare i figli nelle scuole paritarie.

Confidiamo in una Sua pronta risposta, e nel Suo impegno.

Con stima,

Foto Ansa