Papa Francesco in Messico, il paese dove i sacerdoti rischiano la vita ogni giorno

Negli ultimi 10 anni sono cresciuti del 275 per cento gli omicidi di rappresentati della Chiesa: 28 preti assassinati, 1.520 casi di estorsione, 3.220 chiese profanate e danni per 10 milioni di pesos

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Venerdì papa Francesco ha cominciato la sua visita in Messico incontrando nella capitale il presidente Enrique Pena Nieto, che aveva già ricevuto in Vaticano nel 2014. Fra le problematiche più importanti, relative ai rapporti fra governo e Chiesa, c’è l’impennata di violenze e omicidi contro la religione cattolica, i suoi sacerdoti e i religiosi.

UCCISI DAI NARCOS. L’escalation allarmante è degli ultimi 10 anni, durante i quali si è registrato un incremento del 275 per cento degli omicidi dei rappresentati della Chiesa. A segnalarlo è il rapporto elaborato dal Centro cattolico multimediale della Chiesa messicana. Solo durante i sei anni di presidenza di Felipe Calderon, in carica dal 2006 al 2012, sono stati uccisi 17 sacerdoti, 3 religiosi, 4 laici, un sacrestano e un giornalista cattolico. Alla fine del suo mandato, spiega il rapporto, Calderon fu considerato «il peggiore nella difesa dei diritti umani dei sacerdoti e dei religiosi cattolici».
Sotto l’attuale presidenza l’impunità è cresciuta ulteriormente e la situazione è degenerata, visti gli 11 preti assassinati e i due scomparsi in soli tre anni. Le violenze avvengono soprattutto per mano dei narcos che si oppongono all’attività dei religiosi impegnati nella lotta contro la droga attraverso la predicazione e l’educazione. Ma l’aumento degli episodi criminali si deve anche alla connivenza crescente delle autorità.

MESSICO COME IL PAKISTAN. Il Papa visiterà quattro delle regioni più colpite dalla delinquenza, dove si sono verificati i casi più recenti. Fra quelli risalenti al 2015 figura l’omicidio di padre Francisco Javier Gutierrez, prete della diocesi di Morelia, ucciso con un colpo di pistola alla nuca e trovato morto in una strada isolata. Nella città di Puebla, don Erasto Pliego di Gesù è stato invece sequestrato, assassinato e ritrovato in un campo con parte del corpo bruciata. Sebbene le cronache non si soffermino su questo aspetto, il Messico è considerato dagli osservatori internazionali come un paese pericoloso per la fede cattolica quanto il Pakistan, la Turchia o l’India. Una fonte dell’Associazione internazionale per la difesa della libertà religiosa ha spiegato al Pais che «uno dei paesi che più si distingue per la violazione dei diritti umani, per l’intolleranza religiosa e gli omicidi di religiosi è il Messico».

MINACCE E PROFANAZIONI. Attacchi contro il clero si consumano regolarmente per strada: nel 2014 sono stati segnalati 1.520 episodi di estorsione. I sacerdoti subiscono poi intimidazioni telefoniche, mentre si riscontra un aumento delle minacce di morte pari al 113 per cento. Negli ultimi 10 anni, sono state profanate 3.220 chiese, mentre danni e vandalismo contro le immagini sacre e gli oggetti religiosi ammontano a 555.500 dollari (10 milioni di pesos).

Foto Ansa/Ap


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